ARCA Le nostre cantine | Wineowine

Anzivino

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Anzivino

Andare controcorrente pur rispettando i canoni tradizionali

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Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

La voglia di affrontare nuove sfide insieme alla passione per il mondo del vino è stata la motivazione che ha spinto me insieme a Sabrina a trasferirci  nel Nord Piemonte patria del nebbiolo: a Gattinara.

Nel 1998, dopo aver acquistato terreni e ristrutturato una vecchia distilleria nel centro storico di Gattinara abbiamo iniziato a coltivare i vigneti e a produrre  il Gattinara e il Bramaterra.

Nella famiglia di Sabrina, il bisnonno, originario di Romagnano Sesia, il era bottaio soprannominato “Ciupasell” (trad. “aggiusta botti”) che osò curare la peronospora con la poltiglia bordolese spennellando i grappoli uno ad uno e ottenendo grandi risultati, tanto da guadagnarsi diplomi di merito già nei primi del ‘900.

Un po’ come per il bisnonno, la curiosità e l’attenzione per la qualità ci hanno sempre contraddistinto, ma soprattutto la voglia di sperimentare nel rispetto della tradizione ci ha dato nuovi stimoli e soddisfazioni. La nostra è una piccola realtà che per filosofia aziendale ha puntato su quantitativi di produzione limitati ma estremamente curati in ogni dettaglio, ed è proprio questo che ci caratterizza.

Quali sono i vini che producete?

I vini prodotti sono le eccellenze del Nord Piemonte: il Gattinara DOCG, il Bramaterra DOC e il Coste della Sesia Nebbiolo DOC.

Il vitigno re di queste zone è il Nebbiolo con tutte le sue caratteristiche e diversità in base al “terroir”. Cerchiamo di preservarne tutte le sfumature partendo da una accurata selezione in vigna; la fermentazione viene fatta in legno passando poi  alla lunga macerazioni e  all’affinamento in botti di Rovere e in bottiglia.  

Il lavoro che in assoluto più mi appassiona è seguire l’evoluzione dei vini in cantina; ciò richiede una costante attenzione e sensibilità;  saper coglier il momento giusto per ogni singolo processo  preservare  l’integrità dei  profumi e degli aromi del vino è una sfida per me quotidiana .

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Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Senz’altro il Gattinara!

Una delle caratteristiche del Nebbiolo è la longevità. L’evoluzione dei profumi e degli aromi nel tempo è proprio una sua prerogativa. Ne derivano un perfetto equilibrio di profumi di frutta matura come prugne e ciliegia, note floreali di viola di bosco, che si evolvono poi verso eleganti note speziate. Fine e secco al palato il Gattinara è un vino che ancora dopo 10 anni ha molto da raccontare!

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Mi piace andare controcorrente pur rispettando i canoni tradizionali, credo nella personalizzazione di qualsiasi forma d’arte e il vino per me  è una forma d’arte!

L’utilizzo di botte di medie dimensioni ci pone a metà tra tradizione e innovazione.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

Il mio abbinamento preferito con il Nebbiolo di lungo invecchiamento in generale sono i formaggi di lunga stagionatura, insaccati di montagna come la Mocetta Valsesiana e carni rosse non a lunga cottura. Tra le carni prediligo l’abbinamento con la tagliata di Fassona Piemontese con rucola e grana. 

Del resto come diceva Mario Soldati quando ha conosciuto il Gattinara ha scritto : “ ….un sorso di Gattinara pur che vero, s’intende. Non chiedo di più”.

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La Grazia

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La Grazia

Il nostro obiettivo? Innovazione nella Tradizione

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Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

LA GRAZIA” nasce dalla passione di Paolo Oberti per il vino e per il suo territorio, la Valtellina.

Sin da bambino si è avvicinato a questo mondo che lo ha sempre affascinato. Già la “tata” Gina, infatti, lo portava in vendemmia con la sua famiglia, gli faceva pigiare l’uva con i piedi e poi era il turno della cantina dove il suo compito era lavare le botti.

Negli anni ’90 il progetto cominciò a prendere forma. Paolo comprò le prime vigne da dipendenti della Oberti S.r.l., storica azienda di famiglia dal 1919, che andando in pensione avevano la preoccupazione che nessuno dei loro figli fosse intenzionato a proseguire l’attività di coltivazione dell’uva.

Con gli stessi dipendenti egli fece un accordo: le vigne che gli avrebbero venduto sarebbero rimaste a loro uso sino a quando gli fosse stato possibile lavorarle.

Poi la svolta: nel 2012, ispirato dalla moglie Grazia e appoggiato da tutta la sua famiglia, pensò di unire amore e passione per il vino ad un profondo attaccamento alla sua città, Tirano.

Nacque così “LA GRAZIA” un progetto nuovo ed entusiasmante in cui tutta la famiglia Oberti crede e confida molto.

Quali sono i vini che producete?

Attualmente “LA GRAZIA” ha in cantina disponibili 8 etichette di cui:

  • 4 ROSSI: segno particolare 100% Nebbiolo, come vuole la tradizione, con una gamma valtellinese completa DOC e DOCG tutta da scoprire;
  • 2 BIANCHI fermi: uno, sorprendente nella sua atipicità, da uve 50% Pinot Bianco, 30% Rossola N. e 20% Pignola N. e l’altro (Zerovero) invece una vera innovazione, con base un mix di uve provenienti da vitigni Piwi, resistenti geneticamente alle malattie della vite;
  • 2 SPUMANTI METODO CLASSICO: un brut bianco e un brut rosé, una vera e propria scommessa sulla potenzialità delle bollicine in Valtellina.

Una produzione che dalle 8.000 bottiglie della prima vendemmia 2015 ha raggiunto il target quantitativo prefissato di 25.000 / 30.000 bottiglie, con un totale, ad oggi, di circa 4 ettari lavorati.

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Il “vino del cuore” dell’azienda vitivinicola è senza dubbio lo Sforzato di Valtellina, vino pregiato ed estremamente iconico per la zona. È realizzato con l’uvaggio principe della Valtellina, Nebbiolo al 100%, lasciato poi appassire per lungo periodo dopo la vendemmia.

Fortemente rappresentativo per la Valtellina e per Tirano in quanto, proprio qui, la viticoltura è sviluppata su terrazzamenti “aggrappati” ai ripidi pendii delle montagne. Lavorare queste vigne, piccole ed estremamente frazionate, è molto impegnativo e faticoso. Nessuna lavorazione può essere meccanizzata e anche la vendemmia viene effettuata rigorosamente a mano in cassette.

Considerato tutto questo si spiega perché VITICOLTURA EROICA e perché SFORZATO. Per “LA GRAZIA” altrettanto significativo è il nome di questo vino: Fiori di Sparta.

Dedicato infatti all’omonima associazione di famiglie con ragazzi diversamente abili, che ha sede nello stesso luogo della cantina, fa capire quanto sia importante il sociale nella visione aziendale.

Motivo di orgoglio, infatti, è la collaborazione saltuaria con questi ragazzi in alcune fasi, dalla raccolta alla torchiatura dei primi anni con un torchio manuale.

Vederli così impegnati e così entusiasti è una spinta enorme a fare sempre meglio e a ricordare qual è la cosa più importante da alimentare sempre: la passione.

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Domanda a cui, nel caso della cantina “LA GRAZIA”, è molto semplice rispondere-. “Il nostro obiettivo? Innovazione nella Tradizione” recita lo slogan dell’azienda.

Eccola quindi presto identificata chiaramente nel ruolo di innovatrice.

La tradizione valtellinese è qualcosa di fenomenale e grandioso, importantissimo da preservare e da tramandare culturalmente. Non a caso l’azienda è in prima linea quando si tratta di recupero degli incolti o, cosa che stupisce ancor di più, riconversione degli impianti alla forma di allevamento originale quindi ad Archetto valtellinese, ultimamente dai più sostituito con il Guyot per gli inferiori costi di lavorazione.

Quello che però differenzia ed unicizza “LA GRAZIA” sono quei prodotti atipici per la Valtellina come i 2 vini bianchi fermi e i 2 spumanti metodo classico citati prima. Frutti di una continua ricerca accompagnata ad un’attenta sperimentazione sono certamente i prodotti più “sfiziosi” di una cantina tutta da scoprire.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

Quando si parla di Valtellina associata al cibo non si può fare altro che proporre i classici pizzoccheri DOP.

Tante le ricette tra le proposte paesane poiché ogni località ha un po’ il suo modo di prepararli e cucinarli.

Per quanto riguarda l’abbinamento di un vino su questo piatto notoriamente si indica un bel rosso strutturato della tradizione come il nostro GOCCIA – Valtellina Superiore DOCG o addirittura, perché no, un FIORI DI SPARTA – Sforzato di Valtellina DOCG per gli amanti di questa tipologia.

Una chicca però per i più audaci? Da provare è assolutamente il pizzocchero accompagnato dallo Spumante bianco “LA GRAZIA” Metodo Classico.

Una vera sorpresa che rappresenta un bell’esempio di innovazione nella tradizione!

la grazia

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Baldissero

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Baldissero

Una vinificazione piemontese "fatta in casa"

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Bisogna rispettare la materia prima e valorizzarla al meglio. Ecco perché abbiamo scelto le barrique a posto delle tradizionali botti grandi

Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

Nel 1953 mio nonno Guido ha acquistato la vigna di fronte alla propria casa. Dagli anni ’50 ad oggi le uve prodotte nei nostri 7 ettari di vigneti sono state conferite ad importanti cantine della nostra zona.

Dal 2016 dopo gli studi presso la scuola enologica di Alba e dopo una decina di anni di esperienza come enologo in altre cantine della zona, ho deciso di vinificare parte delle nostre migliori uve per produrre vini con una nostra etichetta.

Quali sono i vini che producete?

Produciamo il Barbaresco, il Langhe Nebbiolo, il Dolcetto d’Alba, la Barbera d’Alba ed un Langhe Rosso prodotto con uve Syrah.

La vinificazione è fatta in vasche d’acciaio a temperatura controllata con lieviti esclusivamente indigeni. L’affinamento avviene in barrique di rovere francese ad esclusione del dolcetto che viene affinato in acciaio

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Sicuramente il Barbaresco è il vino che più valorizza il nostro territorio. Ma il Dolcetto è forse il vino che più mi ricorda l’infanzia passata nei filari ed in cantina.

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Sicuramente bisogna rispettare la materia prima e valorizzarla al meglio.

Io ho deciso di utilizzare ad esempio solo barrique per l’affinamento dei nostri vini e non ad esempio le classiche botti grandi.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

Il Dolcetto è il vino che si può abbinare per eccellenza a tutto il pasto.

Il Bebbiolo nella versione Langhe ed il Barbaresco si abbinano e primi piatti e secondi di carne.

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Scolari

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Cantine Scolari

I vini del Garda

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Essere innovatori rispettando le tradizioni [...] è la sfida più entusiasmante che vogliamo affrontare nella nostra cantina

Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

La Storia dell’azienda nasce nel 1929 a Raffa di Puegnago grazie all’intuizione e tenacia del fondatore Pietro Scolari, padre di 6 figli che nel corso degli anni lo affiancheranno e faranno crescere il nome e l’importanza delle Cantine Scolari. 

È nel 2019 e grazie ad Antonio Goffi, imprenditore di Polpenazze d/G, che l’azienda svolta e viene rilanciata con grande voglia a riprendersi il ruolo da protagonista che ha avuto per tutto il secolo scorso. Dalle innovazioni tecnologiche per la produzione ad una immagine tutta nuova con la creazione di nuove linee di prodotto di grande qualità.

Quali sono i vini che producete?

I vini che vengono prodotti sono i vini Doc Riviera del Garda Classico Rosso, Groppello e Chiaretto e il Lugana Doc. Tutte le tipologie cono suddivise in due linee di prodotto con peculiarità diverse. 

La Linea Classic che vuole raggiungere il grande pubblico con vini di grande qualità al giusto prezzo e la Linea Premium dedicata a chi vuole ricercare l’eccellenza di gusto godendo di un packaging ricercato. 

I vitigni utilizzati per la produzione dei rossi e rosati sono quelli consentiti dal disciplinare con percentuali variabili del vitigno autoctono Groppello che variano dal 20 al 85%. Per il Lugana Doc viene utilizzato unicamente il Trebbiano (o Turbiana) di Lugana.

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Il vino che vogliamo sia nel breve il vino che ci rappresenti è il Chiaretto perché è l’espressione di un territorio, di un vitigno autoctono come il Groppello e di una area geografica straordinariamente bella e coinvolgente come è la sponda bresciane del lago di Garda.

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Essere innovatori rispettando le tradizioni, le caratteristiche di un territorio e di un vino sono la sfida più entusiasmante che vogliamo affrontare nella nostra cantina. Le nuove tecnologie saranno di aiuto in cantina per far crescere e esaltare le qualità che da sempre vengono riconosciute ai vini del nostro territorio.

polpenazze

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

Per il Lugana senza dubbio i primi piatti saporiti a base di pesce, crostacei e carni bianche.

Per il Rosso Groppello e per il Rosso Superiore le carni grigliate, i salumi e i formaggi del territorio si sposano perfettamente alla sapidità e mineralità equilibrata dei nostri vini.

I chiaretti si abbinano sia col pesce di Lago (Luccio alla Portesina) che col pesce di mare ma la grande duttilità li rendono azzeccati anche con le carni bianche e le carni grigliate.

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Dieci Prese

Dieci Prese

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Dieci Prese

Due secoli di lavorazione del territorio e delle uve

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Il nostro è un lavoro di attenzione con una trasformazione rispettosa nell’intento di esaltare le caratteristiche pedoclimatiche di ciascun vigneto

Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

L’attività dell’Azienda Agricola X Prese inizia quasi due secoli fa e da allora è sempre stata nella conduzione diretta della famiglia Putti. A quest’epoca risale anche il nome dell’azienda stessa: i territori di bonifica venivano tradizionalmente divisi in “Prese”, vasti appezzamenti di terreno asserviti ad un’idrovora o facenti parte di forme consortili dedicate al coordinamento delle opere per il deflusso delle acque. La decima presa era il terreno dell’attuale azienda agricola.

L’attività viti-vinicola ha caratterizzato da sempre l’impegno aziendale. Scritture contabili testimoniano lavorazione di uve e vendita di vino fin dai primi del ‘900. La produzione si concentra fin da principio sul vitigno tipico della zona, il “FRIULARO”.

Dieci Prese

Quali sono i vini che producete?

La scelta aziendale è quella di creare tutte le possibili declinazioni del Friularo. Attualmente ne sono in vendita due:

  • LONGHIGNOLA: Merlot e Cabernet Sauvignon incontrano il Friularo (precedentemente appassito) tramite un antico metodo di vinificazione: il governo alla Toscana. L’invecchiamento in tonon amalgama i sapori fruttati maturi dell’uva in appassimento con le note erbacee del Merlot e Cabernet Sauvignon, risultando in un vino caldo e rotondo con una leggera nota acida.
  • PRESETTE: Rifermentato naturale rosato, 100% Friularo. Presette è un vino giocoso, con un colore che vira tra il rosa pastello e il rosa acceso. Al naso emergono note fragranti di arancia e melograno. L’acidità lo rende tagliente e austero al palato, ma viene controbilanciato da una persistente e divertente bollicina. Al sorso è fresco con una piacevole nota floreale.

Il nostro intento è di chiudere la nostra linea di vini con un metodo classico e un passito nel prossimo 2021.

Dieci Prese

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Sicuramente il Longhignola rappresenta la tradizione dell’azienda (si produce da parecchio tempo), ma il Presette è la novità di quest’anno, quindi è innovazione qui a X prese.

Questa domanda è difficile… come puoi scegliere tra due figli?

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Dieci Prese

Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Sicuramente la scelta di specializzarsi solo su il Friularo, che è l’uvaggio tipico del nostro territorio, è sinonimo di quanto noi ci teniamo alle nostre tradizioni.

Allo stesso tempo ci sentiamo innovatori, perché non perdiamo occasione per rivoluzionare e modernizzare tutti gli aspetti del nostro lavoro e della nostra amatissima azienda.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

Chi è che non ama un bel fritto misto di pesce in estate? Il Presette ha la bollicina perfetta da abbinare a tutti i piatti di pesce e crostacei.

Il Longhignola trova la sua massima espressione con tutta la carne rossa, o con un bel stufato, in una fredda serata invernale. Ti scalda il cuore.

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Aquila del Torre

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Aquila del Torre

L'attenzione alla natura per il vino migliore

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Il nostro è un lavoro di attenzione con una trasformazione rispettosa nell’intento di esaltare le caratteristiche pedoclimatiche di ciascun vigneto

Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

Aquila del Torre è un’azienda a vocazione familiare: Claudio Ciani acquistò la tenuta nel 1996 e oggi l’azienda è seguita dal figlio Michele, che è agronomo e ha deciso di fare l’esperienza di un’agricoltura “vivente” più sana, rispettosa dell’ambiente e delle persone, in grado di esprimere tutte le sfumature di un territorio dalle caratteristiche pedoclimatiche uniche.

Dal 2013 l’azienda Aquila del Torre ha messo in atto pratiche biodinamiche e ottenuto la certificazione da agricoltura biologica. Le piante hanno bisogno di un ambiente ricco nella sua biodiversità: un terreno vitale, gli animali e l’uomo collaborano attivamente all’equilibrio di questo sistema.

Quali sono i vini che producete?

La parte vitata della tenuta si estende per diciotto ettari in zona collinare all’interno di un bosco e i vigneti sono disposti su pendii molto scoscesi che formano uno splendido anfiteatro.

Per agevolare la coltivazione manuale, assicurare alle viti un’esposizione ottimale e gestire un perfetto drenaggio delle acque, il versante della collina è stato profilato con piccoli terrazzamenti, sui quali dimora un solo filare per banchina.

Le varietà rosse Merlot e Refosco dal peduncolo rosso, sono piantate nel cuore dell’anfiteatro e sul girapoggio della collina esposta a sud. Le esposizioni a est sono destinate alla varietà Sauvignon Blanc, quelle orientate a ovest per la varietà Friulano. Sulla cresta della collina troviamo il Picolit e il Riesling renano.

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Il Riesling occupa la parte più alta della collina, a 350 metri sul livello del mare. Il vigneto è stato messo a dimora nel 1999 e da questa posizione è possibile scorgere verso sud i riflessi della laguna dell’Alto Adriatico. Il suolo è composto da uno strato di roccia madre affiorante ed è in grado di influenzare notevolmente le qualità organolettiche del vino.

Inizialmente pensato per produrre un vino bianco frutto dell’assemblaggio di più varietà, oggi si distingue per il modo in cui è traduttore dell’alta collina di Savorgnano del Torre. Dalla vendemmia 2007 è vinificato in purezza e si contraddistingue per una forte personalità.

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

La lavorazione del terreno e il mantenimento della fertilità del suolo sono i capisaldi di tutta la gestione agronomica dell’azienda. L’utilizzo di attrezzature specifiche per l’arieggiamento del suolo e la buona pratica agronomica del sovescio permettono l’accrescimento radicale delle viti per intercettare gli strati di flysch più profondi. In vigna si semina a mano e si lavora con l’aiuto dei cavalli, che integrano l’utilizzo degli attrezzi meccanici.

Passeggiando nella tenuta è possibile scorgere due gruppi di arnie che sono posizionate sul confine tra vigneto e bosco. Le api danno un contributo straordinario in vigna: preservano l’acino cicatrizzando le parti rovinate dell’acino, fungono da vettore dei lieviti sulla buccia favorendo le fermentazioni in cantina e preservano biodiversità ambientale. Le uve, che adesso provengono da vigneti la cui età media è circa trent’anni (le vigne storiche di Friulano e Picolit risalgono agli anni ’60), vengono raccolte manualmente a seconda del grado di maturazione, operando una selezione minuziosa, e in seguito vinificate separatamente.

In cantina prosegue il lavoro di attenzione con una trasformazione rispettosa nell’intento di esaltare le caratteristiche pedoclimatiche di ciascun vigneto. In cantina si preferiscono contenitori di materiale poroso e con effetto neutrale sul contenuto per enfatizzare le differenze varietali e l’origine territoriale. Nel corso degli ultimi anni ai classici serbatoi di acciaio inox sono stati affiancati contenitori in rovere di più passaggi e vasi vinari in cemento a forma ovoidale. 

La vinificazione con lieviti indigeni, attraverso la tecnica del “pied de cuve”, e la permanenza prolungata sulle fecce fini sono i punti fermi nelle attività di cantina per la produzione dei vini bianchi. Invece, le uve rosse subiscono delicate macerazioni e la ricerca è rivolta verso l’estrazione delle caratteristiche più fini e i vini rossi rimangono per qualche anno in affinamento in bottiglia.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

L’asparago bianco è un prodotto tipico della zona a nord di Udine, vicino a Savorgnano del Torre. I turioni bianchi vengono raccolti dalla fine di aprile ai primi giorni di giugno. Lo Sclopit, un’erba spontanea primaverile dal nome diverso a seconda della regione (sclopit, appunto, in Friuli Venezia Giulia, carletti in Veneto, erba del cucco, ecc. ecc.) il cui nome scientifico è Silene Rigonfia o Vulgaris, è uno degli ingredienti più particolari che si ritrova nella cucina friulana

Preparazione della ricetta: Prendete degli asparagi bianchi di prima qualità, meglio se biologici, mondateli e dimensionateli a piacimento. Imbustateli a 3 a 3 in dei sacchetti per sottovuoto per cottura. Aggiungete una noce di burro e un rametto di timo e chiudete i sacchetti. Cucinate in forno a vapore per 15 minuti. A parte preparate una maionese con dell’erba cipollina e dei germogli di sclopit. 

A cottura terminata componete il piatto con gusto decorativo, magari con uovo sodo a scaglie a lato. Assaggerete così degli ottimi asparagi abbinati a Riesling Aquila del Torre.

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Cascina Sòt

Le interviste di Wineowine

Cascina Sòt

Tutto il meglio del vino piemontese

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Produciamo vino utilizzando tecniche innovative quando manuali e poco interventiste: teniamo tutto quello che c’è di buono nelle vecchie pratiche del passato adattandole al contesto attuale.

Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

La storia della nostra azienda inizia con nonno Giuseppe e Nonna Maria che iniziano a lavorare come manovali in una cascina vicino all’attuale sede dell’ azienda, dopo qualche tempo ottengono un contratto da mezzadri a Cascina Sòt e poi nel 1975 riescono ad acquistare la proprietà.

Il figlio Leonardo e sua moglie Silvana espandono la superficie aziendale e nel 2008 Maurizio il nipote comincia a produrre il vino.

Dal 2016 anche Lorena (sorella di Maurizio) è impegnata direttamente nella conduzione della cantina e delle degustazioni. La nostra famiglia da sempre è impegnata nella viticoltura

Quali sono i vini che producete?

Produciamo nove tipologie di vino:

  • Barolo Classico: proveniente da una vigna di 26 anni esposta a Sud-Ovest, fermenta per 20gg per poi affinare 32 mesi in botte grande (rovere di slavonia)
  • Barolo Bricco San Pietro: proveniente da una vigna di 89 anni esposta a Sud-Ovest fermenta per 25 gg in tino di rovere per poi affinare in 60% tonneaux nuovi e 40% barriques di secondo passaggio per 28 mesi(rovere francese)
  • Langhe Nebbiolo: proveniente da una vigna di 26 anni esposta ad Ovest, fermenta per 10gg per poi affinare 6 mesi in barriques di secondo passaggio.
  • Barbera d’Alba: proveniente da due vigne, una esposta ad Est e una a Sud-Ovest, per 10gg per poi affinare 2 mesi in botte grande
  • Barbera d’Alba Superiore: proveniente da una vigna di 70 anni esposta a Sud fermenta per 20gg per poi affinare 11 mesi in tonneaux nuovi(rovere francese)
  • Dolcetto d’Alba: proveniente da una vigna di 35 anni esposta a Sud fa una piccola fermentazione carbonica per 3 gg e dopo la fermentazione prosegue in modo tradizionale .Affinamento in acciaio per 3 mesi
  • Vino Rosato Tramonto: prodotto con uve Nebbiolo e Barbera, l’uva viene pressata in modo soffice e poi il mosto fermenta per 20gg a temperatura molto bassa, non svolge la fermentazione malo-lattica e poi fa 2 mesi di battonage
  • Chardonnay: uve provenienti da una vigna esposta a Nord-Ovest l’ uva viene pressata in modo soffice e poi il mosto fermenta per 20gg a temperatura molto bassa, non svolge la fermentazione malo-lattica e poi fa 2 mesi di battonage
  • Nascetta: uve provenienti da una vigna esposta a Nord-Ovest, l’uva viene distapata e pigiata per fare una macerazione di 6-8 gg dopo viene svinata e la fementazione prosegue senza bucce per altri 15gg. Non svolge la fermentazione malo-lattica e fa 2 mesi di battonage

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Il nostro vino più rappresentativo è il Barolo Bricco San Pietro che viene prodotto dalla nostra vigna più vecchia di 89 anni

Siamo molto legati a questa vigna perché fa parte del corpo originale dell’azienda e mio nonno l’ha curata fino ai suoi ultimi giorni di vita

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

La parte della vinificazione è gestita da Maurizio (30 anni) che di certo non può considerarsi tradizionalista. Dopo aver finito gli studi alla Scuola Enologica di Alba e fatto esperienza in cantine della zona, insieme alla famiglia, ha deciso di iniziare a produrre vino utilizzando tecniche innovative quando manuali e poco interventiste. Quindi credo di poter dire che teniamo tutto quello che c’è di buono nelle vecchie pratiche del passato adattandole al contesto attuale

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

I nostri vini rossi bene si adattano alla tradizionale cucina di terra:

  • Formaggi stagionati
  • Brasato al Barolo
  • Tajarin al tartufo
  • Ravioli al plin
  • Vitello tonnato
  • Battuta al coltello

La Nascetta il nostro Orange Wine si adatta bene ai crostacei e formaggi di media stagionatura.

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Da Ponte

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Da Ponte

Il rapporto fondamentale con storia e territorio

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Cerchiamo in ogni modo di far si che il territorio entri a pieno nelle bottiglie che produciamo, valorizzando i sentori e i profumi che questo ci regala.

Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

La nostra azienda nasce più di 40 anni fa, come azienda dedita alla coltivazione della vite e al successivo conferimento della stessa nella cantina sociale della zona; con il tempo abbiamo preso coscienza dell’importanza della trasformazione della materia prima direttamente in azienda, esaltando cosi le peculiarità delle varietà coltivate.

La passione nasce fin dai tempi dell’infanzia, passata nei vigneti del nonno imparando le varie lavorazioni da eseguire durante tutto l’anno, per arrivare all’apice della stagione quando tutta la famiglia era intenta nella vendemmia e le giornate passavano tra canti, risate e ceste piene di uva.

Quali sono i vini che producete?

In azienda coltiviamo e vinifichiamo 6 varietà differenti, 3 a bacca bianca e 3 a bacca rossa.

Le varietà a bacca bianca sono: La Glera, dal quale, si ottiene in nostro Prosecco Doc Treviso Millennium; il Pinot Bianco e il Verduzzo.

Tutti vinificati in acciaio, per il Pinot Bianco e il Verduzzo da qualche anno adottiamo la tecnica della macerazione sulle bucce del mosto prima di iniziare la fermentazione alcolica, questa tecnica conferisce ai vini profumi e sentori caratteristi della varietà aumentando la persistenza.

Le varietà a bacca rossa vengono tutte trasformate in tank di acciaio, con fermentazioni sulle bucce di circa 10-15 giorni; per il Cabernet Sauvignon viene selezionata una piccola partita che viene affinata in barrique di 220 Lt. per 12 mesi e successivamente riposa per 3 mesi in bottiglia prima di entrare in commercio.

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

In tutti i nostri vini c’è una componente importante della nostra passione e del nostro lavoro, che passa dalla Vigna alla bottiglia, ma quelli che di cui siamo maggiormente orgogliosi sono: il PiNoCheSi, derivante dall’affinamento in barrique per 4 mesi e 1 di bottiglia del Pinot Bianco, vino di recente nascita ma che ci sta dando tante soddisfazioni, altro vino che ci riempie di soddisfazioni è il Prosecco Doc Treviso Millennium  che riscontra sempre un grande successo e richiesta nella nostra affezionata clientela.

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Il rapporto con il territorio, che ci ospita, è per noi un fattore fondamentale; cerchiamo in ogni modo di far si che il territorio entri a pieno nelle bottiglie che produciamo, valorizzando i sentori e i profumi che questo ci regala.

Geograficamente parlando la nostra Azienda è situata fra le colline del Prosecco di Valdobbiadene e Conegliano e la Pianura Padana, siamo nella Pedemontana Veneta ed è per questo che coltiviamo varietà storiche di queste zone, che spaziano fra vini rossi di struttura più tipici della zona pianeggiante e i vini bianchi, come la Glera tipica della zona collinare.

Da Ponte

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

I nostri vini posso essere impiegati per un ampio abbinamento con il cibo, può spaziare dall’aperitivo abbinando il Millennium Prosecco Doc Treviso Extra Dry, passando a secondi a base di carni rosse come la tagliata a cui si sposa perfettamente il nostro Cabernet Franc. La ricetta che più ci piace suggerire ai nostri clienti è il Risotto con il Prosecco e rosmarino.

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Zagarella

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Le interviste di Wineowine

Zagarella

Vini di Calabria, dall'Ottocento ai giorni nostri

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La nuova generazione ha inteso inserire elementi chiave con elevato carico di innovazione tecnologica che, comunque, hanno preservato tutti i principi sui quali si è sempre basata la filiera produttiva.

Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

L’azienda agricola Zagarella fonda la sua origine nella tradizione di una famiglia che, a partire dal 1800, si è dedicata alla coltivazione delle proprie terre.

Nata dall’amore per la terra, l’azienda si è posta, sin dal principio, l’obiettivo di produrre alta qualità, risultato sinergico del lavoro della natura e dell’uomo, nel rispetto reciproco. Questo obiettivo è oggi la nostra filosofia guida per il quale concentriamo ogni giorno tutte le nostre forze.

L’azienda estende i suoi terreni su una superficie complessiva di 70 ettari, di cui 36 sono coltivati ad uliveto, 24 a bosco di castagno e 10 a vigneto, tutti su dolci colline esposte al sole e affacciate sul mare dello Stretto di Messina.

Quali sono i vini che producete?

TERRAGRANDE

  • UveMerlot, Cabernet, Calabrese
  • TerrenoAltitudine 150 m.s.l. – tendenzialmente argilloso – sistema di allevamento guyot – produzione/ha max 90 Q.li
  • Tecnica di produzioneLe singole varietà vengono vini­cate separatamente per circa 12/15 giorni in vasche INOX a temperatura controllata con tecnologia Ganimede® che consente una macerazione pellicolare dinamica delle bucce coadiuvata da tecniche di “delestage” che favoriscono l’estrazione del colore e dei polifenoli. Al termine della successiva fase di fermentazione malolattica, dopo un breve a‑namento in botte di legno da 20 hl di castagno, si procede alla creazione del blend..
  • Note OrganoletticheColore rosso rubino con riflessi violacei, profumo intenso, deciso, con sentori di piccoli frutti di bosco. In bocca di buona struttura, equilibrato con tannini delicati.
  • Grado alcolico14,50 %vol.
  • Ubicazione VignetiArghillà – Comune di Reggio Calabria

ALFIERINERO

  • UveMalvasia Nera
  • TerrenoAltitudine 150 m.s.l. – tendenzialmente argilloso – sistema di allevamento guyot – produzione/ha max 90 Q.li
  • Tecnica di ProduzioneLa varietà viene vinificata per circa 12/15 giorni in vasche INOX a temperatura controllata con tecnologia Ganimede® che consente una macerazione pellicolare dinamica delle bucce coadiuvata da tecniche di “delastagè” che favoriscono l’estrazione del colore e dei polifenoli. Ultimata la fermentazione malolattica, segue l’affinamento in botte di quercia da 20Hl al termine del quale si effettua una leggera chiarifica prima dell’imbottigliamento.
  • Note Organolettiche: Colore rosso rubino carico,profumo deciso tipico della varietà, con sentori di tabacco, speziato, piccoli frutti di bosco. In bocca di buona struttura, equilibrato con tannini piuttosto decisi.
  • Grado Alcolico14%vol.
  • Ubicazione VignetiArghillà – Comune di Reggio Calabria 

ALFIERIBIANCO

  • Uve: Malvasia Bianca, Inzolia
  • Terreno: Altitudine 150 m.s.l. – tendenzialmente argilloso – sistema di allevamento guyot – produzione/ha max 90 Q.li
  • Tecnica di Produzione: Macerazione pellicolare effettuata per alcune ore a temperatura controllata in vasche di acciaio inox.
  • Note Organolettiche: Giallo paglierino chiaro. All’esame olfattivo si avvertono note erbacee. Al palato risulta strutturato armonico fresco, moderatamente acido.
  • Grado Alcolico: 13,50 %vol.
  • Ubicazione Vigneti: Arghillà – Comune di Reggio Calabria  

ALFIERIROSATO

Ultimo arrivato nelle cantine Zagarella, l’Alfierirosato rappresenta la massima espressione del calore meridionale. Dal colore rosa tenue, ma brillante, riporta alla mente le piantagioni di fiori di pesco. Il profilo olfattivo offre un bouquet di note floreali e di macchia mediterranea. Al gusto è fresco e intenso, molto equilibrato e con una notevole persistenza al palato. L’Alfierirosato è ideale per accompagnare aperitivi e formaggi freschi, ma si abbina bene anche a primi piatti leggeri.

  • UveNocera Calabrese
  • TerrenoAltitudine 300 m s.l.m. tendenzialmente argilloso
  • Sistema di allevamento: Cordone speronato. Coltivazione biologica – prod./ha max 70 q.
  • Grado alcolico: 13,00% Vol
  • Ubicazione Vigneti: Reggio Calabria Arghillà

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Il TERRAGRANDE, primogenito della linea vini, nasce nel 2006 quasi sul termine di una fase cruciale che ha sancito una svolta epocale per l’azienda. Genesi del cambiamento, è stato il passaggio di consegne del management aziendale fra la precedente e la nuova generazione. Era ormai trascorso qualche anno dall’avvio della ristrutturazione più importante degli ultimi 150 anni con investimenti ingenti effettuati dalla proprietà che hanno avuto come obiettivo il rifacimento integrale dei vigneti, la ristrutturazione della linea di produzione e di stoccaggio nonché una qualificazione e riorganizzazione delle risorse umane.

In questo quadro, era necessaria una grossa iniezione di fiducia, un qualcosa che validasse il percorso intrapreso e non ancora conclusosi.

Sebbene la “casella” dell’organigramma aziendale non fosse stata ancora definita in relazione alla consulenza enologica, la sinergia forte sviluppatasi negli anni fra i componenti le varie unità operative aziendali, nonché il know-how maturato dall’esperienza di lustri di vinificazione, hanno permesso la nascita di una nuova linea di vino denominata Terragrande nome ereditato dall’appellativo conferito alla zona (“a terra randi”) su cui insistevano i vitigni da cui prende vita.

Iscritto all’edizione del 2008 del concorso Vinitaly, vince il premio “Gran Menzione”, riconoscimento che sancisce al nuovo assetto manageriale il convincimento di aver operato le corrette scelte e, al contempo, inietta nel personale la nuova consapevolezza di essere un team in grado di confrontarsi alla pari ed a qualsiasi livello con player blasonati.

Scopri i vini di Zagarella su Wineowine

Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Le decisioni aziendali operate dalle varie generazioni che si sono succedute nel management hanno prodotto scelte prevalentemente conservative

Tuttavia, la nuova generazione, ha inteso inserire elementi chiave con elevato carico di innovazione tecnologica che, comunque, hanno preservato tutti i principi sui quali si è sempre basata la filiera produttiva: rispetto della natura e del prodotto, processi di lavorazione che garantissero la genuinità del prodotto trasformato, vini che trasferissero integralmente le peculiarità delle cultivars ed il terroir.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

TERRAGRANDE: Si abbina perfettamente con piatti a base di carni rosse, affettati e formaggi specialmente se stagionati

ALFIERINERO: Si abbina perfettamente con piatti a base di carni rosse e bianche e Verdure

ALFIERIBIANCO: Si abbina perfettamente con piatti a base di pesce e verdure

ALFIERIROSATO: Si abbina perfettamente con piatti a base di pesce e carni bianche

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Podere Sabbioni

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Podere Sabbioni

Territorio, vitigni e sostenibilità nei vini delle Marche

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Abbiamo fondato la nostra interpretazione su tre pilastri: territorio, vitigni e sostenibilità. Non mi sento di dire se siamo innovativi o conservatori, lascio agli altri la valutazione. Spero piuttosto di essere credibile nel tempo.

Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

Sono appassionato di vino, ma soprattutto sono appassionato della storia e della cultura del vino. Appartengo ad una famiglia di tradizione ed ho cominciato con mio nonno da piccolo a produrre vino. Purtroppo mio nonno è mancato quando avevo solo 13 anni ed i suoi insegnamenti sono andati in parte dispersi.

La vita mi ha portato su altre strade, ma il vino è sempre stato un compagno di viaggio. Per ragioni di lavoro ho vissuto a lungo in Francia. In qualche maniera questo ha “contaminato” il mio gusto per il vino.

Sono italiano e sono orgoglioso di esserlo, credo che il nostro patrimonio ampelografico sia ineguagliabile e sono convinto che i nostri vini non sono secondi a nessuno. Però apprezzo lo stile dritto ed austero dei vini francesi, in particolare dei vini di Borgogna. Ho deciso con mia moglie di produrre vino per mestiere per dare la mia interpretazione di vino.

Credo nel coraggio di interpretare e ritengo anche che questo sia indispensabile nel mondo del vino. Un mondo affascinante, dove però essere interessanti è molto difficile. Spero a tendere di arrivare ad esserlo.

Quali sono i vini che producete?

Produciamo tre vini:

  • Podere Sabbioni Colli Maceratesi Ribona DOC, il nostro vino bianco base da uva Maceratino [almeno 90%] con una saltuaria presenza di Chardonnay [max 10%]. Pressiamo l’uva con una parte dei raspi, per avere maggiore struttura ed un certo nerbo. Dopo la decantazione statica, il mosto viene fatto fermentare in acciaio. Terminata la fermentazione il vino viene affinato in acciaio per un periodo variabile da 3 a 9 mesi
  • Podere Sabbioni Ribona Riserva della Famiglia DOC, vino bianco di punta della nostra cantina 100% Maceratino Ribona. Il solo mosto “di sgrondo” del vigneto migliore viene inviato ad una vasca in acciaio dedicata, dove dopo decantazione statica viene fatto fermentare lentamente a bassa temperatura [20-22 giorni]. Completata la fermentazione, il vino e le sue fecce fini [importantissime!] vengono inviati ad una vasca in cemento, per un affinamento di circa 12 mesi [che porteremo appena possibile a 18, oggi non riusciamo perché la produzione è limitata in relazione alle richieste]
  • Podere Sabbioni Piceno DOC, il nostro rosso da uve Montepulciano [85%, il massimo consentito dal disciplinare] e Sangiovese [15%]. Vendemmiamo il Sangiovese stramaturo ed il Montepulciano non a completa maturazione, per avere un’acidità importante dal Montepulciano e limitare i problemi di tannino del Sangiovese. Dopo la diraspatura, il mosto con le bucce viene fatto fermentare senza controllo della temperatura in acciaio e cemento. Considerando che la vendemmia viene effettuata normalmente nella seconda-terza decade di ottobre, che vengono effettuati quotidianamente diversi rimontaggi e follature e che spesso utilizziamo la tecnica del déléstage non abbiamo bisogno del frigorifero. Lasciamo il mosto-vino sulle bucce per qualche giorno dopo la fine della fermentazione, per favorire la reazione malo-lattica. Quindi pressiamo e spostiamo il vino in contenitori di rovere francese da 230l con diversi passaggi alle spalle. Dopo un affinamento di 18-20 mesi il vino viene imbottigliato per un ulteriore affinamento in bottiglia oggi breve, a tendere di almeno 6-8 mesi.

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Un vignaiolo vede i suoi vini come proprie creature, per cui sono tutti egualmente rappresentativi. Voglio bene a tutti. E poi vorrei che più che il vino nel tempo venga riconosciuta la “mano” di Podere Sabbioni. Non ho quindi un vino del cuore. 

D’altra parte, però, è vero che il vino che in qualche maniera ci sta portando maggiori soddisfazioni è il Podere Sabbioni Ribona Riserva della Famiglia, notato l’anno scorso da Paolo Massobrio ed eletto miglior bianco d’Italia per il 2020 tra i 100 top della guida “Il Golosario”. 

Si tratta di un bianco da Maceratino Ribona, come ho accennato sopra, un vitigno antichissimo e raro – dico sempre che siamo solo in 19 in tutto il mondo a produrre questo vino – che si distingue per la sapidità importante e la grande longevità.

Scopri i vini di Zagarella su Wineowine

Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Abbiamo fondato la nostra interpretazione su tre pilastri:

  • il territorio: siamo a Petriolo, nelle Marche, nella Riserva Naturale dell’Abbadia di Fiastra, un’abbazia cistercense del basso medioevo. I vigneti sono in un canalone adiecente ad un bosco immenso [mi pare 1.700 ettari], a poca distanza da un torrente, il Fiastra, appoggiati sulle colline, in un posto magico che i monaci del passato considererebbero ideale per la coltivazione della vite
  • i vitigni: tutti autoctoni, con primus inter pares il Maceratino, coltivato solo nella nostra provincia e straordinariamente identitario
  • la sostenibilità: ci sentiamo custodi della terra, sentiamo la responsabilità di preservare la bellezza che ci è stata affidata. Per questo motivo, oltre ad essere in conduzione biologica da sempre, abbiamo deciso di aderire al protocollo di certificazione volontaria VIVA del Ministero dell’Ambiente. Siamo in compagnia di grandi nomi del vino italiano e la sola cantina certificata per le Marche.

VIVA ed il biologico sono certificazioni ufficiali basate su standard europei [agricoltura biologica] ed internazionali [VIVA], che ci permettono di offrire al consumatore una garanzia sul nostro modo di condurre il vigneto

Non mi sento di dire se siamo innovativi o conservatori, lascio agli altri la valutazione. Spero piuttosto di essere credibile nel tempo

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

I nostri vini privilegiano la snellezza, la freschezza e la bevibilità, piuttosto che la forza. Ma hanno struttura, per cui possono essere utilizzati a tutto pasto.

Per quanto riguarda i bianchi, la sapidità si abbina bene con i cibi a tendenza dolce, come pesce, crostacei in particolare, uova [carbonara, ad esempio], pomodoro, formaggi freschi e mediamente stagionati, il nostro ciauscolo! tra i salumi. Un nostro cliente sostiene che l’abbinamento ideale è con il vitello tonnato. A me piace molto con il coniglio in padella. Lo scorso sabato abbiamo fatto una degustazione di prova con un panettone gastronomico farcito con pomodori secchi e pistacchi, un successo!

Il rosso si sposa con cibi con maggiore complessità, direi carni rosse con cottura breve o media, formaggi mediamente stagionati, salumi. L’intensità aromatica regge bene anche con cibi dal profumo intenso, come tartufo od erborinati.

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