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Le Fiole, il vino “al femminile”

Le Fiole
Il vino "al femminile"

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Con i nostri vini abbiamo voluto coniugare l’esperienza del passato con le tecniche produttive moderne per ottenere dei vini che rispecchiassero al meglio le caratteristiche del territorio e la nostra personalità.

Elisa e Silvia Piaggi

Come nasce la passione e l'impegno della produzione enologica?

Siamo cresciute a Montalto Pavese, circondate da vigneti. La nostra storia inizia con nonno Guglielmo che alla fine degli anni ’20 ha acquistato i primi terreni. Papà Enzo ha continuato con questa passione che ci ha trasmesso giorno dopo giorno. Anno dopo anno siamo cresciute insieme al ciclo della vite, dalla potatura alla vendemmia. Abbiamo capito che cosa volesse dire raccogliere i frutti del proprio lavoro e vogliamo portare avanti la tradizione di famiglia.

Quali sono i vini prodotti dalla cantina?

Abbiamo iniziato producendo due vini, un Pinot Grigio e un Pinot Nero. Quest’anno lanceremo un Metodo Classico in edizione limitata mentre il prossimo anno un Pinot Nero Riserva. Coltiviamo anche altre tipologie di uve tra cui Riesling e Barbera, di cui la nostra zona è fortemente vocata.

Quale vino vi rappresenta maggiormente, e perché?

Il nostro Pinot Grigio Elivià. Il nome nasce dalla fusione dei nostri nomi Elisa e Silvia. Presenta un buon corpo, è equilibrato e la nota sapida presente invoglia al sorso successivo.

Scopri i vini de Le Fiole su Wineowine

Il vostro territorio ha una forte connotazione enologica. Come sfruttate questo rapporto nella vostra produzione?

Uno dei motivi per cui abbiamo deciso di intraprendere questa avventura è proprio quello di contribuire alla valorizzazione del nostro territorio

Con i nostri vini abbiamo voluto coniugare l’esperienza del passato con le tecniche produttive moderne per ottenere dei vini che rispecchiassero al meglio le caratteristiche del territorio e la nostra personalità.

Abbinamento cibo - vino: quale ricetta ci consigliate e perché?

In questi due anni abbiamo abbinato i nostri vini a diversi piatti e ricordiamo ancora l’abbinamento del nostro Elivià con un formaggio locale, il Casanova del Caseificio F.lli Cavanna.

In quel momento abbiamo capito cosa significasse l’abbinamento perfetto, quello che esalta i sapori e gli aromi sia del cibo che del vino.

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La Masera, i vini Erbaluce del Canavese

La Masera, una "questione tra amici"

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Rispettiamo il territorio coniugando il buon senso ereditato dai “nonni” con le migliorie messe a disposizione dalla scienza e tecnica dei giorni nostri. Il risultato è un vino autentico e leale che un prodotto nasce dall’anima,

Alessandro Comotto

Come nasce la passione e l'impegno della produzione enologica?

La passione della cantina nasce innanzitutto dalla passione per il territorio dove i cinque amici, cofondatori de La Masera, sono nati, vivono e vogliono far scoprire cosa può offrire anche attraverso il vino, un elemento emozionale che in Canavese si può vivere attraverso l’esperienza fornita prevalentemente da 3 DOCG di uno stesso vino storico: l’autoctono Erbaluce.

Quali sono i vini prodotti dalla cantina?

Ad oggi in totale produciamo 11 etichette di cui 6 derivanti al 100% da uve di Erbaluce, nelle diverse declinazioni di Spumante Metodo Classico (brut e pas dosé), fermo (affinamento solo acciaio o solo legno)), Passito (versione normale o riserva) e 5 vini rosati (fermo e metodo lassico) o rossi (in versione blande o in purezza)

Quale vino vi rappresenta maggiormente, e perché?

Il vino che ci distingue maggiormente è lo spumante metodo classico “Masilè“, la Masera est là…la Masera c’è anche nella versione bollicine.

Con questo prodotto siamo riusciti a far emergere la “forza” dell”Erbaluce in una bolla intensa e raffinata alla francese. Del resto questo prodotto nasce da un viaggio in Champagne, uno dei tanti viaggi che abbiamo fatto e facciamo ogni anno in territori diversi alla scoperta di nuove esperienze con cui confrontarci.

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Il vostro territorio ha una forte connotazione enologica. Come sfruttate questo rapporto nella vostra produzione?

Sfruttiamo il territorio nella misura in cui è lui a fornire la materia prima, l’uva.

Rispettiamo il territorio coniugando il buon senso ereditato dai “nonni” con le migliorie messe a disposizione dalla scienza e tecnica dei giorni nostri. Il risultato è un vino autentico e leale che un prodotto nasce dall’anima, figlio di un terroir unico, attraverso un’interpretazione semplice, ma ricca di passione.

Abbinamento cibo - vino: quale ricetta ci consigliate e perché?

I nostri vini, l’Erbaluce in particolare, grazie alla loro acidità, mineralità e sapidità reggono il confronto con differenti cibi: dal pesce alle carni bianche, dai primi, risotti ai formaggi senza sovrastarne i sapori ma sorreggendoli per un perfetto abbinamento.

Lo vogliamo abbinare però ad un altro prodotto semplice, figlio anch’esso della tradizione contadina del Canavese: il salam ‘d patata, un salume povero che un tempo, per raddoppiarne la disponibilità, nacque dal trito di un 50% di parti di maiale meno ricche di carne ed il 50% di patata bollita, un’altra unicità del nostro territorio.

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Tenuta Gatto, vini di Sicilia

Tenuta Gatto, la viticoltura eroica in Sicilia

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Pratichiamo la viticoltura eroica, poiché molte delle nostre lavorazioni - per le caratteristiche morfologiche del territorio - possono avvenire soltanto manualmente.

Santi Gatto

Come nasce la passione e l'impegno della produzione enologica?

La mia passione nel fare vino nasce dal fatto che sin da piccolo ho frequentato vigneti e palmenti, in particolare modo quelli di famiglia, con particolare interesse e divertimento nel periodo della vendemmia nel trasformare l’uva in mosto e successivamente in vino.

Col tempo ho maturato che poteva essere un’opportunità e una soddisfazione riprendere e innovare il piccolo vigneto di famiglia riprendendo, come senso di continuità, quello che avevano fatto i miei avi per i quali era fonte di guadagno.

Così, con la collaborazione di mio padre nel 2007 abbiamo estirpato e re-impiantato il nuovo vigneto e nel 2015 abbiamo realizzato la cantina in cui lavoriamo esclusivamente le nostre uve per ottenere il nostro vino.  

Quali sono i vini prodotti dalla cantina?

Attualmente produciamo un vino solo, il Chiano Conti DOC FARO, con circa 6000 bottiglie ad anno. Abbiamo scelto di fare questo prodotto perché la superficie e la conformazione del terreno sono peculiarità indispensabili per ottenere un vino di questo tipo cioè di altissima qualità.

Nel nostro territorio i due vitigni più antichi della zona e principali della DOC FARO, il nerello mascalese e nerello cappuccio, sono adatti alle condizioni di terreno e microclima in cui si trova il vigneto.

Quale vino vi rappresenta maggiormente, e perché?

Al momento produciamo solo un vino, il Chiano Conti, ed abbiamo iniziato con questo perché assomiglia molto a quello che facevamo prima di rinnovare il vigneto.

Inoltre entro quest’anno usciremo con un’altra etichetta di vino bianco ottenuto da uve nere vinificate in bianco. La varietà di queste uve è il nerello mascalese e sarà un IGT Terre Siciliane.

Scopri i vini di La Maliosa su Wineowine

Il vostro territorio ha una forte connotazione enologica. Come sfruttate questo rapporto nella vostra produzione?

Nella zona di Messina, nel passato la viticoltura era molto diffusa, infatti la produzione di vino era una delle attività principali.

Il vino, oltre al consumo in città, veniva esportato pure in Francia per tagliare i vini francesi. Con lo sviluppo e la richiesta crescente di agrumi, soprattutto limoni, e dato che nella zona del messinese c’è molta acqua perché buona parte del territorio è occupato dai monti Peloritani, molti vigneti vennero convertiti in agrumeti, ragion per cui, attualmente, le aziende che producono vino sono poche e piccolissime ed infatti la costituzione del DOC Faro è avvenuta solo da una quarantina d’anni.

È una DOC di vini di alta qualità molto legati al territorio, ad esempio il nostro vino è ottenuto da uve soggette alle influenze climatiche (soprattutto ai venti dello stretto di Messina), al tipo di terreno, all’altitudine e alla morfologia del suolo in quanto terrazzato. È per questo motivo che pratichiamo una viticoltura eroica, in quanto tutte le lavorazioni possiamo farle solo manualmente. 

Abbinamento cibo - vino: quale ricetta ci consigliate e perché?

Il Chiano Conti si abbina bene con piatti di carne tipo arrosto e con formaggi a pasta dura.

Personalmente io lo consiglio alle braciole alla messinese oppure alla carne di castrato o agnellone alla brace.

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La Maliosa, vini maremmani

La Maliosa, i vini "green" della Maremma

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Senza voler disturbare questi progenitori, racconterò che il ramo della famiglia, cui mi pregio di appartenere risiede per certo, sino dal 1850, nel podere “Pogliano” facente parte della fattoria di Badia a Passignano al confine tra i Comuni di Tavarnelle Val di Pesa e di Greve in Chianti

Marco Brogioni

Come nasce la passione e l'impegno della produzione enologica?

Fattoria La Maliosa e la sua proprietaria, Antonella Manuli, hanno realizzato negli anni un progetto basato sulla scelta della qualità, della bellezza e della salubrità ambientale nel rispetto del territorio.

Vigneti e vini naturali, insieme all’olio extravergine d’oliva, costituiscono la produzione della Fattoria La Maliosa, che guarda alla conservazione della capacità d’uso dei terreni seguendo un approccio interamente biologico.

Quali sono i vini prodotti dalla cantina?

L’azienda La Maliosa produce vini di qualità, che vengono riconosciuti da varie associazioni ed enti come ViTe (Vignaioli e Territori), Vignaioli indipendenti toscani e Le Donne del Vino.

Nello spazio dedicato alle viti, di poco superiore agli otto ettari, sono coltivati sia vitigni bianchi che rossi, con una prevalenza di Ciliegiolo, Sangiovese, Cannonau grigio, Procanico e Ansonica.

vini naturali de La Maliosa sono prodotti con Metodo Corino, e rappresentano la summa dell’azione dell’azienda nel rispetto della natura. 

Quale vino vi rappresenta maggiormente, e perché?

La Maliosa UNI è un vino bianco, Toscana IGT prodotto con il cosiddetto Metodo Corino, a biodinamica esclusivamente vegetale, realizzato senza l’impiego – in nessuna fase produttiva – di prodotti di origine animale e per questo adatto anche a chi osserva una dieta vegana.

Sulla Maliosa Bianco è stata eseguita la cosiddetta carbon footprint, ovvero l’analisi dell’impronta ambientale nella fase produttiva. Qui è stato possibile evidenziare come il vino ha un impatto sull’ambiente del 40% inferiore alla media europea dei vini analoghi, con solo 0,81 kg di CO2 equivalente per bottiglia (contro gli 1,13 di media).

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Il vostro territorio ha una forte connotazione enologica. Come sfruttate questo rapporto nella vostra produzione?

Antonella Manuli e Lorenzo Corino sono da anni impegnati nel trasmettere una sensibilità ambientale specifica, frutto del loro impegno per una La Maliosa a bassissimo impatto ambientale.

In un territorio come La Maremma dove sono ben evidenti le caratteristiche ambientali, storiche e paesaggistiche di specie il vino è prodotto con metodi colturali poco invasivi, rispettosi dell’ambiente e realizzati recuperando una vigna di oltre 60 anni in stato di semi abbandono.

Abbinamento cibo - vino: quale ricetta ci consigliate e perché?

Per La Maliosa rosso suggeriamo un abbinamento con paste all’uovo ben condite, anche con ragù; zuppe
autunnali con funghi e ritagli di carni grasse; formaggi di pecora a stagionatura anche
lunga e con carni arrosto sia bianche che rosse saporite; ottimo in accompagnamento
alla selvaggina anche in ricette elaborate; salumi ben stagionati.

Per La Maliosa Uni è consigliato l’affiancamento ad antipasti caldi di mare, paste fresche all’uovo con sughi di cacciagione, ratatouille di verdure al forno, salumi di norcineria, pesce fritto e baccalà o per i dessert con una sbriciolata di cantucci e zabaione.

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Convertoie, il Chianti Classico a misura di famiglia

Convertoie, quando il vino è una storia di famiglia

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Senza voler disturbare questi progenitori, racconterò che il ramo della famiglia, cui mi pregio di appartenere risiede per certo, sino dal 1850, nel podere “Pogliano” facente parte della fattoria di Badia a Passignano al confine tra i Comuni di Tavarnelle Val di Pesa e di Greve in Chianti

Marco Brogioni

Come nasce la passione e l'impegno della produzione enologica?

La famiglia Brogioli ha una storia antichissima alle spalle, basti pensare che il volume Istoria genealogica delle famiglie nobili Toscano et Umbro (1641) ne fa risalire l’origine del cognome al XIV secolo.

L’attività di Convertoie, iniziata da Marco e Maurizio Brogioni nel 1990, richiama la passione familiare per la terra, l’uva, l’olio e l’agricoltura in generale. Oggi è Dario, figlio di Marco ed Emilia, ad avere le redini dell’azienda Convertoie, nel cuore di quel Chianti che è amatissimo dai turisti di tutto il mondo.

Quali sono i vini prodotti dalla cantina?

La cantina Convertoie produce due tipologie di vino che, in periodi particolarmente favorevoli alla vendemmia, crescono a tre.

Il primo è un tradizionale Chianti da tavola, realizzato impiegando i primi grappoli d’uva affinché la vite possa concentrarsi nel perfezionare i rimanenti.  Il secondo è il Chianti Classico, la cui produzione avviene con i grappoli residui che vengono fatti maturare ulteriormente per aumentare il tono zuccherino.

Nel caso in cui l’annata risulterà poi particolarmente favorevole, si procederà a una ulteriore selezione con la quale si porterà nelle bottiglie il Chianti Riserva o il Gran Selezione.

Dopo la vendemmia le uve vengono fatte fermentare in tini di acciaio inox, poi svinato e sfecciato e successivamente lasciato nuovamente riposare, con periodi diversi a seconda del vino che si intende produrre.

Si usano ovviamente le uve Sangiovese con piccole parti di Canaiolo, Colorino, Merlot e Cabernet Sauvignon. 

Quale vino vi rappresenta maggiormente, e perché?

Il vino da noi preferito è rappresentato dal Chianti Classico pur con diversità derivanti dalla concomitante cucina, perchè, sempre secondo noi, il nostro  è essenzialmente un vino da gustare mangiando e, quanto più il piatto sarà semplice ma forte di sapore, penso ad un umido di lepre o cinghiale, tanto più il vino dovrà pulire la bocca, lasciarla, come si dice, asciutta e sopratutto saziare il gusto di bere vino.

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Il vostro territorio ha una forte connotazione enologica. Come sfruttate questo rapporto nella vostra produzione?

Fare vino è, oggi più che mai, una missione in cui occorre coniugare il saper fare tradizionale con le opportunità derivanti dalla conoscenza degli odierni processi innovativi avendo sempre cura, come i nostri nonni ci hanno insegnato, di rispettare l’ambiente, il paesaggio e la peculiare connotazione vinicola del nostro territorio.

Abbinamento cibo - vino: quale ricetta ci consigliate e perché?

Il Chianti Classico, da medio corpo e bassa tannicità, si adatta ad accompagnare ricette tipiche della tradizione toscana come crostini di milza e fegatini, pasta al ragù di carne e l’immancabile bistecca alla fiorentina.

Con il Riserva o il Gran Selezione si accompagnano piatti di maggior struttura come il cinghiale o la lepre in umido e l’arrosto girato. In tutti i casi il Chianti va ossigenato per almeno tre ore in decanter prima di servirlo, a una temperatura tra 16 e 18 °C.

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Al Ponte

Al Ponte. Quando il vino è "personale"

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In tutti i nostri vini c’è una componente importante della nostra passione e del nostro lavoro, che passa dalla Vigna alla bottiglia

Al Ponte

Come nasce la passione e l'impegno della produzione enologica?

La nostra azienda nasce più di 40 anni fa, come azienda dedita alla coltivazione della vite e al successivo conferimento della stessa nella cantina sociale della zona; con il tempo abbiamo preso coscienza dell’importanza della trasformazione della materia prima direttamente in azienda, esaltando cosi le peculiarità delle varietà coltivate.

La passione nasce fin dai tempi dell’infanzia, passata nei vigneti del nonno imparando le varie lavorazioni da eseguire durante tutto l’anno, per arrivare all’apice della stagione quando tutta la famiglia era intenta nella vendemmia e le giornate passavano tra canti, risate e ceste piene di uva.

Quali sono i vini prodotti dalla cantina?

In azienda coltiviamo e vinifichiamo 6 varietà differenti, 3 a bacca bianca e 3 a bacca rossa.

Le varietà a bacca bianca sono: la Glera, dal quale, si ottiene in nostro Prosecco Doc Treviso Millennium; il Pinot Bianco e il Verduzzo.

Tutti vinificati in acciaio, per il Pinot Bianco e il Verduzzo da qualche anno adottiamo la tecnica della macerazione sulle bucce del mosto prima di iniziare la fermentazione alcolica, questa tecnica conferisce ai vini profumi e sentori caratteristi della varietà aumentando la persistenza.

Le varietà a bacca rossa vengono tutte trasformate in tank di acciaio, con fermentazioni sulle bucce di circa 10-15 giorni; per il Cabernet Sauvignon viene selezionata una piccola partita che viene affinata in barrique di 220 Lt. per 12 mesi e successivamente riposa per 3 mesi in bottiglia prima di entrare in commercio.

Quale vino vi rappresenta maggiormente, e perché?

In tutti i nostri vini c’è una componente importante della nostra passione e del nostro lavoro, che passa dalla Vigna alla bottiglia, ma quelli che di cui siamo maggiormente orgogliosi sono: il PiNoCheSi, derivante dall’affinamento in barrique per 4 mesi e 1 di bottiglia del Pinot Bianco, vino di recente nascita ma che ci sta dando tante soddisfazioni, altro vino che ci riempie di soddisfazioni è il Prosecco Doc Treviso Millennium che riscontra sempre un grande successo e richiesta nella nostra affezionata clientela.

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Il vostro territorio ha una forte connotazione enologica. Come sfruttate questo rapporto nella vostra produzione?

Il rapporto con il territorio, che ci ospita, è per noi un fattore fondamentale; cerchiamo in ogni modo di far si che il territorio entri a pieno nelle bottiglie che produciamo, valorizzando i sentori e i profumi che questo ci regala.

Geograficamente parlando la nostra Azienda è situata fra le colline del Prosecco di Valdobbiadene e Conegliano e la Pianura Padana, siamo nella Pedemontana Veneta ed è per questo che coltiviamo varietà storiche di queste zone, che spaziano fra vini rossi di struttura più tipici della zona pianeggiante e i vini bianchi, come la Glera tipica della zona collinare.

Abbinamento cibo - vino: quale ricetta ci consigliate e perché?

I nostri vini posso essere impiegati per un ampio abbinamento con il cibo, può spaziare dall’aperitivo abbinando il Millennium Prosecco Doc Treviso Extra Dry, passando a secondi a base di carni rosse come la tagliata a cui si sposa perfettamente il nostro Cabernet Franc. La ricetta che più ci piace suggerire ai nostri clienti è il Risotto con il Prosecco e rosmarino.

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Ramaddini

Ramaddini
Un sorso di Sicilia

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Degustando i vini Ramaddini assaggerete la Sicilia, un sorso che esprime la storia del Val di Noto, Pachino e Marzamemi

Vini Ramaddini

Come nasce la passione e l'impegno della produzione enologica?

Ramaddini nasce dal grande amore per la propria terra di due grandi amici Carlo Scollo e Francesco Ristuccia. È questa passione che li spinge, nel 2003, ad impiantare venti ettari di vigneti nel cuore del Val di Noto, culla di vitigni pregiati come il Moscato e il Nero d’Avola.

La cantina, ubicata nello splendido borgo marinaro di Marzamemi, tra Noto e Pachino, eredita la grande tradizione vinicola della Sicilia sudorientale ed è situata in uno storico magazzino del vino, un luogo suggestivo dove si svolgono tutte le delicate fasi della vendemmia, della pigiatura, della fermentazione e dell’imbottigliamento.

Ancora oggi, durante le degustazioni, è possibile osservare i “vinodotti ”, speciali condotti che permettevano di trasportare il vino dalle vasche direttamente sulle imbarcazioni attraccate al porto. Ramaddini produce guardando alla salvaguardia dell’ambiente, una produzione naturale che sposa pienamente la filosofia della FIVI di cui la cantina si onora di far parte.

Vignaioli, nel solco della tradizione, per difendere il territorio, coltivare le vigne, vinificare le uve raccolte. Proprio per l’utilizzo di tecniche di coltivazione totalmente naturali, prive dell’utilizzo di pesticidi e concimi chimici, già dal 2018 la vendemmia e i vini sono certificati bio.

Quali sono i vini prodotti dalla cantina?

La Ramaddini produce 12 etichette e ben 100mila bottiglie l’anno. I vini sono caratterizzati da un profondo legame con la terra perché nati prevalentemente dai vitigni autoctoni. I rossi, avvolgenti e strutturati, prodotti sia dal Nero d’Avola, vitigno principe di questa zona, sia con uve internazionali come Syrah e Cabernet.

E poi i bianchi, freschi ed equilibrati, unici perché prodotti da uve locali come il Grillo, il Cataratto e il Moscato di Noto. Da quest’ultimo vitigno nascono Al Hamen, un moscato passito, vino dolce dal profumo inebriante che trasmette sensazioni di frutta candita, miele, erbe aromatiche e Perla Marina, le bollicine del Val di Noto, unico nel suo genere: il primo spumante brut nato dal Moscato di Noto, una scommessa vincente della Ramaddini.

Quale vino vi rappresenta maggiormente, e perché?

Patrono DOC Noto Nero d’Avola Riserva ottenuto al 100% da uve Nero d’Avola, il vitigno principe del sed-est Sicilia. Fa parte della linea Olimpo e, non a caso, sull’etichetta è rappresentato Bacco – Dioniso per Greci- dio del vino.

Un prodotto d’eccellenza ottenuto da un duro lavoro: ad agosto si effettua una “vendemmia rosa” per ridurre il carico di grappoli e favorire una migliore maturazione di quelli che rimangono sulla vite; a settembre si procede con la vendemmia e, dopo la diraspatura, si ha una successiva macerazione con le bucce per 8 giorni. L’affinamento è di 3 anni, prima in acciaio, poi in tonneaux e, infine, in bottiglia per almeno 6 mesi.

Un rosso dalla grande personalità, carnoso e straordinariamente sapido, con un bouquet di fiori appassiti, frutti rossi a bacca piccola, scorza d’arancia amara disidratata. Colore rosso intenso, con evidenti sfumature violacee.

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Il vostro territorio ha una forte connotazione enologica. Come sfruttate questo rapporto nella vostra produzione?

I vigneti Ramaddini si trovano a Marzamemi –  più a sud di Tunisi – a soli 50 m sul livello del mare. La produzione valorizza le peculiarità del territorio e le sue particolari condizioni pedoclimatiche, per questo coltiviamo principalmente vitigni autoctoni.

La qualità dei vini è anche il risultato della presenza di una serie di fattori naturali come la posizione geografica, l’influenza di due mari – il Mediterraneo e lo Ionio – la cui salsedine favorisce l’arricchimento e la maturazione delle uve e la straordinaria luce solare. 

Anche il terreno è davvero particolare: calcareo a tessitura fine, molto argilloso e che nasconde un sottosuolo di natura vulcanica. I nostri vigneti si trovano a soli 2 km dal mare ed è per questo che, grazie alla salsedine e la brezza marina, nei vini Ramaddini si percepisce una spiccata mineralità, buona sapidità, freschezza e acidità.

Abbinamento cibo - vino: quale ricetta ci consigliate e perché?

I vini Ramaddini sono adatti a pietanze semplici e a piatti elaborati.

I rossi si abbinano perfettamente a primi piatti importanti, alla carne rossa, carne alla brace e alla cacciagione. I bianchi, delicati e freschi, si prestano agli antipasti, ai formaggi, ai piatti a base di pesce e alle carni bianche.

Perla Marina IGT Terre Siciliane è uno spumante brut ideale per gli aperitivi e i primi piatti a base di pesce.

Il moscato passito Al Hamen, vino dolce con sentori di frutta candita e confettura di albicocche, si abbina perfettamente ai dolci tipici siciliani come la cassata, i biscotti di mandorla, i cannoli siciliani e il cioccolato di Modica.

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Morasinsi

Morasinsi
Il vino delle Murge

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Come nasce la passione e l'impegno della produzione enologica?

Siamo agricoltori da generazioni e la nostra passione enologica è il puro risultato della nostra passione verso l’agricoltura.

Per diversi anni abbiamo studiato e lavorato in agronomia e enologia in Italia e all’estero, per conoscere ed arricchirci. Siamo convinti che la conoscenza sia fondamentale quando si lavora con la Natura!  La viticoltura è l’espressione del rapporto uomo-Natura che più ci appassiona e per questo motivo abbiamo deciso di valorizzare l’azienda agricola di famiglia con la produzione di vino. Ne siamo molto contenti!

Siamo così entusiasti da emozionarci e commuoverci ogni volta che vediamo in vigna una rigogliosa presenza di verdure selvatiche, asparagi, api, bombi. E siamo felicissimi quando arriva il falco grillaio e le volpi vengono a farci visita! Crediamo che la natura in questo modo ci stia ringraziando per il rispetto che abbiamo verso la campagna.

La passione è il motore del nostro lavoro: siamo presenti in vigna 365 giorni all’anno, sostenuti da un meraviglioso team di agricoltori esperti: tutti insieme, e con la natura, abbiamo l’obiettivo di produrre la migliore uva possibile!

Quali sono i vini prodotti dalla cantina?

I vini che produciamo derivano esclusivamente dalle uve che coltiviamo direttamente nella nostra tenuta. Le varietà che coltiviamo sono varietà da sempre presenti nel nostro territorio, ai piedi della Murgia: Nero di Troia, Moscato reale, Aglianico.

Al momento stiamo anche cercando di recuperare l’antico vitigno autoctono Pampanuto, a rischio di scomparsa. Dall’altra parte, ci piace provare e accogliamo con piacere anche varietà non autoctone: l’obiettivo è quello di conoscere sempre più a fondo il nostro terroir e le sue potenzialità.

È il caso ad esempio dello Chardonnay, amante dei nostri suoli. Tutti questi vitigni si esprimono alla grande nel nostro terroir caratterizzato da colline dolci, sole caldo e vento. Il terreno calcareo, in alcuni tratti pietroso, in altri argilloso, ci permette di ottenere espressioni diverse dello stesso vitigno cresciuto in punti diversi dell’appezzamento.

Nella nostra terra c’è un detto bellissimo: “La terra è a palmi e l’uomo è a volontà”. La terra cambia da palmo a palmo, ossia da punto a punto e l’uomo, con la sua conoscenza e volontà ha il compito di comprenderla e valorizzarla nei suoi cambiamenti.

Quale vino vi rappresenta maggiormente, e perché?

Riteniamo che il vino più rappresentativo cambi di annata in annata. A seconda dell’andamento della campagna viticola infatti, alcune varietà raggiungono il massimo potenziale di espressione sia in vigna che durante l’affinamento in cantina.

Al momento, i vini più rappresentativi dell’annata 2018 sono il Moscato secco, una piacevole rievocazione di una passeggiata tra i filari di vite, e il Picco della vigna, interessante espressione dell’eleganza del Nero di Troia insieme al frutto del Montepulciano.

Presto sarà disponibile Sferra Cavallo, Aglianico 2018, piena espressione dell’Aglianico della Murgia.

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Il vostro territorio ha una forte connotazione enologica. Come sfruttate questo rapporto nella vostra produzione?

La valorizzazione del territorio è stata la ragione principale che ci ha spinto a intraprendere la produzione vitivinicola. Valorizziamo il territorio secondo due aspetti: il primo, quello naturale-produttivo, assecondando e rispettando la campagna nei suoi cicli e cambiamenti; il secondo, quello economico-sociale con la creazione di un gruppo di lavoro fatto di persone competenti e unite tra di loro.

Il lavoro di gruppo è per noi fondamentale sia dal punto di vista sociale e organizzativo che produttivo. Proprio grazie alle singole esperienze dei componenti del gruppo siamo in grado di conoscere a fondo il nostro territorio, e valorizzarlo al meglio secondo la nostra missione.

Abbinamento cibo - vino: quale ricetta ci consigliate e perché?

Morasinsi Bianco Puglia si abbina benissimo alle verdure e agli ortaggi di inverno-primavera: fave e piselli freschi, carciofi, cime di rape e non solo. Un suggerimento? Fettuccine, cuori e gambi di carciofi. Il segreto del piatto sta nel far cuocere le fettuccine nel fumetto di foglie di carciofi e nel mantecare il piatto nella stessa acqua di cottura.

Morasinsi Moscato Puglia si abbina benissimo ai frutti di mare (durante una bella gita in Puglia) e anche alla zucca al forno gratinata. Morasinsi Rosato Puglia è perfetto con delle orecchiette pomodorini e funghi cardoncelli e anche con una linguina agli scampi e pomodorini secchi.

Morasinsi Picco della vigna è un vino estremamente versatile negli abbinamenti, da provare con una succosa salsiccia alla griglia.

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Cantina Maroni

Cantina Maroni
I buoni vini delle Marche

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Come nasce la passione e l'impegno della produzione enologica?

La storia della nostra cantina, immersa nello scenario suggestivo di Offida, inizia negli anni ’70 quando nonno Emidio e suo figlio Giuseppe ereditano da Domenico Maroni, padre fondatore, lo stabilimento vitivinicolo attuale.

Da lì, danno vita a quella che oggi è una delle più antiche aziende vitivinicole a conduzione familiare, già alla quarta generazione con Davide portando avanti l’obiettivo di produrre in quantità estremamente limitata vini pregiati, nel rispetto della tradizione enologica locale.

Quali sono i vini prodotti dalla cantina?

La produzione dei vini è volutamente limitata per massimizzare la qualità.

L’azienda produce vini di gran pregio favorita in questo da un territorio ad alta vocazione vitivinicola come l’Offida Pecorino DOCG “Crociaiolo”, Passerina IGT “Vitale”, Rosso Piceno DOC “Domenic” ed infine il “Moretto” da uve di grenache, che rappresenta la grande sfida della nostra cantina.

Quale vino vi rappresenta maggiormente, e perché?

Sicuramente il Moretto perché ci ho dedicato e ci dedico tuttora molto tempo, è il mio giocattolo.

Un vino dalle importanti caratteristiche, sia strutturali che organiche che va servito ad una temperatura ambiente per valorizzare tutte le sue peculiarità nei gusti  nell’aroma, insieme alle specialità della cucina marchigiana e non solo.

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Il vostro territorio ha una forte connotazione enologica. Come sfruttate questo rapporto nella vostra produzione?

La qualità e l’innovazione sono gli elementi principali del nostro lavoro quotidiano con i vini.

È inoltre grazie al legame saldo con la natura che riusciamo a sfruttare un rapporto tra vini e territorio che si restituisce favorevolmente nella produzione che finisce sul mercato.

Abbinamento cibo - vino: quale ricetta ci consigliate e perché?

Il nostro “Moretto” grenache si abbina molto bene a carni eleganti come ad esempio una faraona in umido o alla cacciatora.

Il “Crociaiolo” Pecorino dà il meglio di sé con primi e secondi di pesce ma anche a carni bianche come il nostro “Vitale” Passerina.

Infine, il Rosso Piceno “Domenic” si abbina meravigliosamente alle carni rosse.

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Come nasce la passione e l'impegno della produzione enologica?

È un progetto che nasce tra i nostri vigneti situati sulle Colline Asolane di Treviso e quelle vulcaniche dei Colli Euganei.

Da due generazioni il nostro lavoro è frutto di un approccio etico e genuino. La sostenibilità e la coltivazione a regime biologico negli anni è stata una scelta di vita considerando che i vigneti circondano per la totalità le nostre abitazioni.

Ad oggi siamo un team multidisciplinare composto da enologi agronomi, che ha molto a cuore il rispetto dell’ambiente e il mantenimento di un alto standard qualitativo.

Ci occupiamo di tutta la filiera produttiva: dalla maturità dell’uva in vendemmia al prodotto in bottiglia.

Quali sono i vini prodotti dalla cantina?

Ad oggi il progetto è formato da 3 tipologie di vini: un prosecco millesimato (circa 80mila bottiglie), un frizzante bianco non filtrato (circa 10mila bottiglie) e un rosé frizzante non filtrato (10mila bott).

Solamente il Prosecco si può definire monovarietale (uva Glera 100%) secondo tradizione e regola. Da sempre coltivato ad Asolo ma anche in tutta la provincia di Treviso fin dai tempi dei Romani. In questo territorio dà il meglio di se e il territorio restituisce altrettanto.

I non filtrati frizzanti, rispettivamente bianco e rosé, sono un blend di uve locali autoctone.

Per dare risalto a queste uve tipiche e antiche abbiamo voluto creare un prodotto novità sul mercato, alternativo nel gusto e nel packaging. Dalla bassa pressione all’interno, un tappo a corona che ne faciliti l’apertura, una bassa gradazione alcolica per facilitarne la beva e la condivisione tra amici, un utilizzo minimo dei solfiti (conservante che talvolta può dare dei fastidi) e per finire una stabilità del prodotto in bottiglia che possa avere la stessa shelf-life di un qualsiasi altro frizzante-spumante convenzionale.

Quindi un prodotto innovativo ma che ha forti legami con il territorio ed il terreno di origine vulcanica. Diamo valore a vitigni tradizionali come Raboso e Corbinella per il Rosè. Mentre Serprino, Pinella, Garganega e Pinot Bianco per il Bianco.

Quale vino vi rappresenta maggiormente, e perché?

Sicuramente il nostro vanto sono i non filtrati, che abbiamo ricercato e studiato a lungo.

In particolare è il rosé che ci rende orgogliosi, dal colore dovuto alla breve macerazione, ai profumi della fermentazione e quelli dovuti alla presenza dei lieviti, per finire la sua freschezza dovuta alla tipicità delle uve ma anche alla bravura del nostro agronomo nel cogliere il momento giusto nella raccolta.

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Il vostro territorio ha una forte connotazione enologica. Come sfruttate questo rapporto nella vostra produzione?

Integrale si rapporta con due territori ben distinti: il Trevigiano e i Colli Euganei.

Quello Trevigiano, per quanto riguarda il Prosecco, è un territorio da sempre votato alla produzione enologica, capace di esprimere e produrre da sempre e una bollicina amata da tutti, dove serve solamente che la natura e la chimica naturale degli elementi faccia il suo corso.

Per contro, nei “non filtrati” abbiamo dovuto fare una lunga selezione dei lieviti indigeni per dare un aspetto più deciso al vino, oltre alle ripetute prove per avere un prodotto fresco e stabile. Questo è un vino che oggi  possiamo presentare con orgoglio sia in Italia che all’estero.

Abbinamento cibo - vino: quale ricetta ci consigliate e perché?

Essendo vini dalla buona freschezza sicuramente in aperitivo danno il meglio, ma anche con piatti semplici di antipasti o di pesce.

C’è sempre spazio per chi vuole osare!

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