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Zagarella

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Vini di Calabria, dall'Ottocento ai giorni nostri

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La nuova generazione ha inteso inserire elementi chiave con elevato carico di innovazione tecnologica che, comunque, hanno preservato tutti i principi sui quali si è sempre basata la filiera produttiva.

Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

L’azienda agricola Zagarella fonda la sua origine nella tradizione di una famiglia che, a partire dal 1800, si è dedicata alla coltivazione delle proprie terre.

Nata dall’amore per la terra, l’azienda si è posta, sin dal principio, l’obiettivo di produrre alta qualità, risultato sinergico del lavoro della natura e dell’uomo, nel rispetto reciproco. Questo obiettivo è oggi la nostra filosofia guida per il quale concentriamo ogni giorno tutte le nostre forze.

L’azienda estende i suoi terreni su una superficie complessiva di 70 ettari, di cui 36 sono coltivati ad uliveto, 24 a bosco di castagno e 10 a vigneto, tutti su dolci colline esposte al sole e affacciate sul mare dello Stretto di Messina.

Quali sono i vini che producete?

TERRAGRANDE

  • UveMerlot, Cabernet, Calabrese
  • TerrenoAltitudine 150 m.s.l. – tendenzialmente argilloso – sistema di allevamento guyot – produzione/ha max 90 Q.li
  • Tecnica di produzioneLe singole varietà vengono vini­cate separatamente per circa 12/15 giorni in vasche INOX a temperatura controllata con tecnologia Ganimede® che consente una macerazione pellicolare dinamica delle bucce coadiuvata da tecniche di “delestage” che favoriscono l’estrazione del colore e dei polifenoli. Al termine della successiva fase di fermentazione malolattica, dopo un breve a‑namento in botte di legno da 20 hl di castagno, si procede alla creazione del blend..
  • Note OrganoletticheColore rosso rubino con riflessi violacei, profumo intenso, deciso, con sentori di piccoli frutti di bosco. In bocca di buona struttura, equilibrato con tannini delicati.
  • Grado alcolico14,50 %vol.
  • Ubicazione VignetiArghillà – Comune di Reggio Calabria

ALFIERINERO

  • UveMalvasia Nera
  • TerrenoAltitudine 150 m.s.l. – tendenzialmente argilloso – sistema di allevamento guyot – produzione/ha max 90 Q.li
  • Tecnica di ProduzioneLa varietà viene vinificata per circa 12/15 giorni in vasche INOX a temperatura controllata con tecnologia Ganimede® che consente una macerazione pellicolare dinamica delle bucce coadiuvata da tecniche di “delastagè” che favoriscono l’estrazione del colore e dei polifenoli. Ultimata la fermentazione malolattica, segue l’affinamento in botte di quercia da 20Hl al termine del quale si effettua una leggera chiarifica prima dell’imbottigliamento.
  • Note Organolettiche: Colore rosso rubino carico,profumo deciso tipico della varietà, con sentori di tabacco, speziato, piccoli frutti di bosco. In bocca di buona struttura, equilibrato con tannini piuttosto decisi.
  • Grado Alcolico14%vol.
  • Ubicazione VignetiArghillà – Comune di Reggio Calabria 

ALFIERIBIANCO

  • Uve: Malvasia Bianca, Inzolia
  • Terreno: Altitudine 150 m.s.l. – tendenzialmente argilloso – sistema di allevamento guyot – produzione/ha max 90 Q.li
  • Tecnica di Produzione: Macerazione pellicolare effettuata per alcune ore a temperatura controllata in vasche di acciaio inox.
  • Note Organolettiche: Giallo paglierino chiaro. All’esame olfattivo si avvertono note erbacee. Al palato risulta strutturato armonico fresco, moderatamente acido.
  • Grado Alcolico: 13,50 %vol.
  • Ubicazione Vigneti: Arghillà – Comune di Reggio Calabria  

ALFIERIROSATO

Ultimo arrivato nelle cantine Zagarella, l’Alfierirosato rappresenta la massima espressione del calore meridionale. Dal colore rosa tenue, ma brillante, riporta alla mente le piantagioni di fiori di pesco. Il profilo olfattivo offre un bouquet di note floreali e di macchia mediterranea. Al gusto è fresco e intenso, molto equilibrato e con una notevole persistenza al palato. L’Alfierirosato è ideale per accompagnare aperitivi e formaggi freschi, ma si abbina bene anche a primi piatti leggeri.

  • UveNocera Calabrese
  • TerrenoAltitudine 300 m s.l.m. tendenzialmente argilloso
  • Sistema di allevamento: Cordone speronato. Coltivazione biologica – prod./ha max 70 q.
  • Grado alcolico: 13,00% Vol
  • Ubicazione Vigneti: Reggio Calabria Arghillà

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Il TERRAGRANDE, primogenito della linea vini, nasce nel 2006 quasi sul termine di una fase cruciale che ha sancito una svolta epocale per l’azienda. Genesi del cambiamento, è stato il passaggio di consegne del management aziendale fra la precedente e la nuova generazione. Era ormai trascorso qualche anno dall’avvio della ristrutturazione più importante degli ultimi 150 anni con investimenti ingenti effettuati dalla proprietà che hanno avuto come obiettivo il rifacimento integrale dei vigneti, la ristrutturazione della linea di produzione e di stoccaggio nonché una qualificazione e riorganizzazione delle risorse umane.

In questo quadro, era necessaria una grossa iniezione di fiducia, un qualcosa che validasse il percorso intrapreso e non ancora conclusosi.

Sebbene la “casella” dell’organigramma aziendale non fosse stata ancora definita in relazione alla consulenza enologica, la sinergia forte sviluppatasi negli anni fra i componenti le varie unità operative aziendali, nonché il know-how maturato dall’esperienza di lustri di vinificazione, hanno permesso la nascita di una nuova linea di vino denominata Terragrande nome ereditato dall’appellativo conferito alla zona (“a terra randi”) su cui insistevano i vitigni da cui prende vita.

Iscritto all’edizione del 2008 del concorso Vinitaly, vince il premio “Gran Menzione”, riconoscimento che sancisce al nuovo assetto manageriale il convincimento di aver operato le corrette scelte e, al contempo, inietta nel personale la nuova consapevolezza di essere un team in grado di confrontarsi alla pari ed a qualsiasi livello con player blasonati.

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Le decisioni aziendali operate dalle varie generazioni che si sono succedute nel management hanno prodotto scelte prevalentemente conservative

Tuttavia, la nuova generazione, ha inteso inserire elementi chiave con elevato carico di innovazione tecnologica che, comunque, hanno preservato tutti i principi sui quali si è sempre basata la filiera produttiva: rispetto della natura e del prodotto, processi di lavorazione che garantissero la genuinità del prodotto trasformato, vini che trasferissero integralmente le peculiarità delle cultivars ed il terroir.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

TERRAGRANDE: Si abbina perfettamente con piatti a base di carni rosse, affettati e formaggi specialmente se stagionati

ALFIERINERO: Si abbina perfettamente con piatti a base di carni rosse e bianche e Verdure

ALFIERIBIANCO: Si abbina perfettamente con piatti a base di pesce e verdure

ALFIERIROSATO: Si abbina perfettamente con piatti a base di pesce e carni bianche

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Podere Sabbioni

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Podere Sabbioni

Territorio, vitigni e sostenibilità nei vini delle Marche

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Abbiamo fondato la nostra interpretazione su tre pilastri: territorio, vitigni e sostenibilità. Non mi sento di dire se siamo innovativi o conservatori, lascio agli altri la valutazione. Spero piuttosto di essere credibile nel tempo.

Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

Sono appassionato di vino, ma soprattutto sono appassionato della storia e della cultura del vino. Appartengo ad una famiglia di tradizione ed ho cominciato con mio nonno da piccolo a produrre vino. Purtroppo mio nonno è mancato quando avevo solo 13 anni ed i suoi insegnamenti sono andati in parte dispersi.

La vita mi ha portato su altre strade, ma il vino è sempre stato un compagno di viaggio. Per ragioni di lavoro ho vissuto a lungo in Francia. In qualche maniera questo ha “contaminato” il mio gusto per il vino.

Sono italiano e sono orgoglioso di esserlo, credo che il nostro patrimonio ampelografico sia ineguagliabile e sono convinto che i nostri vini non sono secondi a nessuno. Però apprezzo lo stile dritto ed austero dei vini francesi, in particolare dei vini di Borgogna. Ho deciso con mia moglie di produrre vino per mestiere per dare la mia interpretazione di vino.

Credo nel coraggio di interpretare e ritengo anche che questo sia indispensabile nel mondo del vino. Un mondo affascinante, dove però essere interessanti è molto difficile. Spero a tendere di arrivare ad esserlo.

Quali sono i vini che producete?

Produciamo tre vini:

  • Podere Sabbioni Colli Maceratesi Ribona DOC, il nostro vino bianco base da uva Maceratino [almeno 90%] con una saltuaria presenza di Chardonnay [max 10%]. Pressiamo l’uva con una parte dei raspi, per avere maggiore struttura ed un certo nerbo. Dopo la decantazione statica, il mosto viene fatto fermentare in acciaio. Terminata la fermentazione il vino viene affinato in acciaio per un periodo variabile da 3 a 9 mesi
  • Podere Sabbioni Ribona Riserva della Famiglia DOC, vino bianco di punta della nostra cantina 100% Maceratino Ribona. Il solo mosto “di sgrondo” del vigneto migliore viene inviato ad una vasca in acciaio dedicata, dove dopo decantazione statica viene fatto fermentare lentamente a bassa temperatura [20-22 giorni]. Completata la fermentazione, il vino e le sue fecce fini [importantissime!] vengono inviati ad una vasca in cemento, per un affinamento di circa 12 mesi [che porteremo appena possibile a 18, oggi non riusciamo perché la produzione è limitata in relazione alle richieste]
  • Podere Sabbioni Piceno DOC, il nostro rosso da uve Montepulciano [85%, il massimo consentito dal disciplinare] e Sangiovese [15%]. Vendemmiamo il Sangiovese stramaturo ed il Montepulciano non a completa maturazione, per avere un’acidità importante dal Montepulciano e limitare i problemi di tannino del Sangiovese. Dopo la diraspatura, il mosto con le bucce viene fatto fermentare senza controllo della temperatura in acciaio e cemento. Considerando che la vendemmia viene effettuata normalmente nella seconda-terza decade di ottobre, che vengono effettuati quotidianamente diversi rimontaggi e follature e che spesso utilizziamo la tecnica del déléstage non abbiamo bisogno del frigorifero. Lasciamo il mosto-vino sulle bucce per qualche giorno dopo la fine della fermentazione, per favorire la reazione malo-lattica. Quindi pressiamo e spostiamo il vino in contenitori di rovere francese da 230l con diversi passaggi alle spalle. Dopo un affinamento di 18-20 mesi il vino viene imbottigliato per un ulteriore affinamento in bottiglia oggi breve, a tendere di almeno 6-8 mesi.

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Un vignaiolo vede i suoi vini come proprie creature, per cui sono tutti egualmente rappresentativi. Voglio bene a tutti. E poi vorrei che più che il vino nel tempo venga riconosciuta la “mano” di Podere Sabbioni. Non ho quindi un vino del cuore. 

D’altra parte, però, è vero che il vino che in qualche maniera ci sta portando maggiori soddisfazioni è il Podere Sabbioni Ribona Riserva della Famiglia, notato l’anno scorso da Paolo Massobrio ed eletto miglior bianco d’Italia per il 2020 tra i 100 top della guida “Il Golosario”. 

Si tratta di un bianco da Maceratino Ribona, come ho accennato sopra, un vitigno antichissimo e raro – dico sempre che siamo solo in 19 in tutto il mondo a produrre questo vino – che si distingue per la sapidità importante e la grande longevità.

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Abbiamo fondato la nostra interpretazione su tre pilastri:

  • il territorio: siamo a Petriolo, nelle Marche, nella Riserva Naturale dell’Abbadia di Fiastra, un’abbazia cistercense del basso medioevo. I vigneti sono in un canalone adiecente ad un bosco immenso [mi pare 1.700 ettari], a poca distanza da un torrente, il Fiastra, appoggiati sulle colline, in un posto magico che i monaci del passato considererebbero ideale per la coltivazione della vite
  • i vitigni: tutti autoctoni, con primus inter pares il Maceratino, coltivato solo nella nostra provincia e straordinariamente identitario
  • la sostenibilità: ci sentiamo custodi della terra, sentiamo la responsabilità di preservare la bellezza che ci è stata affidata. Per questo motivo, oltre ad essere in conduzione biologica da sempre, abbiamo deciso di aderire al protocollo di certificazione volontaria VIVA del Ministero dell’Ambiente. Siamo in compagnia di grandi nomi del vino italiano e la sola cantina certificata per le Marche.

VIVA ed il biologico sono certificazioni ufficiali basate su standard europei [agricoltura biologica] ed internazionali [VIVA], che ci permettono di offrire al consumatore una garanzia sul nostro modo di condurre il vigneto

Non mi sento di dire se siamo innovativi o conservatori, lascio agli altri la valutazione. Spero piuttosto di essere credibile nel tempo

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

I nostri vini privilegiano la snellezza, la freschezza e la bevibilità, piuttosto che la forza. Ma hanno struttura, per cui possono essere utilizzati a tutto pasto.

Per quanto riguarda i bianchi, la sapidità si abbina bene con i cibi a tendenza dolce, come pesce, crostacei in particolare, uova [carbonara, ad esempio], pomodoro, formaggi freschi e mediamente stagionati, il nostro ciauscolo! tra i salumi. Un nostro cliente sostiene che l’abbinamento ideale è con il vitello tonnato. A me piace molto con il coniglio in padella. Lo scorso sabato abbiamo fatto una degustazione di prova con un panettone gastronomico farcito con pomodori secchi e pistacchi, un successo!

Il rosso si sposa con cibi con maggiore complessità, direi carni rosse con cottura breve o media, formaggi mediamente stagionati, salumi. L’intensità aromatica regge bene anche con cibi dal profumo intenso, come tartufo od erborinati.

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Frattini Laura

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Frattini Laura

Il vino cotto dell'antica tradizione marchigiana

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Riteniamo che il legame prodotto e territorio deve essere la partenza e la finalità di una azienda che, come la nostra, si propone nel mercato con prodotti di nicchia e unici nel suo genere

Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

Produrre vino cotto è una passione che nasce casualmente, a seguito della decisione di trasferimento da Milano a Ripatransone dopo una memorabile vacanza estiva nelle Marche avvenuta quasi trent’anni fa.

Un cambio di vita netto, un passaggio dal lavoro frenetico delle grandi metropoli al mestiere dell’imprenditore agricolo, altrettanto impegnativo, ma con uno spazio vitale diverso e meravigliosamente a contatto con la natura.

Tutta la famiglia ha trasformato la propria vita e iniziato un nuovo percorso, sicuramente difficile, non avendo mai avuto esperienze lavorative agricole, tantomeno con piante di vite e ulivi. Il sano desiderio di sfidare, imparare e creare qualcosa di nuovo ha prevalso sulle difficoltà quotidiane aiutandoci a superarle di giorno in giorno.

Quali sono i vini che producete?

Il prodotto principale è il vino cotto “Centurione” Primus, un prodotto di antiche origini della tradizione marchigiana, il quale è composto da un blend di varietà di uve autoctone, quali: Montepulciano, Sangiovese, Passerina e Pecorino.

A questo si aggiunge il vino cotto “Centurione ” Hastatus, che è composto da sole uve varietà Montepulciano e infine il vino cotto “Centurione ” Pirus, di uve pecorino.

La raccolta delle uve è ancora manuale e le uve, deposte in cassette per non rompere gli acini, vengono diraspate e spremute con torchio tradizionale.

Il mosto ottenuto viene subito posto in caldai di rame e fatto cuocere utilizzando fuoco a legna come da tradizione. Dopo diverse ore, a cottura raggiunta, il mosto si raffredda in vasche di acciaio e collocato in botti di rovere, dove successivamente inizia un percorso fermentativo e di affinamento che dura circa 8 anni.

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Il vino che ci rappresenta di più è sicuramente “CenturionePrimus, che per noi è stato sin dal concepimento una grande sfida.

Abbiamo conosciuto il vino cotto e la tecnica per produrlo, subito dopo il nostro insediamento in zona. Come produzione tipica di questa terra meravigliosa, è presente in ogni casa e pertanto lo abbiamo avuto subito il desiderio istintivo di volerlo far conoscere al mondo.

La abbiamo prodotto senza nessuna esperienza precedente, lo abbiamo creato a gusto personale rispettando la tradizione, e presentato ad un concorso internazionale di vini bio ad Amburgo nel quale è stato premiato con la medaglia d’oro. Un risultato che ci ha onorato di tanta fatica, rendendo Primus il nostro primo successo: “il vino del cuore “.

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Ci riconosciamo in entrambe i ruoli. Innovatori, perché abbiamo creato un gusto di vino cotto personale e unico, effettuando numerosissime prove, con differenti percentuali di varietà di uve, per ottenere un prodotto diverso dalla massa, al gusto meno dolce e stucchevole, con vari passaggi di barrique e con analisi di laboratorio per dare garanzia al prodotto. Il tutto cercando di ottenere un taglio riconoscibile e simile nelle annate, nonostante la variabile climatica. 

Conservatori, perché abbiamo rispettato la ricetta dell’antica filiera di produzione, con l’utilizzo di materiali e attrezzature tradizionali come i caldai di rame e la legna come combustibile, evitando l’utilizzo del gas, a mezzo del quale, avremmo dimezzato i tempi e i costi, ma perso il percorso della tradizione e della valorizzazione delle tipicità. 

Riteniamo, in effetti, che il legame prodotto e territorio deve essere la partenza e la finalità di una azienda che si propone nel mercato con prodotti di nicchia e unici nel suo genere.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

L’abbinamento con il cibo riveste un ruolo di primaria importanza per il nostro vino.

La tradizione lo vuole in abbinamento alla pasticceria secca, il classico ciambellone “della nonna” o i cantuccini, ma la ricerca e l’innovazione del “Centurione” ci hanno condotto a presentarlo in abbinamento a diversi piatti che vanno dall’antipasto al dessert e/o anche come ingrediente di preparazioni gourmet.

In effetti con i nostri amici chef via via abbiamo abbinato al “Centurione” formaggi stagionati, pasta ripiena, carne e verdura, pesce, come i gamberi flambati al Centurione, fino al dolce, creme gelato e macedonie di frutta.

È un prodotto versatile che spazia dalla meditazione alle ricette innovative fantasiose e moderne, con le quali è possibile esaltare la particolarità di un gusto antico dall’animo contemporaneo.

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La Cricca

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Quattro amici, un progetto e i vini del Friuli

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Conservare, proteggere, quello che la terra ci dà e la storia e la cultura ci tramandano.

Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

La nostra storia nasce innanzitutto dall’amicizia di lunghissima data tra di noi. Ci conosciamo da quando da bambini giocavamo a pallone insieme nei campetti di periferia della nostra città – Udine. 

In sottofondo poi nel nostro territorio c’è sempre il vino: non veniamo da famiglie produttrici, ma da noi se prendi la bicicletta sei subito nelle vigne, e quel profumo te lo porti dentro anche quando giri per il mondo. Abbiamo scelto percorsi di studi e professionali diversi ma il nostro legame è sempre stato fortissimo, finché nel 2014 abbiamo deciso di lanciare un progetto insieme. 

Era un progetto digitale (The Winefathers) e ha rappresentato il nostro ingresso nel mondo del vino. Stare dietro a un computer però non ci bastava: il nostro sogno è diventato quello di versare il nostro vino nei bicchieri delle persone. E da lì è nata La Cricca, con la prima annata prodotta nel 2016.

Quali sono i vini che producete?

Produciamo tre bianchi. Siamo partiti “piccoli”: solo bianchi – l’orgoglio della nostra terra – e solo 4.000 bottiglie tutte numerate. 

Facciamo un Friulano in purezza, che nasce da vigne storiche di 70-80 anni, affinamento in acciaio: un vino schietto dalla bella acidità e il tipico finale di mandorla, che noi facciamo al modo dei “nostri nonni”. Un Pinot Bianco che, dopo una macerazione sulle bucce a temperatura di cantina, prosegue la fermentazione e l’affinamento in barili di rovere di secondo passaggio. 

E poi c’è il Busart, che è la nostra creazione a cui abbiamo lavorato a lungo, perché volevamo rappresentasse alla perfezione la nostra idea di Bianco friulano contemporaneo. È un blend di Friulano, Pinot Bianco e Sauvignon. Un vino che per noi è emozionante e sensuale come un bacio (da cui il nome Busart, che in friulano arcaico vuol dire proprio bacio).

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Forse il Pinot Bianco, o perlomeno i nostri clienti la pensano così. In effetti è un vino piuttosto unico nel suo genere, con la sua complessità, le sue note speziate e di vaniglia. E pensate che è nato quasi per caso, come tutte le più belle cose. Il primo anno siamo partiti senza avere ancora le vigne. 

Abbiamo acquistato una piccola partita di bellissima uva biologica di Pinot Bianco. Era talmente poca che non avremmo potuto riempirne un serbatoio d’acciaio, e così abbiamo pensato: “perché non proviamo una botte piccola?”. E da lì è nato il nostro Pinot Bianco barriccato.

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Rispetto ai vini del territorio come i nostri bisogna essere prima di tutto “conservatori”, ma nel senso letterale del termine.

Conservare, proteggere, quello che la terra ci dà e la storia e la cultura ci tramandano. Noi siamo molto fortunati: i nostri vini nascono a Craoretto, piccola frazione di Prepotto, tra i Colli Orientali del Friuli e il Collio, una zona caratterizzata da dolci colline verdi e dalla ponca, un terreno dalla storia millenaria in cui si alternano marna e arenaria, ricco di sali e microelementi, dal quale la vite riesce a estrarre sostanze uniche che conferiscono ai nostri vini la loro elegante mineralità.

Massimo rispetto per la nostra terra, quindi, dalla potatura ai trattamenti, alla vendemmia (rigorosamente fatta a mano), al lavoro in cantina dove cerchiamo di intervenire il meno possibile perché nel bicchiere si possa sentire la qualità del frutto. A ben pensarci forse anche questa è innovazione!

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

Vista la stagione, vi potremmo consigliare un aperitivo estivo in terrazza con il nostro Friulano.

Abbinatelo a verdure pastellate, olive all’ascolana, un bel crudo di San Daniele 24 mesi e formaggi abbastanza stagionati a pasta dura. Non ve ne pentirete! 

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Maso Bergamini

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Maso Bergamini

Vini e natura tra le colline di Trento

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Cerchiamo semplicemente di sfruttare un territorio di per sé molto vocato alla produzione di vini, interpretando e valorizzando al meglio le diverse caratteristiche di ogni varietà.

Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

Maso Bergamini nasce negli anni ’80 a seguito del conseguimento del titolo di enologo di Remo Tomasi e nella consapevolezza di poter operare in un territorio altamente vocato per la viticoltura di qualità.

Ci troviamo infatti sull’alta collina di Trento, a più di 500 m di quota con particolari terreni di origine basaltica, noti fin dall’antichità per la produzioni di vini di alto livello.

Negli anni questa consapevolezza è stata rafforzata dall’inserimento in Azienda del figlio Damiano Tomasi, laureato in Scienze e Tecnologie dell’Ambiente. Da sempre tutta la nostra attività è stata coordinata da Laura Tomasi, a completamento dei nostri obiettivi famigliari.

Quali sono i vini che producete?

Con le nostre uve di Chardonnay e Pinot Nero diamo vita al nostro spumante metodo classico Trento DOC “Terre Basaltiche”, dopo l’ottenimento del vino base spumante d’annata si procede in primavera al “tirage” in bottiglia del futuro spumante e dopo lungo affinamento in catasta si procede poi alla messa in punta delle bottiglie e finalmente alla sboccatura e confezionamento finale delle stesse.

Per la nostra linea di vini bianchi fermi usiamo Riesling Renano e Gewürztraminer, le uve vengono pressate in maniera soffice e il mosto fiore viene decantato staticamente prima di essere destinato alla fermentazione spontanea. I vini nuovi riposano sulle fecce fini fino a primavera e vengono poi imbottigliati previa filtrazione sterile.

Come vini rossi usiamo Pinot Nero e Lagrein fermentati a contatto con le bucce per circa 15 giorni e poi travasati e posti ad affinare in tank di acciaio con il completamento della fermentazione malolattica, poi nell’estate successiva i vini rossi sono imbottigliati previa filtrazione sgrossante.

Produciamo inoltre una piccola quantità di uve Moscato Rosa con le quali otteniamo preziose bottiglie di passito dolce .

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

La grande scommessa con l’inserimento di Damiano in Azienda è stato il progetto del nostro Spumante metodo classico, per questo ci siamo attrezzati di conseguenza di cantine per lo stoccaggio e di attrezzature automatiche (giropallet) per la messa in punta in modo tecnicamente perfetto delle bottiglie. 

Il mercato sta riconoscendo la qualità e la personalità del nostro Spumante “Terre Basaltiche” dandoci delle buone soddisfazioni.

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Per rispettare la massimo le potenzialità del nostro territorio siamo stati tra i primi in Trentino a convertire la nostra Azienda in regime di biologico certificato

Questa scelta ci consente di ottenere uve equilibrate, preservare al massimo il nostro ambiente e ottenere dei vini privi di residui di fitofarmaci ed erbicidi.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

Il nostro metodo classico è uno spumante da tutto pasto che accompagna bene ogni pietanza esclusi i dolci, un semplice abbinamento molto usato nelle degustazioni è il Trento DOC con scaglie di Trentingrana.

Il Gewürztraminer data la sua spiccata aromaticità si adatta bene a tutte le pietanze in agrodolce, in Trentino lo abbiniamo spesso con i filetti di trota affumicata o marinata.

Il Lagrein tipico rosso schietto e vigoroso bene si adatta con i secondi piatti, molto interessante con i salumi data la sua capacità di sgrassare la bocca, un tipico abbinamento trentino in inverno è Lagrein e “Smacafam” tipica focaccia a base di farina, uova, latte, lardo e lucanica trentina.

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Il Molinaccio

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Il Molinaccio

La Toscana più tradizionale nel bicchiere

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Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

Nel 1980 alla morte di suo nonno (Adamo Fanetti, uno dei primi produttori di Vino Nobile di Montepulciano) mia madre eredita il Molinaccio, un vecchio mulino del 1500 diroccato in parte e 10 ettari di terreno, parte bosco, parte coltivato a creali e due o tre filai di vigna.

Per anni è stato abitato da un pastore sardo che oltre al suo gregge manteneva più o meno viva la piccola vigna , o poi scoperto che addirittura aveva piantato delle viti della loro uva rossa.

Nel 1987 il sardo lascia il podere e mia mamma ne inizia la parziale ristrutturazione; nel 1989 inizio io a prendere possesso dell’azienda di famiglia. Dopo il matrimonio, vado a vivere lì e pianto, cena dopo cena a mano, 1 ettaro e 2000 metri di vigneto conservando parte dei cloni che avevo trovato, da subito certifico l’azienda Biologica e vendo uva ad altre cantine iniziando a produrre qualche decina di litri di vino per uso di casa con la selezione prevendita.

Arriviamo al 2012 dove nasce il Molinaccio di Montepulciano soc. ag. S.r.l., infatti concludo un accordo con Marco Malavasi, mio attuale socio, con l’impegno di fare vino di qualità.

Piantiamo subito ulteriori 2 ettari e mezzi di vigneto per arrivare all’attuale superficie di 3,5 ettari e iniziamo insieme a costruire una piccola ma efficiente cantina nel massimo rispetto delle strutture esistenti ed alterando il meno possibile il bellissimo paesaggio del Molinaccio.

Quali sono i vini che producete?

La nostra produzione si è subito concentrata sulle locali denominazioni, DOC per il rosso di Montepulciano Il Golo e DOCG per il Vino Nobile di Montepulciano, annata La Spinosa e riserva La Poiana solo nel 2014 condizionati da una vendemmia difficile per i vini da invecchiamento 100% Sangiovese come fino ad allora avevamo fatt.

Abbiamo iniziato a produrre un I.G.T. Toscana L’Allocco 70% Sangiovese e 30% Merlot.

Il Molinaccio

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Appena iniziato a produrre professionalmente i vini, abbiamo deciso con la nostra assistente di enologia di frazionare quanto più possibile differenti aree di produzione dello stesso Sangiovese cosi da avere piccoli diversi cru nei nostri 3 ettari e mezzo di vigne.

Sicuramente una piccola parte dei vecchi vigneti, sotto  le grandi querce dove nidificano ormai da tanti anni due poiane, si presenta diversa nella sua vegetazione e ancor più nella differenza aromatica del grappolo.

Infatti dalla prima vendemmia 2012 quella massa ha camminato da sola e dopo un anno di legno ci è sembrato subito chiaro che la differenza tra le due masse ci dava l’opportunità di provare a fare una riserva La Poiana.

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

La ricerca della novità ci ha portato a produrre i vini che attualmente imbottigliamo, ma tutto è cresciuto nel rispetto delle vecchie tradizione che da bambino avevo ingenuamente appreso da mio bisnonno.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

I nostri vini freschi non molto alcolici, con intensa mineralità, si esaltano su pietanze eleganti come un tagliolino al tartufo o i nostri fegatini toscani, ma sono ottimi anche su formaggi freschi e stagionati a secondo dell’invecchiamento.

Il Rosso fresco è ottimo come aperitivo e la Riserva perfetta anche per due parole davanti al caminetto in inverno.

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Fattoria di Monticello

Fattoria di Monticello

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Fattoria di Monticello

Un "modo nuovo" di interpretare i vini dell'Umbria

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Cerchiamo semplicemente di sfruttare un territorio di per sé molto vocato alla produzione di vini, interpretando e valorizzando al meglio le diverse caratteristiche di ogni varietà.

Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

La famiglia Scassini si impegna nel settore agricolo e zootecnico in Umbria sin dagli anni ’50, ma la produzione vitivinicola assume un ruolo significativo nel 2008, anno in cui il titolare, Giorgio Scassini, acquisisce ulteriori terreni dislocati nelle zone collinari di Massa Martana (PG) e San Venanzo (TR), annettendoli ai 500 ettari di proprietà aziendale, già dedicati alla produzione di Olio Extra Vergine di Oliva, cereali, leguminose, carni bovine (di razza Marchigiana certificata IGP Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale).

Negli anni successivi, cresce sempre di più la passione per la produzione di vino e agli ettari già impiantati sono state aggiunte ulteriori superfici destinate alla viticoltura. Attualmente l’azienda dispone di 20 ettari vitati, di cui 5 ha in località Ripalvella di San Venanzo (TR) – zona con terreno di origine vulcanica – e 15 ha in località Acquaviva di Massa Martana (PG), ai piedi dei Monti Martani, all’interno dell’areale della DOC Todi.

I nuovi impianti hanno riguardato le varietà autoctone, espressione irrinunciabile del nostro territorio, come il Grechetto e il recentissimo Trebbiano Spoletino, mentre le varietà internazionali già presenti erano il Pinot Nero e il Cabernet Sauvignon, collocati nell’area vulcanica di Ripalvella. Proprio a Ripalvella – frazione del comune di San Venanzo – , nel 2015 è stata realizzata la nuova cantina, una struttura moderna ed attrezzata per accogliere tutto il processo produttivo del vino. Infine, nel 2017 è stato inaugurato il nostro agriturismo, nato dal recupero del casale padronale situato nel cuore dell’azienda, che offre all’eno-appassionato la possibilità di vivere da vicino il territorio e toccare con mano il valore di ciò che esso è in grado di produrre.

Quali sono i vini che producete?

Ponetro / Pinot nero Umbria I.G.T. – Dopo la fermentazione, un breve passaggio in barriques di rovere francese esalta gli aromi fruttati e conferisce profumi speziati. Il colore è rosso rubino, il gusto è pieno e piacevolmente tannico.

Salomone / Cabernet sauvignon Umbria I.G.T. – Dopo la fermentazione, viene fatto maturare per circa 12 mesi in barriques di rovere francese, che gli conferiscono un aroma intenso e un gusto pieno e persistente. Il colore è rosso rubino profondo con sfumature violacee.

Vibio / Umbria rosso Umbria I.G.T – Dopo la fermentazione, viene fatto riposare in botti di acciaio e poi affinato definitivamente in bottiglia. Il colore è rosso rubino intenso.

Marièl / Pinot grigio Umbria I.G.T. – Vinificato in bianco, dopo la fermentazione a temperatura controllata viene fatto riposare in botti di acciaio e poi affinato definitivamente in bottiglia. Il colore è giallo paglierino con riflessi ramati, l’aroma è fine e intenso con note fruttate.

Ginestrello / Grechetto Umbria I.G.T. – Dopo la fermentazione a temperatura controllata di circa 20 giorni, viene fatto riposare in botti di acciaio e poi affinato definitivamente in bottiglia. Il colore è giallo dorato brillante, l’aroma è fine e intenso con note fruttate.

Giacchio / Umbria bianco Umbria I.G.T – Dopo la fermentazione, viene fatto riposare in botti di acciaio e poi affinato definitivamente in bottiglia. Il colore è giallo paglierino con note dorate.

Mi’Chicco / Passito Umbria I.G.T.– Dopo l’appassimento su graticci e successiva pigiatura, viene fermentato a temperatura controllata per circa 20 giorni. Segue affinamento in acciaio e in bottiglia.

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Per noi è sempre difficile dover scegliere tra i nostri vini. Ci permettiamo quindi di selezionarne due, che insieme rappresentano la nostra cantina come connubio tra Autoctono, quindi tradizione e territorio, e Internazionale.

Questi sono Ginestrello – Grechetto Umbria IGT e Ponetro – Pinot Nero Umbria IGT. Mentre il primo ci lega indissolubilmente al nostro territorio, in quanto vitigno autoctono molto antico, attualmente diffuso in Italia centrale e soprattutto in Umbria, il secondo ci contraddistingue per la sua intrinseca e rara particolarità di essere un Pinot Nero prodotto in Umbria, da terreno di origine vulcanica. 

Parte dei nostri vigneti, infatti, si trovano all’interno di un sito minerario in quanto ricadono in un’antica zona vulcanica, dove sono stati rinvenuti tre piccoli crateri, testimoni di manifestazioni eruttive che hanno interessato quest’area.

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Con il nostro Ponetro, Pinot Nero prodotto in Umbria, abbiamo osato ma, al tempo stesso non rinunciamo al territorio, rappresentato dal nostro Grechetto.

Ad ogni modo, cerchiamo semplicemente di sfruttare un territorio di per sé molto vocato alla produzione di vini, interpretando e valorizzando al meglio le diverse caratteristiche di ogni varietà.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

  • Ponetro / pinot nero Umbria I.G.T. – perfetto da abbinate a piatti di carne rossa, tartufo ed anche a primi strutturati.
  • Salomone / cabernet sauvignon Umbria I.G.T. – consigliamo da provare con piatti di cacciagione, formaggi stagionati, carni rosse grigliate e brasate
  • Marièl / pinot grigio Umbria I.G.T. – un ottimo vino da aperitivo che si abbina perfettamente a formaggi freschi e frutti di mare.
  • Ginestrello / grechetto Umbria I.G.T. – un vino bianco autoctono del nostro territorio, da gustare con primi piatti di media struttura, formaggi di media stagionatura, crostacei e frutti di mare.
  • Giacchio / umbria bianco Umbria I.G.T – ideale con primi piatti con ragù di carne, grigliate e formaggi stagionati.
  • Mi’Chicco / passito Umbria I.G.T. – ideale per concludere il pasto abbinandolo a pasticceria secca e dolci della tradizione umbra. Ottimo anche con formaggi erborinati e di media stagionatura.

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Capua Winery

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Capua Winery

L'incontro tra la Maremma e i grandi vitigni internazionali

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La nostra è un’azienda particolarmente proiettata all’innovazione: vinifichiamo in purezza vitigni tradizionali che normalmente sono utilizzati come uve da taglio e sosteniamo fortemente la vocazione del territorio.

Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

L’azienda nasce nel 2003, il mio lavoro era in tutt’altro ambito, ma un viaggio in Maremma ha stravolto tutti i miei piani, questo meraviglioso territorio mi ha stregato, e ho deciso di stravolgere totalmente la mia vita, dedicando tutte le mie forze e la mia passione alla produzione di vino.

Ho quindi acquistato un bellissimo podere nelle campagne di Saturnia, dove ho individuato un particolare terroir nella valle dell’Albegna in cui le condizioni microclimatiche sono ideali per sperimentare l’allevamento e la vinificazione di una gamma multivarietale di vitigni autoctoni ed internazionali.

Qui, ho realizzato da zero in 6 ettari, un vigneto ad altissima densità di impianto, con 8 mila ceppi per ettaro, e ho iniziato a coltivare, oltre al classico Sangiovese, Chardonnay, Alicante Bouchet, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Petit Verdot e Merlot.

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Quali sono i vini che producete?

Tutte queste varietà vengono portate con grande cura alla loro giusta maturazione, raccolte e vinificate separatamente, nonché elevate in legni pregiatissimi ed infine sapientemente assemblate per creare 6 etichette: Monamour (Sangiovese rosa), Dolceamore (Chardonnay), TuttoCuore (Sangiovese, Petit Verdot, Merlot), Fiammante (Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon), MioSogno (Alicante Bouchet), L’anime a Rallegrar (Morellino).

Tutti i passaggi produttivi, dalla gestione dei lavori nel vigneto sino alle attività di cantina, vengono eseguiti con precisione maniacale assecondando le naturali diversità microclimatiche di ogni stagione, al fine di potere profittare al massimo dei vantaggi che una particolare annata può offrire anche con riguardo a certe varietà.

Tutte le ambientazioni, dai locali della cantina sino alle stanze di affinamento delle bottiglie, sono diversamente climatizzate ed allestite in modo tale da donare al vino le condizioni ottimali in ogni sua importante fase di maturazione e di crescita.

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Tutte le mie etichette hanno un valore affettivo e sono una dedica al territorio che mi ospita e a ciò che per me è importante.

Nello specifico il Fiammante ha per me un significato speciale, è il vino che nel tempo continua a sorprendermi e darmi incredibili soddisfazioni e soprattutto porta con sé il nome di mia madre (Fiamma) e mia figlia (Fiammetta).

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

La nostra è un’azienda particolarmente proiettata all’innovazione, vinifichiamo tenacemente in purezza vitigni tradizionali ed autoctoni che normalmente sono utilizzati come uve da taglio, e sosteniamo fortemente la vocazione del territorio per la coltivazione dei vitigni internazionali, che in questa specifica zona trovano spazio e terreno adeguati per esprimere estrema eleganza e longevità. 

Strizziamo poi l’occhio ai nostri antenati, producendo un Morellino vecchio stile, da “merenda”, con l’ausilio di legni della tradizione come il castagno.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

Monamour (Sangiovese rosa): si tratta di un vino rosa, con una buona persistenza e giusta acidità, i cui sentori si spostano su frutti tropicali ed agrumati, con finale lieve e piacevole di mandorla.
Ottimo come piacevole aperitivo, estremamente versatile, diventa ideale su antipasti, primi piatti di pesce al sugo, zuppe, interessante in abbinamento con la pizza.

Piatto della tradizione: Pappa al pomodoro.

Dolceamore (Chardonnay 100%): fermentato e affinato per 7 mesi in barrique di rovere francese, si presenta di colore giallo oro di grande luminosità, al naso intenso e complesso, esprime profumi di agrumi, fruttati esotici, fiori gialli che si fondono con note vanigliate, minerali e sentori di spezie bianche. Al palato è dinamico ed elegante, le note di frutta tropicale si fondono con la mineralità, rendendolo strutturato ma fresco e bilanciato. Finale piacevolmente persistente. Accompagna egregiamente piatti di pesce, anche elaborati o affumicati, primi piatti con ragù bianco o con verdure, secondi anche strutturati di carni in bianco. Ottimo con formaggi freschi caprini o semistagionati di pecora.

Piatto della tradizione: pappardelle al ragù bianco di cinghiale, acquacotta.

TuttoCuore (Sangiovese 85% Petit Verdot 10% Merlot 5%): di colore rosso rubino, al naso è intenso con profumi di frutti a bacca rossa, note floreali, spezie e macchia mediterranea.
Al palato è di media struttura, con buona tannicità ma rotondo, elegante ed armonico. Il sorso è fresco ed il finale pulito e persistente, esprime la natura selvaggia del territorio da cui proviene, con un bel richiamo alla tostatura e alla speziatura. Ideale per aperitivi, carni, formaggi semistagionati.

Piatto della tradizione: tortelli maremmani al ragù.

Fiammante (Cabernet Franc 85% Cabernet Sauvignon 15%): colore rosso rubino, al naso intenso e complesso, esprime note di piccoli frutti a bacca scura, sentori di sottobosco impreziositi da sfumature balsamiche di liquirizia, spezie, cacao e tabacco. Il sorso è importante, ricco e strutturato, ma teso e dinamico, con tannini morbidi, rimando alle spezie dolci e piacevole freschezza nel finale. Abbinamento con selvaggina, formaggi stagionati, piatti aromatici e strutturati, tartufo.

Piatto della tradizione: buglione di agnello.

MioSogno (Alicante Bouchet 100%): colore rosso rubino scuro, aroma intenso ed ampio di frutti di bosco, spezie, macchia mediterranea, con note balsamiche e minerali. Al palato è caldo, morbido ed avvolgente, con tannini eleganti e setosi. Vino di corpo con finale lungo e persistente. Si abbina alle grandi carni di selvaggina, ai tagli più pregiati ed in lunga cottura, formaggi stagionati.

Piatto della tradizione: cinghiale in umido.

L’Anime a Rallegrar (Morellino di Scansano, Sangiovese 100%): Colore rosso rubino intenso, bella e sfaccettata concentrazione olfattiva che ben si esprime in toni floreali e fruttati estremamente territoriali. Morbido ed equilibrato, conserva grande freschezza al sorso, il tannino è ben risolto, il finale è lungo e persistente e di ritorno fruttato. Sorprendente la facilità di beva e piacevolezza, che nonostante la notevole struttura lo rendono decisamente versatile negli abbinamenti. Ottimo per accompagnare ragù, carni rosse, formaggi semistagionati. 

Piatto della tradizione: Tortelli maremmani, polenta con maiale.

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Cascina Belmonte

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Cascina Belmonte

Vini con vista sul Lago di Garda

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Siamo nani sulle spalle dei giganti e siamo senz’altro più innovatori, con le scarpe ben piantate nella terra e le orecchie ben aperte per imparare cose nuove.

Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

Dalla passione per l’ecologia, coltivata sin da bambino e dalla volgia di fare qualcosa per migliorare il mondo, coltivandolo in modo sostenibile. Il vino è una declinazione della terra e un modo per tutelarla.

Quali sono i vini che producete?

Siamo artigiani lavoriamo con il cuore e con la testa. Amiamo fare ricerca, la direzione è chiara (il vino pulito e il rispetto per la terra) mentre “unwritten” sono i risultati. Facciamo svariati vini che sono il frutto, la testimonianza della nostra ricerca. 

In particolare 3 bianchi da monovitigno, un rosè e tre rossi, in un climax di concentrazione. In aggiunta 3 vini, che rientrano nella linea NATURAE che sono la testimonianza più autentica della ricerca di un vino pulito, in quanto vegan e senza solfiti (i rossi).

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

In questo territorio, sulla sponda occidentale dell’entroterra gardesano, si coltiva groppello che insieme ad altre 4 uve rosse (barbera, marzemino, sangiovese e rebo) da oltre 100 anni si usa per la produzione del vino rosato, qui chiamato chiaretto. Qualche tempo fa avevo scritto alcune righe riguardo questo vino che copio con piacere qui di seguito:

Costellazioni, il vino di una notte.

Aspettiamo che il mosto prenda colore, di solito, quando è già notte. Con il cielo terso e le stelle abbagliate dall’inquinamento luminoso. Dal profumo del mosto è un attimo immaginarsi il vino, perché non c’è spazio, tra i due, solo un gentile fermentare, naturale come lo scorrere dell’acqua verso il basso. Il chiaretto (altrove chiamato rosè) e’ il vino di queste terre. Dei nonni e bisnonni e trisavoli e via così. Figlio della geografia, degli incroci della storia, dei 700 anni di resilienza del Groppello su questi terreni. Figlio del Lago, dei venti, delle morene, dei limoni, dei cipressi, dell’estate, del bagliore accecante del sole, di una notte di settembre. Valtenesi, chiaretto. Costellazioni.

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Siamo nani sulle spalle dei giganti. Guardiamo al futuro dalla posizione privilegiata di un territorio che ha centinaia di anni di storia. Detto questo, siamo senz’altro più innovatori, con le scarpe ben piantate nella terra e le orecchie ben aperte per imparare cose nuove.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

Ci piacerebbe proporvi la pasta con le sarde, piatto saporitissimo, che si può fare con sarde di lago o di mare, conservate sotto sale. Ecco qui!

Come fare i bigoli con le sarde

La ricetta è semplicissima, acqua e farina, ma esiste anche la versione all’uovo simile a quella dei tagliolini o delle tagliatelle fresche. Il sugo è semplicissimo, basta dell’abbondante olio del Garda, uno spicchio di aglio, o della cipolla tagliata finemente, e dei filetti di sarda sotto sale per un sugo cremoso.

Se si usa la sarda sotto sale è necessario sciacquare i filetti sotto l’acqua per toglierne l’eccesso. Si sfuma con un goccio di vino bianco e si aggiunge la pasta al dente e un pò di acqua di cottura per ottenere un sugo omogeneo e ben amalgamato, per finire un filo di olio extravergine di oliva a crudo, semplice ma gustosissimo!

Il consiglio:

Aggiungete al sugo dei pomodorini e della scorza di limone per un gusto più fresco e mediterraneo, unite del pane grattugiato grossolanamente e tostato in padella per dare una nota di croccantezza.

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Cantine Carboni

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Cantine Carboni

Il vino del Mandrolisai

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Pur utilizzando un metodo di vinificazione antichissimo, ci sentiamo innovatori in fatto di territorialità.

Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

L’Azienda, nasce negli anni 90 quale risultato della passione di mio padre Giuseppe legato al suo territorio e alle sue origini. Passione che scaturisce da una lunga tradizione familiare nella viticoltura divenuta poi testimonianza ed eredità per noi figli. 

L’azienda ha sede a Ortueri in provincia di Nuoro nelle colline del Mandrolisai, territorio ad altissima vocazione vitivinicola. È qui che l’impegno e la passione combinate con le caratteristiche climatiche, territoriali e ambientali favoriscono la migliore coltivazione delle uve per la creazione dei nostri vini. 

Questa cantina è il testimone della storia di una piccola comunità di contadini, quella ortuerese, figlia di tante altre storie che si intrecciano in maniera naturale, dalle quali, però, emergono, splendidi, i vitigni autoctoni, meritevoli di essere conosciuti per qualità eccellenza della produzione e varietà. 

La cantina Carboni ama mantenere l’idea che il vino sia un prodotto di famiglia, che scaturisce da uno speciale legame con la terra e i suoi ritmi. Ancora oggi, tutta la famiglia, effettua le operazioni di cura necessarie al mantenimento di una qualità che è, prima di ogni altra cosa, un gesto d’amore nei riguardi della natura e di chi la rispetta e la asseconda con l’accortezza del lavoro umano.

A proposito di tradizioni e curiosità, ci piace ricordare che uno zio di mio padre, Fra Illuminato, frate Minore Conventuale missionario in Cina (Hingan 1925 – 1938), si fece inviare da suo padre gli attrezzi e le talee del vitigno di famiglia per mettere a dimora una vigna nella missione, al fine di procurare il vino necessario per la celebrazione delle messe.

Quali sono i vini che producete?

I nostri vini:

  • Balente IGT –  Da uve rosse autoctone rigorosamente selezionate (uvaggi tipici del Mandrolisai cannonau muristellu e monica)
  • Balente superiore – Da uve Bovale Sardo (Muristellu) Cannonau – Monica -Mandrolisai doc superiore . Due anni in botte
  • Helios  – Da uve autoctone bianche rigorosamente selezionate 80% nasco vendemmiato verde e  20% vermentino
  • Galante – Da uve autoctone aromatiche bianche rigorosamente selezionate (nasco vendemmiato stramaturo) 

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Il “vino del nostro cuore”  è Balente IGT, il nostro primo vino  ottenuto da uve rosse, molto ricchi di sapori e profumi, che donano al vino forza, armonia ed eleganza, trasmettendo ai sensi il calore del sole, gli aromi e i profumi del Mandrolisai.

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

La filosofia ispiratrice della cantina è quella di coniugare la tradizione millenaria di coltivazione e produzione del vino, ereditata dalla generazioni  precedenti, al costante lavoro di studio che, tra tradizione e innovazione ricerca la sintesi per ottenere vini sempre migliori, guardando al gusto del mercato e alle tecniche enologiche più moderne, pur mantenendo inalterate quelle proprietà che rendono unici i vitigni, il terreno e il microclima – in una parola il terroir – delle colline del Mandrolisai.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

  • Balente e Balente superiore ben si abbinano ai piatti a base di carni rosse e formaggi stagionati.
  • Helios come aperitivo, primi piatti di mare, crostacei e secondi a base di pesce
  • Galante delicatissimo vino da dessert si accompagna a dolci da forno e frutta secca
  • Helios e Galante ottimi con un nostro dolce tipico (sa moddighina)  a base di frutta secca e sapa. .

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