I colori del vino: un mondo che si cela dentro un bicchiere

Dentro un bicchiere di vino si celano dei mondi nascosti e infiniti: mondi fatti di campi coltivati, tecniche di lavorazione e scelta di materie prime

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I colori del vino
I colori del vino

Circa 200 anni fa il poeta e scrittore Charles Baudelaire aveva avuto la grande intuizione di raccontare le virtù del vino (e delle bevande alcoliche in generale) ribaltando la prospettiva, concentrandosi sui liquidi, affermando che:”Chi beve solo acqua ha qualcosa da nascondere”. 

Un modo geniale per aprire uno spiraglio sugli infiniti mondi che si nascondono dietro un bicchiere di buon vino: mondi fatti di campi coltivati, selezione delle materie prime e tecniche di lavoro che si tramandano di generazione in generazione. Il piacere del buon vino è troppo profondo per potere venire affrontato con la totale mancanza di preparazione ed è per questo che, oggi più che mai, è fondamentale sviluppare un minimo di conoscenza anche quando si parla di uve, di vitigni, di annate e di produzioni.

Tonalità e caratteristiche del vino: definizioni e colori

Colori e definizioni vanno di pari passo nel mondo della viticoltura e, come è facile intuire, ad una determinata tonalità corrispondono caratteristiche (spesso addirittura ingredienti) inequivocabili. Nello specifico la tonalità del nostro vino dipende soprattutto dalle sostanze polifenoliche presenti sulla buccia degli acini d’uva utilizzati per la sua realizzazione: la cessione del colore da parte delle bucce avviene infatti durante il processo di fermentazione che trasformerà il mosto in vino ed è la conseguenza del contatto prolungato tra le componenti.

Ovviamente il colore di partenza è strettamente legato al vitigno di riferimento: ad esempio Langrein, Lambrusco e Nero d’Avola sono uve a bacca nera, mentre Falanghina, Fiano e Verdicchio sono varietà a bacca bianca.

Ci sono però altre variabili che finiscono per determinare l’intensità del colore di base, tra cui la durata e la temperatura della fermentazione, ma anche la latitudine, il microclima e addirittura l’esposizione solare del singolo vigneto. Caratteristiche a cui si aggiunge persino lo stato evolutivo del singolo vino preso in considerazione: ad esempio un vino rosso giovane avrà un colore rubino più acceso, che tenderà a muoversi verso sfumature granate col passare dei mesi, per via del processo di ossidazione.

Principali sfumature del vino
Principali sfumature del vino

Principali colori e definizioni del vino

Ma quali sono i principali colori e definizioni del vino?  Le aree di riferimento di base sono tre e classificano i vini in bianchi, rosati e rossi.

Ciascun gruppo ha poi le proprie sottocategorie, organizzate in base alla gradazione: i vini bianchi ad esempio vanno dal cosiddetto “bianco carta” (vini molto giovani) al “giallo ambrato” (tipico dei vini invecchiati e dei passiti), passando per “giallo paglierino” e “giallo dorato”. Al contrario il vino rosato viene generalmente distinto tra le tre variazioni “rosa tenue”, “rosa cerasuolo” e “rosa chiaretto”: la concentrazione del colore in questo caso è direttamente proporzionale al tempo di macerazione sulle bucce.

Infine il vino rosso, che, come il bianco, prevede quattro macro-variazioni di colore e che abitualmente passa dal “rosso porpora” dei vini molto giovani al “rosso aranciato” dei vini vecchi, passando nel mezzo per il “rosso rubino” (tipico dei cosiddetti vini di media struttura) ed il “rosso granato” (caratteristico dei vini di grande struttura).

Consigli pratici per valutare il colore del vino e la sua età

Forse vi sarete chiesti perché gli esperti contemplano il loro calice prima di berlo. La risposta non è “perché si danno arie da intenditori” ma perché osservando un vino e il suo colore si può capire molto. Oltre a quello detto finora, attraverso una corretta valutazione visiva del vino possiamo capire anche la sua età.

Infatti, ponendo il bicchiere contro una superficie bianca potrete osservare il bordo del vino (o disco) che, attraverso la sfumatura del suo colore, ci dirà se quello che state bevendo è un vino giovane, maturo o vecchio (o troppo vecchio).

Un vino giovane è caratterizzato da una tinta violacea (nel caso di un rosso) o verde (in quello di un bianco)

Un vino è maturo, ed è arrivato il momento per aprirlo, se è rosso, rubino, granato o se è giallo limone, dorato, paglierino.

Un vino vecchio tenderà al color mattone o all’arancio, che sia un rosso o un bianco.

Degustazioni esperte
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