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Agricola Cerrano

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Agricola Cerrano

Vini autoctoni d'Abruzzo con vista sul mare

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Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

Tutto nasce dalla passione per il nostro territorio (Pineto, in Abruzzo) di nonno Peppe, il quale ci ha lasciato in eredità dei terreni inseriti in un contesto incantato, a ridosso dell’Area Marina Protetta del Cerrano, sopra il mare. Allo stesso tempo, ci ha strappato la promessa di sviluppare l’attività agricola preservando, appunto, il territorio e creando dei prodotti che ne riflettano tale filosofia. Per questi motivi la nostra scelta è stata quella di lavorare esclusivamente in biologico. Siamo Quinto, Mimma. Francesca e Leonardo, siamo l’Agricola Cerrano.

Quali sono i vini che producete?

Di concerto con la nostra filosofia, al momento la nostra produzione si basa su tre vitigni autoctoni, ovvero: Montepulciano d’Abruzzo, Pecorino e Passerina.

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Il Pecorino è finora il vino che si è espresso meglio e che ha ottenuto i maggiori consensi. Oltre ad avere dei profumi ed un sapore chiaramente riconducibili alla nostra terra, di sicuro questo vino si contraddistingue per la sua capacità di far sentire il mare,  che ogni anno vola con il vento per posarsi sulle nostre uve.

Scopri i vini di Agricola Cerrano su Wineowine

Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

La filosofia biologica, probabilmente, vent’anni fa poteva ancora essere considerata un’innovazione. Ovviamente non abbiamo la presunzione di credere di essere stati gli unici a produrre in biologico prima dell’esplosione nella cultura di massa, ma allora rappresentavamo una nicchia innovativa. Ad ogni modo, riteniamo che non ci sia necessariamente una contrapposizione tra tradizione e ricerca della novità: nel nostro modo di pensare l’innovazione risiede anche nella capacità di riprendere le tecniche e le filosofie del passato per adattarle alla tecnologia e le espressioni di gusto attuali.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

Con il rischio di poter risultare banali, riteniamo che il nostro Montepulciano si esprima al meglio con piatto tipico quali gli arrosticini.

La Passerina è ottima per accompagnare primi di pesce dal sapore delicato. Il Pecorino, invece, lo si apprezza maggiormente con piatti di pesce dal sapore deciso.

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Cantina Duso

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Ca'Duso

Ragionare, assecondare, correggere

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Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

In realtà, più che la produzione per il vino, la nostra è da sempre una famiglia di vignaioli. Il mio bisnonno Battista ha iniziato a produrre uve nei primi anni ’40. Dopodiché, dal 2005 abbiamo voluto, insieme a mio padre Lino e mio zio Battista (come da tradizione) mettere a frutto e valorizzare il duro lavoro svolto in vigneto.

Per questo da ormai più di 15 anni produciamo e commercializziamo i vini derivanti esclusivamente dalle uve delle nostre proprietà.

Quali sono i vini che producete?

Siamo un’azienda piccola ma variegata dove abbiamo deciso di mettere in bottiglia esclusivamente selezioni di uve derivanti dai singoli appezzamenti.

Dal 2012 produciamo uno spumante metodo classico brut che affina per 24 mesi sui lieviti. È un blend di Chardonnay 85% e pinot nero 15%. Le uve vengono pressate intere. Il vino affina per 6 mesi in acciaio prima del tiraggio. 

Sul fronte bianchi, produciamo il Motolo derivante da uve Pinot Grigio, la nostra è una versione ramata ottenuto da una macerazione con le bucce di circa 24 ore. Rosa tenue e spiccata mineralità sono i suoi punti di forza. Il Campo Stivale è ottenuto da uve Garganega, Sauvignon Blanc e Chardonnay. Visto il corredo ampelografico, le uve sono vinificate in riduzione. È un bianco giovane che affina 9 mesi in acciaio. Fresco, aromatico e sapido. Il Rissaio è invece uno Chardonnay 100% fermentato ed affinato in tonneau per 9 mesi. Deriva da una piccola porzione di vigneto selezionato negli anni e si rivolge ad un pubblico che cerca vini di grande spessore mantenendo un’eleganza ineccepibile.

Per quanto riguarda i vini rossi, partiamo da Boscolongo, Cabernet Sauvignon 100%. L’annata 2019 per la prima volta fa un breve passaggio in legno per circa 6 mesi. Vino giovane che esalta le doti di grande bevibilità. Il Povolare, uno dei vini di punta dell’azienda derivante al 100% da Tai Rosso, grande uva autoctona della zona la quale ha bisogno di grande attenzione sia in vigna che in cantina. Colore rosso rubino scarico, aromi speziati. Al sorso è un vino aggraziato impreziosito da tannini levigati che mantengono la propria personalità. Il Priara invece all’opposto è un Merlot con colore rosso rubino impenetrabile. Carico, sentori di frutta rossa matura e bocca morbida e setosa. Il Rocolo è un pinot nero, viene fatta una breve macerazione prefermentativa a freddo. Resta in macerazione per circa 15 giorni. Viene affinato in tonneau per 12 mesi. Ne risulta un vino da tipici odori di lavanda e piccola frutta rossa che con l’invecchiamento evolvono verso sentori balsamici. Al gusto risulta fine ed elegante. 

Infine il Battista, è un taglio bordolese dove la rude potenza del Cabernet Sauvignon (80%) arricchito da Merlot (20%). Affina in barrique e tonneau nuovi per 12-15 mesi. Le uve sono selezionate dalle zone più vocate dei nostri terreni. In cantina una macerazione per 25/30 giorni precede il travaso in legno. 

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Ovviamente il vino dedicato al nostro capostipite che ha tracciato il solco per arrivare alla produzione odierna.

Parliamo del vino Battista, dove la struttura del vino coincide con piacevolezza e bevibilità.

Scopri i vini di Ca' Duso su Wineowine

Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Come diceva Oscar Wilde: “la tradizione è una innovazione ben riuscita”. Di fatto molti dei nostri vini derivano da vitigni cosiddetti internazionali, quindi difficile sentirsi conservatori. Allo stesso modo non siamo neanche cacciatori di novità. Nella zona vengono prodotti vini da uve internazionali da decenni, dopo quanti anni possiamo chiamare autoctono un vitigno? 100, 500, 1.000 anni? Stessa cosa in cantina, adottiamo tecniche moderne derivate da sistemi tradizionali.

Cerchiamo in ogni momento di arricchire a livello tecnico le nostre conoscenze e con alla base uno sguardo alla tradizione, proviamo a migliorarci anno dopo anno arricchendo il nostro bagaglio di esperienza e comprensione di quello che ci circonda.

Ogni singola azione e scelta effettuata durante tutta la filiera produttiva non deriva da dogmi o regole fisse. Ci piace ragionare, assecondare e quando necessario correggere la tradizione ogni qual volta una variabile ci allontana dalla qualità. Crediamo che questo sia il fondamentale per i nostri clienti.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

Un abbinamento che consigliamo sempre è il fegato alla veneziana con il nostro Povolare Tai Rosso ed il baccalà alla vicentina con il Rissaio Chardonnay.

Per cacciagione e carni alla brace sicuramente il nostro Battista.

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Cantina Fradé

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Cantina Fradé

Due fratelli, un progetto e la natura

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Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

Fradé nasce all’inizio del 2018 dalla volontà dei fratelli Francesco e Federico Piaggi, di produrre e commercializzare vini rossi, bianchi e spumanti biologici, creando un prodotto giovane e dinamico, seguendo i dettami dell’agricoltura biologica per la difesa ed il nutrimento dei vigneti in cui vengono utilizzate solo sostanze naturali. 

Siamo cresciuti tra i campi ma la prima volta che vedemmo Boffenisio fummo presi da una sensazione di calore e inebriati dai profumi. Era primavera inoltrata, i vigneti sembravano un tappeto verde steso nella conca naturale e i boschi ne coronavano le pendici come a proteggere l’antico frutto.

Ci ritornammo d’autunno, il verde lasciava il posto ai colori ossidati in una tavolozza di colori bruni, rossi e gialli e i profumi erano mutati, stabilizzati.

Poi ancora tra una coltre di candida e silenziosa neve, poi tra le fioriture e i profumi di primavera, poi il sogno si avverò, in questi luoghi di bellezza senza tregua.

Quali sono i vini che producete?

  • Bonarda dell’Oltrepò Pavese DOC, rosso frizzante, uvaggio: Croatina;
  • Barbera IGT, uvaggio: Barbera;
  • Pinot Nero IGT, vinificato in rosso, uvaggio: Pinot Nero;
  • Bufnìs 2018, Rosso IGT, uvaggio: Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc (affinamento in legno per 12 mesi);
  • Sentóre 2018, Barbera IGT, uvaggio: Barbera (affinamento in legno per 12 mesi);
  • Nelmentre, spumante brut Metodo Martinotti, uvaggio: Chardonnay;
  • Sauvignon IGT, uvaggio: Sauvignon;
  • Fagòt 2019, Bianco IGT, uvaggio: Chardonnay 20% e Viognier 80%;
  • Metodo Classico (disponibile dal 2022)

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Il vino che ci rappresenta maggiormente è il Fagòt, un bianco IGT, prodotto con uve Chardonnay 20% e Viognier 80%;

Un altro vino che è stato un ottimo risultato, è la nostra novità del 2021, il Bufnìs 2018, un rosso IGT prodotto con uve Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, affinamento in legno per 12 mesi e più di 6 mesi in bottiglia.

Scopri i vini di Cantina Fradé su Wineowine

Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Nella nostra tenuta abbiamo vitigni autoctoni e vitigni internazionali. I nostri vitigni tipici e autoctoni del territorio sono la Croatina, la Barbera, il Pinot Nero, lo Chardonnay e il Moscato.

Con il moscato, dalla prossima vendemmia faremo un vino passito.

Gli altri vitigni internazionali presenti in azienda sono il Sauvignon, il Viognier, il Merlot, il Cabernet Sauvignon e il Cabernet Franc.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

Il Pinot Nero si abbina alla perfezione a piatti a base di carne, anatra arrosto o agnello, formaggi, risotti, piatti a base di funghi o a base di tartufo. Ottimo anche per accompagnare zuppe di pesce.

Il Barbera è ottimo in abbinamento con antipasti di salumi, minestre e paste saporite, selvaggina, carni rosse, arrosti e formaggi piccanti o a pasta dura.

La Bonarda trova i migliori abbinamenti con la cucina tradizionale dell’Oltrepò: antipasti di salumi, risotto con pasta di salame o salsiccia, bollito misto, cappone bollito, cotechino, zampone, cassoeula, salsicce e puntine di maiale alla griglia.

Il “Fagòt” esprime tutte le proprie qualità e tutta la spiccata personalità abbinato ai risotti alle erbe, ai piatti a base di verdure e a tutti i piatti a base di pesce, crostacei e molluschi. Ottimo anche per aperitivi.

Il Sauvignon è ideale per accompagnare verdure, creme, vellutate, zuppe di verdure e insalate, in ottimo abbinamento con l’asparago. Si abbina con formaggi freschi, crostacei, carpacci di pesce.

Lo spumante “nelmentre” è ottimo come aperitivo e per accompagnare gli antipasti, risotti e piatti a base di pesce. Si abbina a tutto pasto.

Visto che siamo produttori anche di riso Carnaroli, direi che è ottimo utilizzare la Bonarda per fare un risotto Carnaroli, pasta di salame e Bonarda, una tipicità dell’Oltrepò Pavese.

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Masseria Laureano

Masseria Laureano

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Masseria Laureano

L'antica passione per il Greco e la Lucania

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Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

Questa storia potrebbe cominciare come nelle favole con un “c’era una volta” perché di fatto la Masseria Laureano è sempre stata li, c’era e c’è ancora al centro di una bella tenuta sulle colline Lucane.

È stata testimone della storia di una grande famiglia patriarcale, che ha rappresentato un punto di riferimento per le generazioni che si sono susseguite in tanti anni, figli, nipoti, pronipoti.

Tutti hanno ricordi e aneddoti da raccontare e le storie si sono intrecciate ed annodate fino ad oggi, per raccontare di un Nonno amatissimo che ha tramandato la passione per la vigna e il sogno di suo nipote di produrre un vino degno di questo ricordo.

L’Azienda è affidata a Stefania, la mamma, che come coltivatrice diretta ha deciso di convertire l’azienda al biologico fin da quando il marito, Nicola, circa 25 anni fa, ha ricomposto l’eredità proveniente dalla famiglia materna. L’azienda è stata una delle prime a ricevere la certificazione Bio in Basilicata.

Cosi nel 2010 si decide di impiantare un vigneto di circa 3 ettari, che è diventato il fiore all’occhiello dell’azienda.

La conduzione è rigorosamente “di famiglia”, dove di recente, si è affiancata Marialba, la figlia, biologa e imprenditrice agricola professionale…..Le nostre “Donne del Vino” !!!

Tutti gli sforzi fatti fino ad ora sono stati mossi da una grande passione per il vino e per prodotti genuini, rispettando i nostri terreni e la natura, con una grande attenzione alla sostenibilità.

Vincenzo e Matteo, gli altri due figli, si occupano della parte commerciale, marketing e vendite.

I nostri collaboratori, Giorgio prima, ed ora Giulio, a cui sono affidati i nostri vigneti, e poi Salvatore e Paolo che seguono la vinificazione con il supporto di Vincenzo, applicano gli stessi valori trasmessi dalla proprietà al lavoro quotidiano per l’Azienda, sono la nostra forza e ne siamo orgogliosi e riconoscenti.

L’azienda Masseria Laureano si estende per 107 ettari sulle colline di Tricarico in provincia di Matera in un territorio a volte aspro e difficile, a volte generoso ma in un contesto ancora incontaminato.

Gli altri prodotti che si ottengono in azienda a partire dai cereali con i grani pregiati, i prodotti orticoli, l’olio sono tutti rigorosamente biologici.

Quali sono i vini che producete?

La produzione in azienda si distingue in due porzioni di vigneto, per una metà Greco già in produzione e per l’altra Fiano, che sarà a regime di produzione dalla prossima vendemmia.

La coltivazione è rigorosamente BIO, a Guyot semplice, tutte le lavorazioni in vigna sono “fatte a mano” dal nostro Giulio e dai nostri collaboratori. Viene vinificato in cantina in botti d’acciaio a fermentazione controllata.

La vinificazione è affidata alle sapienti mani della nostra Cantina situata a pochi km dall’azienda, nel limitrofo comune di Irsina, dove Salvatore e Paolo, dedicano attenzioni e cure al nostro vino!

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Il vino che ci rappresenta maggiormente è il nostro Greco 2019, che sta avendo molto successo presso i nostri clienti, che ne apprezzano le caratteristiche e la novità di un bianco prodotto in una zona, quella delle colline Materane, che difficilmente presenta vini bianchi sul mercato, in effetti anche la produzione locale di vini rossi e rosati, sembra si stia affermando solo in questi ultimi tempi.

La curiosità è che quando il nostro vigneto è stato impiantato circa 12 anni fa, venivamo visti come marziani, dei folli, che andavano a buttare soldi e sforzi per un vigneto. Oggi per fortuna il mercato sembra darci ragione, ed è proprio la provenienza del nostro territorio che gli amanti del vino si incuriosiscono.

Per l’anno prossimo avremo anche la produzione del Fiano, e in futuro anche un terzo vino 50% greco e 50% fiano, che stiamo “collaudando”. Inoltre a breve, dai vigneti nel vicino comune di Irsina, avremo anche un Rosato ed un Rosso da uve primitivo, che tanto si stanno valorizzando nella provincia di Matera.

Descrizione Greco vendemmia 2019

Dalle uve prodotte in quest’annata, si è ottenuto un Greco in purezza vinificato in cantina in botti d’acciaio a fermentazione controllata. Il risultato è un vino con caratteristiche identificative particolari del nostro terroir che si differenzia molto rispetto ai vini dello stesso uvaggio. Di colore giallo paglierino brillante, come si addice ad un bianco di razza.

Al naso ha note di fiori gialli leggermente appassiti, agrumi, una lieve nota di affumicatura, e tanta piacevole mineralità, che si riscontra anche al sorso dove si apprezza un buon corpo e soprattutto una freschezza che invita ancora a bere.

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Masseria Laureano

Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Senza dubbio ci sentiamo più innovatori che conservatori rispetto ai vini del Territorio, ma cerchiamo di affrontare la sfida della produzione ricordandoci sempre la nostra storia, e le origini di famiglia.

La storia del territorio di Tricarico racconta di un elevato numero di superfici coltivate a vite fino all’inizio del secolo scorso. Progressivamente i vigneti lasciarono il posto alle coltivazioni di cereali, fino quasi a scomparire. La memoria di famiglia narra di vendemmie eccezionali in Masseria e di grappoli d’uva strepitosi, da cui si otteneva vino bianco (pare malvasia) e vino rosso. Tutto il territorio di Tricarico era rigoglioso di vigneti.

La prova la troviamo nei sotterranei delle case gentilizie del borgo, dove sono tuttora presenti numerose e grandi cantine rimaste ancora intatte nel tempo. Pare che esista una Tricarico sotterranea, le cui cantine sono tutte collegate tra loro e permettano il passaggio attraverso il borgo lontano da occhi indiscreti.

Nell’antica cantina del nostro Palazzo Laureano, situato accanto al Duomo, sono ancora presenti grandi botti d’epoca, a testimonianza che la famiglia traeva in passato, dalla produzione del Vino, gran parte delle proprie risorse. Su alcune botti sono ancora presenti i nomi, scritti con gesso, di alcuni grandi clienti, fra cui Ronchi, che pare acquistasse il vino in queste zone.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

Il nostro Greco si abbina bene con aperitivi di terra e mare, e primi di mare, ma anche con tanti primi e piatti di terra. Una piacevole espressione di Greco!

L’abbinamento territoriale che consigliamo di assaggiare è sempre con i Peperoni cruschi, con baccalà per esempio, o la pasta fresca con peperoni Cruschi e Cacioricotta, o con un’altra eccellenza Lucana, il caciocavallo, una prelibatezza da abbinare con il Greco anche all’aperitivo. 

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Tenuta Moraia

REGIO CANTINA

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Tenuta Moraia

Reinterpretare in chiave moderna la tradizione

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Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

La passione per il vino scorre nelle vene della nostra famiglia da cinque generazioni. Tutto ebbe inizio nel 1882, quando Angiolo Piccini fondò l’azienda nel comune di Poggibonsi. Da allora l’amore per la terra e il rispetto della tradizione sono andati di pari passo con la volontà di scrutare e anticipare il futuro. Di generazione in generazione l’azienda non ha mai smesso di prosperare, nemmeno durante gli anni più bui e tetri del XX secolo. Dal 1984, col trasferimento a Castellina in Chianti, la Piccini ha goduto di una crescita esponenziale, al punto di espandersi con successo sui più importanti mercati internazionali.  Lo slancio non si ferma, e ad oggi, nel 2020, i nostri vini fanno bella mostra di sé sugli scaffali di oltre 85 paesi. Nel corso della sua storia secolare, l’azienda ha costantemente investito in nuove proprietà, tanto che oggi sono ben cinque le tenute entrate nel novero della Piccini. Ognuna di esse rappresenta un’eccellenza vitivinicola italiana: il Chianti Classico, Montalcino, la Maremma, il Vulture e l’Etna.

Un aneddoto che mi strappa sempre un sorriso riguarda un episodio di tanti anni fa avvenuto a Poggio Teo, una delle vigne più iconiche della nostra azienda agricola Valiano, nel Chianti Classico. Quel giorno ero sgattaiolato via per ammirare la maturazione dell’uva, ma tanta era l’enfasi che avevo messo nelle gambe che inciampai. Nel tentativo di riacciuffarmi, mio padre perse l’equilibrio e capitombolò per terra, facendo ruzzolare a sua volta mio nonno.

REGIO CANTINA

Quali sono i vini che producete?

Incastonata nella Maremma toscana, Tenuta Moraia vanta 160 ettari, 60 dei quali ospitano vigneti di Sangiovese, Alicante, Syrah, Cabernet Sauvignon, Merlot e Vermentino. Il sole, le colline e il mare, a due passi dalla tenuta, si integrano alla perfezione gettando le basi per una viticoltura di grande qualità.

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

La quintessenza della nostra tenuta è racchiusa nelle bottiglie di Perpiero, un vino dedicato alla memoria di mio nonno, Pierangiolo Piccini, che grazie alla sua sconfinata lungimiranza enologica comprese le potenzialità del territorio maremmano. Perpiero nasce da due vigneti a lui dedicati, accarezzati dalle gentili brezze marine e ubicati nel punto d’incontro tra l’entroterra e il mare. La speciale posizione di cui godono le vigne regala a Pierpiero il suo profilo intenso e complesso.

Scopri i vini di Regio Cantina su Wineowine

Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

I vini della tenuta si pongono l’ambizioso obiettivo di reinterpretare in chiave moderna la tradizione, sempre conservando la raffinata eleganza che contraddistingue i grandi vini della costa toscana. In Tenuta Moraia ogni bottiglia incarna il forte legame con il territorio, con un’attenzione costante alla sostenibilità; tutti i nostri vigneti sono infatti a conduzione biologica.

Regio Cantina

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

I nostri vini sono fedeli compagni che sapranno ingentilire i vostri secondi piatti a base di carne o pesce. Vi consiglio una bella frittura di calamari accompagnata dal nostro Vermentino Maremma toscana, un’accoppiata da leccarsi i baffi!

Le risposte all’intervista sono di Michelangelo Piccini, che ringraziamo per la disponibilità

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Torre Mora

Torre Mora

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Torre Mora

I nostri vini racchiudono l’essenza del territorio

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Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

La passione per il vino scorre nelle vene della nostra famiglia da cinque generazioni. Tutto ebbe inizio nel 1882, quando Angiolo Piccini fondò l’azienda nel comune di Poggibonsi. Da allora l’amore per la terra e il rispetto della tradizione sono andati di pari passo con la volontà di scrutare e anticipare il futuro. Di generazione in generazione l’azienda non ha mai smesso di prosperare, nemmeno durante gli anni più bui e tetri del XX secolo. Dal 1984, col trasferimento a Castellina in Chianti, la Piccini ha goduto di una crescita esponenziale, al punto di espandersi con successo sui più importanti mercati internazionali.  Lo slancio non si ferma, e ad oggi, nel 2020, i nostri vini fanno bella mostra di sé sugli scaffali di oltre 85 paesi. Nel corso della sua storia secolare, l’azienda ha costantemente investito in nuove proprietà, tanto che oggi sono ben cinque le tenute entrate nel novero della Piccini. Ognuna di esse rappresenta un’eccellenza vitivinicola italiana: il Chianti Classico, Montalcino, la Maremma, il Vulture e l’Etna.

Un aneddoto che mi strappa sempre un sorriso riguarda un episodio di tanti anni fa avvenuto a Poggio Teo, una delle vigne più iconiche della nostra azienda agricola Valiano, nel Chianti Classico. Quel giorno ero sgattaiolato via per ammirare la maturazione dell’uva, ma tanta era l’enfasi che avevo messo nelle gambe che inciampai. Nel tentativo di riacciuffarmi, mio padre perse l’equilibrio e capitombolò per terra, facendo ruzzolare a sua volta mio nonno.

Quali sono i vini che producete?

Torre Mora si erge lungo i pendii dell’Etna, dove il generoso suolo vulcanico, l’alta quota e la notevole escursione termica tra il giorno e la notte garantiscono un microclima perfetto per la viticoltura. L’indiscusso protagonista dei nostri vitigni siciliani è il Nerello Mascalese che, assieme al Nerello Cappuccio, getta le fondamenta dell’Etna Rosso DOC. L’altro attore principale è il Carricante, vitigno a bacca bianca che dona la sua freschezza all’Etna Bianco DOC. Il territorio dell’Etna se da un lato lusinga l’occhio, coi suoi rapidi saliscendi, dall’altro pone una serie di sfide al nostro team di vignaioli, che ricorre al cordone speronato nelle piccole aree pianeggianti e all’alberello sulle terrazze

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Il nostro vino più esclusivo è certamente Chiuse Vidalba, la cui grazia ed eleganza derivano da vigne vecchie di 25 anni. In esso il Nerello Mascalese incontra il Nerello Cappuccio generando una sublime esplosione di aromi, impreziosita da gentili note fruttate e pregevoli sentori di cacao.

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

La nostra azienda si pone in perfetto equilibrio tra l’impegno costante a custodire la tradizione e l’attenzione all’innovazione. I nostri vini racchiudono l’essenza del territorio che li ha visti nascere, assecondando il credo aziendale “un vitigno – un territorio”. Pur nel rispetto del passato, le nostre cantine aprono le porte alla contemporaneità, tramite il ricorso ad un’agricoltura biologica e a nuove tecniche di vinificazione che ci consentono di esprimere in bottiglia tutta la qualità del territorio.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

I vini di Torre Mora si accompagnano alla perfezione con i sapori della cucina siciliana. Godetevi la saporita armonia di Chiuse Vidalba con gustosi piatti di carne o con formaggi stagionati.

Le risposte all’intervista sono di Michelangelo Piccini, che ringraziamo per la disponibilità

Torre Mora

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Regio Cantina

Regio Cantina

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Regio Cantina

Passione, tenacia, amore per la terra e per i suoi prodotti

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Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

La passione per il vino scorre nelle vene della nostra famiglia da cinque generazioni. Tutto ebbe inizio nel 1882, quando Angiolo Piccini fondò l’azienda nel comune di Poggibonsi. Da allora l’amore per la terra e il rispetto della tradizione sono andati di pari passo con la volontà di scrutare e anticipare il futuro. Di generazione in generazione l’azienda non ha mai smesso di prosperare, nemmeno durante gli anni più bui e tetri del XX secolo. Dal 1984, col trasferimento a Castellina in Chianti, la Piccini ha goduto di una crescita esponenziale, al punto di espandersi con successo sui più importanti mercati internazionali.  Lo slancio non si ferma, e ad oggi, nel 2020, i nostri vini fanno bella mostra di sé sugli scaffali di oltre 85 paesi. Nel corso della sua storia secolare, l’azienda ha costantemente investito in nuove proprietà, tanto che oggi sono ben cinque le tenute entrate nel novero della Piccini. Ognuna di esse rappresenta un’eccellenza vitivinicola italiana: il Chianti Classico, Montalcino, la Maremma, il Vulture e l’Etna.

Un aneddoto che mi strappa sempre un sorriso riguarda un episodio di tanti anni fa avvenuto a Poggio Teo, una delle vigne più iconiche della nostra azienda agricola Valiano, nel Chianti Classico. Quel giorno ero sgattaiolato via per ammirare la maturazione dell’uva, ma tanta era l’enfasi che avevo messo nelle gambe che inciampai. Nel tentativo di riacciuffarmi, mio padre perse l’equilibrio e capitombolò per terra, facendo ruzzolare a sua volta mio nonno.

Quali sono i vini che producete?

Regio Cantina sorge alle falde del monte Vulture e si estende per 15 ettari nel verde della Basilicata. Dai nostri vigneti, tutti interamente a regime biologico, nasce una delle eccellenze del panorama vinicolo italiano: l’Aglianico del Vulture. La posizione favorevole delle vigne, la qualità del terreno, la natura lavica del suolo e del sottosuolo, regalano un frutto generoso e contribuiscono a produrre un vino dalle caratteristiche uniche. A Regio Cantina la vendemmia bussa alle porte tra ottobre e novembre, potendo così fregiarsi del titolo di ultima vendemmia d’Italia.

Regio Cantina

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Il vino che porto nel cuore è il Donpà, un trionfo di eleganza sia dentro che fuori dalla bottiglia. Il suo rosso brillante coccola lo sguardo e preannuncia la sua raffinatezza che seduce il palato con soavi aromi di frutta.

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

La filosofia aziendale è strettamente legata ad una viticoltura sostenibile, alla scelta di metodi tradizionali, alla qualità delle uve e alla cultura del territorio, unita alla costante ricerca dell’innovazione. Coccoliamo le piante con le più delicate attenzioni, prodigandoci affinché crescano sane e robuste, sempre nel rispetto dell’ecosistema. Passione, tenacia, amore per la terra e per i suoi prodotti sono le coordinate entro cui si muove Regio Cantina, i cui vini sono moderni interpreti del territorio.

REGIO CANTINA

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

I nostri vini si sposano alla perfezione con piatti corposi a base di carni rosse. Provateli con il roast beef, non ve ne pentirete!

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Roccasanta

Roccasanta

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Roccasanta

Offrire vini di alta qualità rispettosi della territorialità

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Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

L’azienda agricola Roccasanta nasce nel gennaio del 2006 dalle mani e dal cuore del giovane (poco più che ventenne) enologo Pietro Monti che ha dato nuova vita alle vigne di proprietà della famiglia sin dal 1995, curandone direttamente il rinnovo degli impianti e la variazione dei vitigni.

La filosofia aziendale vuole includere e trasmettere nel vino non solo un lavoro ma soprattutto una grande passione! Ed è proprio grazie a questa enorme passione che Pietro è riuscito a superare un momento molto difficile: nel 2011, a seguito di un grave incidente stradale, ha perso la vista ed ha, nella propria azienda, riversato tutta la determinazione e ancora più impegno di prima, tanto che la cantina Roccasanta ha ottenuto e collezionato numerosi riconoscimenti nazionali ed internazionali per la qualità dei propri prodotti.

Quali sono i vini che producete?

Attualmente la superficie coltivata a viti di proprietà dell’azienda è di 4 ettari con una conseguente produzione di circa 30 000 bt all’anno suddivisa in diverse etichette, più nello specifico:

  • Altalanga DOCG: 30 mesi di affinamento sui lievito per un grande metodo classico! Il pinot nero usato in purezza per ottenere complessità di profumi ed eleganza al palato.
  • Aldace: metodo classico blanc de blancs in contrapposizione con l’Alta Langa un blanc de blanc per valorizzare al meglio la freschezza e la sensazione fruttata di questo 100% Chardonnay
  • Langhe DOC Chardonnay: vinificato in assenza di ossigeno per mantenere al meglio i profumi ed il bouquet floreale e tropicale del vitigno
  • Langhe DOC Dolcetto: la sua coltivazioni sui terrazzamenti è tradizionale ed eroica! Il microclima che si crea dona a questo vino sensazioni fruttate e una struttura di media intensità
  • Barbera d’Alba DOC: vogliamo esprimere la vera essenza della barbera vinificata ed affinata in acciaio
  • Barbera d’Alba DOC superiore: il nome del vino è già una garanzia. Attraverso l’affinamento di un anno in tonneaux si ritrova il connubio perfetto tra tradizione piemontese e innovazione.
  • Langhe DOC Nebbiolo: il re dei vitigni nell’Altalanga si manifesta con i tipici profumi di viola e con una grande bevibilità data dall’affinamento in barrique
  • Langhe DOC Merlot “Cornelia”: sicuramente non è un vitigno tipico della zona ma altrettanto sicuramente va degustato. È un grande vino!

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Il Cornelia Langhe DOC Merlot, è dedicato ai miei nonni che hanno sempre assecondato la mia grande passione del vino pur non provenendo da una zona viticola. Questo è infatti un vino ottenuto non tutte le annate e solamente dalla migliore selezione delle nostre uve; ne segue un affinamento in barrique non inferiore ai 24 mesi ed un ulteriore riposo in bottiglia di almeno un anno.

Scopri i vini di Roccasanta su Wineowine

Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

La cantina si trova nel cuore dell’Alta Langa e più precisamente nel piccolo comune di Perletto, e proprio lì si è mantenuta viva la tradizione della viticoltura eroica sui tipici terrazzamenti con muretti a secco.

L’impronta di Pietro ha condotto la cantina, sin dal suo esordio, ad offrire vini di alta qualità ed estremamente rispettosi della territorialità, senza tacere che Roccasanta si occupa direttamente dell’intera filiera produttiva, dalla coltivazione della vite fino all’imbottigliamento, passando per le accurate e precise fasi di lavorazione del vino.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

–           Altalanga DOCG Vista l’estrema eleganza e piacevolezza, è da considerarsi un tutto pasto. In particolare il fine perlage consente di pulire la bocca e sorprendere con la sua persistenza aromatica.

–           Aldace metodo classico blanc de blancs L’equilibrata freschezza lo rende un vino ottimo in abbinamento con aperitivi ed antipasti.

–           Langhe DOC Chardonnay Ottimo come aperitivo, visto il suo olfatto ricco di profumi, ideale con antipasti, primi piatti dal gusto morbido e secondi di pesce.

–           Langhe DOC Dolcetto Da considerarsi un “tutto pasto”, vista la sua estrema facilità ad accompagnarsi ad una grande quantità di portate.

–           Barbera d’Alba DOC Predilige secondi di carne.

–           Barbera d’Alba DOC superiore Predilige secondi importanti: arrosti di carne, selvaggina, carni rosse; ottimo con formaggi a pasta dura.

–           Langhe DOC Nebbiolo Ottimo con selvaggina, secondi di carne rossa e formaggi.

–           Langhe DOC Merlot Arrosti e Brasati di carni rosse. Ottimo con formaggi stagionati.

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Ci sentiamo onesti conservatori del vino

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Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

La famiglia Pascale, storicamente, utilizzava il podere a Fosdinovo sin dal 1992 per l’approvvigionamento di olio extravergine di oliva per auto sostentamento, parenti e amici. Successivamente, Francesca, la figlia del capofamiglia Gerardo, lancia l’idea di espandere la produzione abbracciando il mondo del vino. La bellezza dei poggi di Fosdinovo, il richiamo della natura, si unisce quindi alla volontà di valorizzare i terreni sottostanti l’oliveto e dare un impulso alla nascente agricoltura locale.

L’Azienda Agricola Pascale Francesca si distingue come biologica sino dalla sua partenza: non affliggere e nemmeno applicare “spinte” chimiche al normale ciclo della natura.

Dal 2008 al 2009 si procede alla preparazione del terreno. Nel 2010 viene impiantato il Vermentino, seguito dal Vermentino Nero, dal Canaiolo e dal Merlot.

Quali sono i vini che producete?

Per noi il lavoro in vigna è importantissimo. Il nostro vino vermentino (I Pilastri bianco e I Pilastri nero) è sempre stato bio, come il nostro Olio Evo. L’idea di Francesca e Gerardo è quello di partire dall’estrema salubrità del prodotto per realizzare anche in cantina quello che si fa in campagna. L’uva arriva sana ed è selezionata manualmente per un trattamento enologico non invasivo con aggiunta di una quantità minima di solforosa solo dopo la fermentazione. Pressata senza l’utilizzo di pompe meccaniche e fermentata a temperatura controllata, l’uva affina per un periodo sulle sue stesse fecce.

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Il Vino che più ci rappresenta è I Pilastri Bianco, un vermentino in purezza biologico DOC dei colli di Luni. E’ un vino piacevole ma anche complesso ed elegante.

Scopri i vini di Pascale Francesca su Wineowine

Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Si cerca di limitare al massimo l’utilizzo di prodotti enologici, cercando di creare dei vini di alta qualità, che siano sani, genuini ed espressivi.

Tutte le uve sono vinificate in cemento grezzo, materiale che piace particolarmente a Gerardo per la sua capacità di traspirazione nonostante sia totalmente inerte. Le vinificazioni avvengo sempre spontaneamente con lieviti indigeni e le temperature vengono rigorosamente tenute sotto controllo. Uno degli obiettivi principali, per il quale si lavora molto con bâtonnage e permanenza dei vini sui lieviti, è quello di ridurre al minimo l’utilizzo di anidride solforosa, che viene utilizzata in piccolissime quantità solo in fase di imbottigliamento.

Quindi alla domanda se ci sentiamo più innovatori o più conservatori Le rispondo: ci sentiamo onesti conservatori.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

Il Vermentino I Pilastri bianco sa di mare! Si abbina a tutte le pietanze di pesce e di carni bianche, ottimo per un aperitivo.

Il Vermentino I Pilastri rosso piacevole per un aperitivo, che ben si abbina con salumi e formaggi, primi piatti, carni bianche ma anche con pietanze a base di pesce.

Ben si presta, in estate, ad un temperatura di servizio sevizio più fresca dei rossi classici (15/16 °C)

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I difensori (in biologico) del Cerasuolo di Vittoria

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Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

La nostra è una tradizione di famiglia. Sin dalla nostra infanzia il tempo è stato scandito dai ritmi frenetici della vendemmia e da quello paziente ed “interminabile” della vinificazione. Da nostro padre, originario di Marsala, patria della enologia Siciliana, e dai nostri nonni vignaiuoli della terra del Cerasuolo, deriva l’amore e la passione per il vino, che negli anni abbiamo saputo coniugare con la ricerca e l’innovazione senza mai distogliere lo sguardo dall’importanza che riveste il territorio e la tradizione e dando centralità, nel nostro progetto, alla sostenibilità e la biodiversità.

Quali sono i vini che producete?

La nostra produzione è improntata al biologico, alla valorizzazione dei vitigni autoctoni siciliani ed al rispetto della tradizione per ciò che concerne sia le tecniche di allevamento dei vitigni che quelle adottate per la vinificazione.

Nella tenuta di Vigna di Pettineo si alternano vigneti di Grillo allevati a Guyot, vigneti di Nero d’Avola e Frappato allevati ad alberello, nel rispetto della tradizione appunto. La raccolte delle uve, esclusivamente coltivate in regime biologico, avviene manualmente così da preservarne integrità e proprietà organolettiche.

Tra i vini della Collezione di Famiglia di Vigna di Pettineo spicca il Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG. Possiamo fregiarci della denominazione “Classico” poiché Pettineo è tra le contrade di quella ristretta area di produzione denominata appunto “Classica”.

Il nostro Cerasuolo di Vittoria è un 50% di Frappato biologico e 50% di Nero d’Avola biologico. A seguito della macerazione per 15 gg. con le vinacce ed una fermentazione a temperatura controllata viene affinato in acciaio e bottiglia per circa 9/12 mesi.

Il Nero d’Avola Vittoria DOC Vigna di Pettineo in purezza invece a seguito della macerazione di 15 giorni sulle vinacce viene affinato in barriques di rovere francese per 12 mesi ed ulteriori 12 mesi in bottiglia.

Naturalmente produciamo un Frappato Vittoria DOC Vigna di Pettineo, anche esso in purezza, affinato in vasche di acciaio e bottiglia.

In ultimo, ma non per importanza, annoveriamo il Grillo Superiore DOC Sicilia Vigna di Pettineo, in purezza, la cui vinificazione termina in tonneaux di rovere per poi continuare l’affinamento per altri 3 mesi in bottiglia.

Nella selezione della Maggio Vini a spiccare è l’Amongae, blend di Nero d’Avola, Cabernet Sauvignon e Merlot, vinificato attraverso una macerazione con le vinacce, fermentazione a temperatura controllata ed affinato per 14 mesi in barriques e 12 in bottiglia. Vino che ha saputo sorprendere le giurie internazionali conquistando premi e riconoscimenti importanti.

Dalle uve di Frappato biologico otteniamo anche uno spumante, metodo Charmat, Extra Dry, dal profumo intenso e fruttato tipico di questo vitigno autoctono.

Maggiovini

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Non possiamo non essere che legati, in maniera direi viscerale, al Cerasuolo di Vittoria DOCG. Non solo perché porta come denominazione il nome di Vittoria, la nostra città, e non solo perché è la prima DOCG Siciliana ed un vino unico, del nostro terroir. Il Cerasuolo di Vittoria è l’espressione, la rappresentazione della nostra terra, fonte di sussistenza di intere generazioni che ne hanno saputo esaltare le qualità e saputo presentarlo al mondo nella sua unicità. Siamo legati al Cerasuolo di Vittoria poiché ci distingue permettendoci di emergere dall’omologazione, ci permette di rappresentare, raccontare ed esaltare un piccolo ma esclusivo territorio, la sua tradizione e la sua storia.

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Non può esservi innovazione se non si è capaci di comprendere e far propria la tradizione ed al contempo la tradizione non potrebbe sopravvivere ed andrebbe perduta se la ricerca e la sperimentazione non la sostenessero. Senza che un aspetto prevarichi sull’altro la nostra produzione segue i dettami della tradizione ma in maniera consapevole, con metodologie e tecniche che sono frutto di studio e ricerca e non soltanto frutto di semplice arbitrio. Il saper coniugare il passato con il presente ci pone sul mercato con vini che realmente sono espressione del nostro territorio e della sua storia.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

Vengono in mente le nostre ‘npanati (Impanate) una sorta di torta salata o di focaccia, per intenderci, ripiene di agnello e spezie. Un piatto tradizionale che tutt’oggi viene preparato e servito la Domenica di Pasqua. Un piatto che si sposa con il Cerasuolo di Vittoria Classico DOCG Vigna di Pettineo, come del resto ogni piatto a base di carne. Per rimanere sul territorio un accostamento che amiamo è quello tra Nero d’Avola Vigna di Pettineo e carni rosse, razza modicana, semplicemente cotte alla brace. Oppure il Frappato con tartare di tonno, menta e mandorle, per svecchiare un tantino il ricettario!

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