Il Nebbiolo: alla scoperta del vitigno, del territorio e delle cantine

Nelle Langhe, in Piemonte, ci si imbatte nei lunghi filari del Nebbiolo, vitigno autoctono tra i più riconoscibili della regione, parimenti al Grignolino

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Il Nebbiolo: vitigno e prodotti
Il Nebbiolo: vitigno e prodotti

Patrimonio dell’Umanità UNESCO, le Langhe sono dei tre territori del vino in Piemonte insieme al Roero e al Monferrato.

È qui, tra morbide colline che si vestono dei mille colori di ogni stagione, che possiamo imbatterci nei lunghi filari del Nebbiolo, vitigno autoctono tra i più riconoscibili della regione, parimenti al Grignolino.

Benché la sua coltivazione si sia estesa nel corso dei secoli anche fuori dai confini regionali, trovando terreno fertile in Lombardia, Valle d’Aosta, Sardegna, Abruzzo, Umbria e Basilicata, il disciplinare al quale afferisce è particolarmente rigido, e ne valorizza la “piemontesità”.

La storia del Nebbiolo

Bottiglie storiche di Nebbiolo
Bottiglie storiche di Nebbiolo

L’origine del Nebbiolo è probabilmente da ricercarsi intorno al Seicento o, al più tardi, nel Settecento. Fu però un’ intuizione tutta femminile a decretarne il successo commerciale e a farlo entrare a pieno diritto tra i vini più amati d’Europa.

Giulia Colbert Falletti (nata Juliette Colbert di Maulévrier), allora marchesa di Barolo, promosse infatti la produzione del Nebbiolo Secco, come parte delle sue attività che includevano anche la beneficenza e l’assistenza di giovani, carcerati e studenti.

Provenendo infatti dalla Loira, la Colbert aveva appreso i rudimenti dell’enologia dalla famiglia, trasferendoli nella produzione del Barolo (prodotto al 100% con uve Nebbiolo) e trovando sponda addirittura nel Conte di Cavour, che portò alla corte savoiarda il Conte Oudart, tra i massimi esperti di enologia dell’epoca.

Le zone del Nebbiolo

Le Langhe: i luoghi del Nebbiolo
Le Langhe: i luoghi del Nebbiolo

La coltivazione del Nebbiolo è particolarmente concentrata nel Piemonte, pur essendoci – come già accennato – alcune zone nelle quali è coltivato fuori dalla regione.

Il vitigno ha storicamente attecchito in Langhe e Roero, dunque nella provincia di Cuneo e in parte anche tra il Torinese (Carema), il Biellese e le province di Vercelli e Novara, benché si trovi in minima parte anche nei dintorni di Asti.

Buoni anche i filari di Nebbiolo extra-piemontese, che si trovano principalmente nella Valle d’Aosta, nella Valtellina e in Franciacorta.

Le caratteristiche del Nebbiolo

Un vino dal sapore inconfondibile
Un vino dal sapore inconfondibile

Il Nebbiolo è un vino molto particolare, anche per la sua scarsa coltivazione: basti pensare, infatti, che rappresenta solo il 3% di tutte le uve piemontesi.

È un vitigno a maturazione tardiva, che predilige una esposizione verso sud (con buon soleggiamento) e territori calcarei. Tannino e acido se consumato giovane, diventa molto più floreale da invecchiato, migliorando ancor più il suo bouquet.

Di colore rosso rubino, è utilizzato in purezza per produrre il Barolo. È sottoposto a varianti nominali regionali e locali: in Valle d’Aosta si chiama infatti Picoutener, nella zona di Gattinara prende il nome di Spanna, in Valtellina è il Chiavennasca, dal nome della località di Chiavenna.

Le cantine Wineowine del Nebbiolo e Barolo

Le botti in cui riposa il vino nelle migliori cantine
Le botti in cui riposa il vino nelle migliori cantine

Anselma Giacomo – A Serralunga d’Alba, nel cuneese, la cantina Anselma Giacomo produce da inizio Novecento Barolo, Nebbiolo, Barbera d’Alba e Dolcetto. Dal Barolo Riserva 2010 al Nebbiolo delle Langhe 2015, la proposta dell’azienda vinicola è ispirata a una tradizione immutata, che restituisce vini di grande spessore, da abbinare alle tradizionali ricette piemontesi.

Aurelio Settimo – Rimaniamo nel cuneese, precisamente a La Morra, per scoprire la cantina Aurelio Settimo, attiva dal 1943 ma esclusivamente dedicata al vino solo dagli anni Sessanta. Tre generazioni della famiglia hanno lavorato uve esclusive, e ancora continuano a farlo, per imbottigliare un Barolo di grande qualità, come il DOCG “Rocche dell’Annunziata” del 2012.

Tomaso Gianolio – La produzione di Tomaso Gianolio si trova a Fossano, altro centro celebre del cuneese. È dal 1920 che, con Bartolomeo Gianolio prima, questi vini sono apprezzati tanto in Piemonte quanto all’estero. Dai mastri vinai ai coltivatori di zona, sono molte ed esperte le mani dalle quali sono passate le uve del Nebbiolo d’Alba o del Barbaresco 2014, vini forti da accompagnare alle specialità di carne del territorio.

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