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Tenute Olbios

Tenute Olbios

Le interviste di Wineowine

Tenute Olbios

Un mix di innovazione e tradizione sarda

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Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

Tenute Olbios è un’azienda di famiglia che nasce seguendo la tradizione e la passione per la vigna che mi è stata trasmessa da mia madre. 

Sono infatti cresciuta al suo fianco, seguendo la sua attività, anche se lei si occupava esclusivamente di produzione di uve.

Il suo sogno tuttavia era quello di trasformare le uve in vino, ma essendo rimasta vedova in giovane età non è riuscita a dedicarsi interamente e a realizzare questo progetto. Io che respirato sin da bambina questa passione, ho deciso di dedicare interamente i miei studi alla vigna e alla vinificazione e dopo aver conseguito le giuste conoscenze e competenze sono finalmente riuscita a realizzare questo sogno di famiglia.

Quali sono i vini che producete?

Buona parte della produzione è dedicata al Vermentino di Gallura DOCG che vinifico in tre diverse modalità: Lupus in Fabula, vino fermo fresco, floreale e allo stesso tempo complesso, interamente vinificato e affinato in acciaio.

Produciamo inoltre Spumante metodo classico, il Bisso, interamente spumantizzato da me in azienda e affinato sulle scorze dei lieviti per 24 e 36 mesi, frutto di una ricerca delle tradizioni del passato.

Infine un Vermentino evoluto, florizzato e affinato in legno, In Vino Veritas. Questa è una precisa volontà di diversificare il Vermentino in base alla diversa epoca di vendemmia e alle diverse tipologie di vinificazione ma sempre e solo con Vermentino in purezza.

Per quanto riguarda rossi e rosati utilizziamo uve autoctone esclusivamente di nostra produzione (così come per il Vermentino) come il Cannonau e il Muristellu da cui otteniamo il rosato Cavè e i vini rossi più importanti Cangrande.17 e Nessuno.

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Lupus in Fabula, è il vino del cuore, il primo vino che ho prodotto, frutto di un sogno che si è realizzato.

L’etichetta riporta una figura del lupo stilizzata, un’immagine che rappresenta la personalità forte ma sognante di mia mamma nonché il suo stesso nome.

Scopri i vini di Tenute Olbios su Wineowine

Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

È proprio il mix tra tradizione e innovazione che caratterizza la nostra azienda. I principi applicati in campo si ispirano alla coltivazione naturale e alla tradizione.

Le vigne di famiglia sono state in parte rinnovate mantenendo in vita e valorizzando i vecchi vigneti, principalmente di varietà autoctone. Le lavorazioni della vigna sono ancora quelle tradizionali della potatura a mano e della legatura con materiale naturale, la vendemmia avviene rigorosamente a mano.

In cantina tuttavia c’è un approccio molto più moderno e innovativo, che si evince ad esempio dai sistemi di tappatura tecnologica: sia il cristallo che altri tappi 100% riciclabili di nuova generazione, queste tappature alternative consentono di mantenere i vini salubri e longevi.

Il tappo in vetro inoltre, utilizzato già dalla prima bottiglia di Lupus in Fabula 2005, ha caratterizzato sin dall’inizio la nostra cantina. La nostra cantina si è distinta per innovazione anche nella lavorazione di un Vermentino spumante e un Vermentino florizzato, queste due tipologie infatti in passato non erano previste neanche nella DOCG Vermentino di Gallura.

Inoltre, le tecnologie e i macchinari di cui ci siamo dotati in cantina sono tutti di ultima generazione. 

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

Lupus in Fabula, Vermentino di Gallura Superiore DOCG: risotto agli asparagi e stracciatella di burrata

Bisso, Vermentino di Gallura DOCG Spumante Metodo Classico Millesimato: Arselline locali di Olbia alla “schigionera” 

In Vino Veritas, Vermentino di Sardegna DOC: zuppa di granchi cremosa con pistilli di zafferano

Cavè Rosé di Una Notte, Colli del Limbara Rosato IGT: aragosta alla catalana

Cangrande.17, Colli del Limbara Rosso IGT: crostini di pernice in umido (o variante con la quaglia)

Nessuno, Colli del Limbara Rosso IGT: Cinghiale in agrodolce e polenta

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La Quercia Scarlatta

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La Quercia Scarlatta

I vini "di famiglia" nella tradizione marchigiana

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Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

L’azienda nasce da un’idea lontana. Mia moglie in primis voleva un progetto più che una cantina. Un progetto che fosse in linea con il desiderio di mantenere vive le nostre tradizioni e per passarle poi ai nostri figli.

Ideale era un’azienda agricola nelle Marche dove ancora oggi è possibile a progetti piccoli ed integrati con la natura. Infatti, abbiamo acquistato più di 10 anni fa un piccolo rudere ed un fienile. Abbiamo trasformato il rudere in casa ed il fienile in una struttura in grado di farci produrre il vino, l’olio e con queste materie prime di base, creare una piccola linea di ecobiocosmesi.

L’attività preponderante è la cantina ma il fatto di avere il nostro frantoio e la produzione della biocosmesi, ci permette di rimanere piccoli ed artigianali.

Quali sono i vini che producete?

Le nostre vigne sorgono in collina a circa 250 m s.l.m. Sono esposte a sud e godono dei venti marini. Sono tutte coltivate in Biologico e sono state parzialmente ripiantate dove una volta sorgevano i vigneti di Maceratino, un vitigno autoctono prodotto nei dintorni di macerata. Trattasi di un vitigno autoctono che oggi viene denominato Ribona.

È uva a bacca bianca che ci permette di produrre il nostro IGT Bianco Marche Uve Bianche

Sempre a bacca bianca abbiamo piantato l’Incrocio Bruni ( Verdicchio e Sauvignon) che mescolato al Ribona (60/40)  ci regala il Marchese Japo, un Colli Maceratesi DOC secco, interessante e piacevole da bere durante gli aperitivi.

Sempre con il Maceratino (Ribona) produciamo un passito nominato Dolce Rachele.

Passando alle uve a bacca rossa, abbiamo in campo diversi vitigni: i maggiori sono Sangiovese, Merlot, Montepulciano, mentre abbiamo pochi filari anche di Syrah, Petit Verdot e Cabernet. Questi ultimi filari danno delle note di eleganza e contraddistinguono i nostri tre Rossi, che sono:

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Tutti i nostri vini sono nostri. I loro nomi sono dedicati ai nostri ragazzi: Jacopo, Giovanni e Rachele. Il Gustav è dedicato al nonno, papà di mia moglie nonché colui il quale ci ha fatto capire che non è mai troppo tardi per iniziare un progetto nuovo.

Quindi, dire che abbiamo un vino del cuore significherebbe sminuire l’importanza di uno dei nostri ragazzi, e questo non possiamo proprio farlo!

In questi giorni abbiamo messo nei tini a maturare un vino completamente nuovo: si tratta di un rosso senza solfiti aggiunti.

Credo che per tutti noi questo, che ancora non ha un nome, diventerà il nostro vino del cuore dato che lo stiamo provando da anni e finalmente ci sentiamo pronti per portarlo sul mercato a inizio 2021.

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Secondo il nostro pensiero, non esiste un progetto che può riuscire senza il corretto mix tra tradizione e innovazione. In termini enologici, e soprattutto considerando la produzione di vini bio, la tecnologia è fondamentale per produrre in qualità. 

Ci è sembrato giusto però piantare e produrre quei vitigni dalle origini nobili e del territorio che tanto hanno dato a questa regione prima che le campagne fossero lentamente abbandonate.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

I vini sono abbinabili a tanti piatti. Mi piacerebbe però indicare un abbinamento particolare che  ho imparato durante una serata particolare e che non mi sarei mai aspettato nonostante pensassi di conoscere a fondo i nostri vini:  Il baccalà in umido abbinato al nostro Il Giovo, risulta un connubio straordinario che incanta il palato.

Quindi con questo abbinamento ho imparato due cose.

  1. Non è vero che i rossi non possono accompagnare piatti di pesce
  2. Non si impara mai abbastanza

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Anzivino

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Anzivino

Andare controcorrente pur rispettando i canoni tradizionali

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Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

La voglia di affrontare nuove sfide insieme alla passione per il mondo del vino è stata la motivazione che ha spinto me insieme a Sabrina a trasferirci  nel Nord Piemonte patria del nebbiolo: a Gattinara.

Nel 1998, dopo aver acquistato terreni e ristrutturato una vecchia distilleria nel centro storico di Gattinara abbiamo iniziato a coltivare i vigneti e a produrre  il Gattinara e il Bramaterra.

Nella famiglia di Sabrina, il bisnonno, originario di Romagnano Sesia, il era bottaio soprannominato “Ciupasell” (trad. “aggiusta botti”) che osò curare la peronospora con la poltiglia bordolese spennellando i grappoli uno ad uno e ottenendo grandi risultati, tanto da guadagnarsi diplomi di merito già nei primi del ‘900.

Un po’ come per il bisnonno, la curiosità e l’attenzione per la qualità ci hanno sempre contraddistinto, ma soprattutto la voglia di sperimentare nel rispetto della tradizione ci ha dato nuovi stimoli e soddisfazioni. La nostra è una piccola realtà che per filosofia aziendale ha puntato su quantitativi di produzione limitati ma estremamente curati in ogni dettaglio, ed è proprio questo che ci caratterizza.

Quali sono i vini che producete?

I vini prodotti sono le eccellenze del Nord Piemonte: il Gattinara DOCG, il Bramaterra DOC e il Coste della Sesia Nebbiolo DOC.

Il vitigno re di queste zone è il Nebbiolo con tutte le sue caratteristiche e diversità in base al “terroir”. Cerchiamo di preservarne tutte le sfumature partendo da una accurata selezione in vigna; la fermentazione viene fatta in legno passando poi  alla lunga macerazioni e  all’affinamento in botti di Rovere e in bottiglia.  

Il lavoro che in assoluto più mi appassiona è seguire l’evoluzione dei vini in cantina; ciò richiede una costante attenzione e sensibilità;  saper coglier il momento giusto per ogni singolo processo  preservare  l’integrità dei  profumi e degli aromi del vino è una sfida per me quotidiana .

anzivino

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Senz’altro il Gattinara!

Una delle caratteristiche del Nebbiolo è la longevità. L’evoluzione dei profumi e degli aromi nel tempo è proprio una sua prerogativa. Ne derivano un perfetto equilibrio di profumi di frutta matura come prugne e ciliegia, note floreali di viola di bosco, che si evolvono poi verso eleganti note speziate. Fine e secco al palato il Gattinara è un vino che ancora dopo 10 anni ha molto da raccontare!

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Mi piace andare controcorrente pur rispettando i canoni tradizionali, credo nella personalizzazione di qualsiasi forma d’arte e il vino per me  è una forma d’arte!

L’utilizzo di botte di medie dimensioni ci pone a metà tra tradizione e innovazione.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

Il mio abbinamento preferito con il Nebbiolo di lungo invecchiamento in generale sono i formaggi di lunga stagionatura, insaccati di montagna come la Mocetta Valsesiana e carni rosse non a lunga cottura. Tra le carni prediligo l’abbinamento con la tagliata di Fassona Piemontese con rucola e grana. 

Del resto come diceva Mario Soldati quando ha conosciuto il Gattinara ha scritto : “ ….un sorso di Gattinara pur che vero, s’intende. Non chiedo di più”.

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La Grazia

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La Grazia

Il nostro obiettivo? Innovazione nella Tradizione

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Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

LA GRAZIA” nasce dalla passione di Paolo Oberti per il vino e per il suo territorio, la Valtellina.

Sin da bambino si è avvicinato a questo mondo che lo ha sempre affascinato. Già la “tata” Gina, infatti, lo portava in vendemmia con la sua famiglia, gli faceva pigiare l’uva con i piedi e poi era il turno della cantina dove il suo compito era lavare le botti.

Negli anni ’90 il progetto cominciò a prendere forma. Paolo comprò le prime vigne da dipendenti della Oberti S.r.l., storica azienda di famiglia dal 1919, che andando in pensione avevano la preoccupazione che nessuno dei loro figli fosse intenzionato a proseguire l’attività di coltivazione dell’uva.

Con gli stessi dipendenti egli fece un accordo: le vigne che gli avrebbero venduto sarebbero rimaste a loro uso sino a quando gli fosse stato possibile lavorarle.

Poi la svolta: nel 2012, ispirato dalla moglie Grazia e appoggiato da tutta la sua famiglia, pensò di unire amore e passione per il vino ad un profondo attaccamento alla sua città, Tirano.

Nacque così “LA GRAZIA” un progetto nuovo ed entusiasmante in cui tutta la famiglia Oberti crede e confida molto.

Quali sono i vini che producete?

Attualmente “LA GRAZIA” ha in cantina disponibili 8 etichette di cui:

  • 4 ROSSI: segno particolare 100% Nebbiolo, come vuole la tradizione, con una gamma valtellinese completa DOC e DOCG tutta da scoprire;
  • 2 BIANCHI fermi: uno, sorprendente nella sua atipicità, da uve 50% Pinot Bianco, 30% Rossola N. e 20% Pignola N. e l’altro (Zerovero) invece una vera innovazione, con base un mix di uve provenienti da vitigni Piwi, resistenti geneticamente alle malattie della vite;
  • 2 SPUMANTI METODO CLASSICO: un brut bianco e un brut rosé, una vera e propria scommessa sulla potenzialità delle bollicine in Valtellina.

Una produzione che dalle 8.000 bottiglie della prima vendemmia 2015 ha raggiunto il target quantitativo prefissato di 25.000 / 30.000 bottiglie, con un totale, ad oggi, di circa 4 ettari lavorati.

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Il “vino del cuore” dell’azienda vitivinicola è senza dubbio lo Sforzato di Valtellina, vino pregiato ed estremamente iconico per la zona. È realizzato con l’uvaggio principe della Valtellina, Nebbiolo al 100%, lasciato poi appassire per lungo periodo dopo la vendemmia.

Fortemente rappresentativo per la Valtellina e per Tirano in quanto, proprio qui, la viticoltura è sviluppata su terrazzamenti “aggrappati” ai ripidi pendii delle montagne. Lavorare queste vigne, piccole ed estremamente frazionate, è molto impegnativo e faticoso. Nessuna lavorazione può essere meccanizzata e anche la vendemmia viene effettuata rigorosamente a mano in cassette.

Considerato tutto questo si spiega perché VITICOLTURA EROICA e perché SFORZATO. Per “LA GRAZIA” altrettanto significativo è il nome di questo vino: Fiori di Sparta.

Dedicato infatti all’omonima associazione di famiglie con ragazzi diversamente abili, che ha sede nello stesso luogo della cantina, fa capire quanto sia importante il sociale nella visione aziendale.

Motivo di orgoglio, infatti, è la collaborazione saltuaria con questi ragazzi in alcune fasi, dalla raccolta alla torchiatura dei primi anni con un torchio manuale.

Vederli così impegnati e così entusiasti è una spinta enorme a fare sempre meglio e a ricordare qual è la cosa più importante da alimentare sempre: la passione.

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Domanda a cui, nel caso della cantina “LA GRAZIA”, è molto semplice rispondere-. “Il nostro obiettivo? Innovazione nella Tradizione” recita lo slogan dell’azienda.

Eccola quindi presto identificata chiaramente nel ruolo di innovatrice.

La tradizione valtellinese è qualcosa di fenomenale e grandioso, importantissimo da preservare e da tramandare culturalmente. Non a caso l’azienda è in prima linea quando si tratta di recupero degli incolti o, cosa che stupisce ancor di più, riconversione degli impianti alla forma di allevamento originale quindi ad Archetto valtellinese, ultimamente dai più sostituito con il Guyot per gli inferiori costi di lavorazione.

Quello che però differenzia ed unicizza “LA GRAZIA” sono quei prodotti atipici per la Valtellina come i 2 vini bianchi fermi e i 2 spumanti metodo classico citati prima. Frutti di una continua ricerca accompagnata ad un’attenta sperimentazione sono certamente i prodotti più “sfiziosi” di una cantina tutta da scoprire.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

Quando si parla di Valtellina associata al cibo non si può fare altro che proporre i classici pizzoccheri DOP.

Tante le ricette tra le proposte paesane poiché ogni località ha un po’ il suo modo di prepararli e cucinarli.

Per quanto riguarda l’abbinamento di un vino su questo piatto notoriamente si indica un bel rosso strutturato della tradizione come il nostro GOCCIA – Valtellina Superiore DOCG o addirittura, perché no, un FIORI DI SPARTA – Sforzato di Valtellina DOCG per gli amanti di questa tipologia.

Una chicca però per i più audaci? Da provare è assolutamente il pizzocchero accompagnato dallo Spumante bianco “LA GRAZIA” Metodo Classico.

Una vera sorpresa che rappresenta un bell’esempio di innovazione nella tradizione!

la grazia

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Baldissero

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Baldissero

Una vinificazione piemontese "fatta in casa"

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Bisogna rispettare la materia prima e valorizzarla al meglio. Ecco perché abbiamo scelto le barrique a posto delle tradizionali botti grandi

Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

Nel 1953 mio nonno Guido ha acquistato la vigna di fronte alla propria casa. Dagli anni ’50 ad oggi le uve prodotte nei nostri 7 ettari di vigneti sono state conferite ad importanti cantine della nostra zona.

Dal 2016 dopo gli studi presso la scuola enologica di Alba e dopo una decina di anni di esperienza come enologo in altre cantine della zona, ho deciso di vinificare parte delle nostre migliori uve per produrre vini con una nostra etichetta.

Quali sono i vini che producete?

Produciamo il Barbaresco, il Langhe Nebbiolo, il Dolcetto d’Alba, la Barbera d’Alba ed un Langhe Rosso prodotto con uve Syrah.

La vinificazione è fatta in vasche d’acciaio a temperatura controllata con lieviti esclusivamente indigeni. L’affinamento avviene in barrique di rovere francese ad esclusione del dolcetto che viene affinato in acciaio

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Sicuramente il Barbaresco è il vino che più valorizza il nostro territorio. Ma il Dolcetto è forse il vino che più mi ricorda l’infanzia passata nei filari ed in cantina.

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Sicuramente bisogna rispettare la materia prima e valorizzarla al meglio.

Io ho deciso di utilizzare ad esempio solo barrique per l’affinamento dei nostri vini e non ad esempio le classiche botti grandi.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

Il Dolcetto è il vino che si può abbinare per eccellenza a tutto il pasto.

Il Bebbiolo nella versione Langhe ed il Barbaresco si abbinano e primi piatti e secondi di carne.

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Scolari

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Cantine Scolari

I vini del Garda

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Essere innovatori rispettando le tradizioni [...] è la sfida più entusiasmante che vogliamo affrontare nella nostra cantina

Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

La Storia dell’azienda nasce nel 1929 a Raffa di Puegnago grazie all’intuizione e tenacia del fondatore Pietro Scolari, padre di 6 figli che nel corso degli anni lo affiancheranno e faranno crescere il nome e l’importanza delle Cantine Scolari. 

È nel 2019 e grazie ad Antonio Goffi, imprenditore di Polpenazze d/G, che l’azienda svolta e viene rilanciata con grande voglia a riprendersi il ruolo da protagonista che ha avuto per tutto il secolo scorso. Dalle innovazioni tecnologiche per la produzione ad una immagine tutta nuova con la creazione di nuove linee di prodotto di grande qualità.

Quali sono i vini che producete?

I vini che vengono prodotti sono i vini Doc Riviera del Garda Classico Rosso, Groppello e Chiaretto e il Lugana Doc. Tutte le tipologie cono suddivise in due linee di prodotto con peculiarità diverse. 

La Linea Classic che vuole raggiungere il grande pubblico con vini di grande qualità al giusto prezzo e la Linea Premium dedicata a chi vuole ricercare l’eccellenza di gusto godendo di un packaging ricercato. 

I vitigni utilizzati per la produzione dei rossi e rosati sono quelli consentiti dal disciplinare con percentuali variabili del vitigno autoctono Groppello che variano dal 20 al 85%. Per il Lugana Doc viene utilizzato unicamente il Trebbiano (o Turbiana) di Lugana.

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Il vino che vogliamo sia nel breve il vino che ci rappresenti è il Chiaretto perché è l’espressione di un territorio, di un vitigno autoctono come il Groppello e di una area geografica straordinariamente bella e coinvolgente come è la sponda bresciane del lago di Garda.

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Essere innovatori rispettando le tradizioni, le caratteristiche di un territorio e di un vino sono la sfida più entusiasmante che vogliamo affrontare nella nostra cantina. Le nuove tecnologie saranno di aiuto in cantina per far crescere e esaltare le qualità che da sempre vengono riconosciute ai vini del nostro territorio.

polpenazze

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

Per il Lugana senza dubbio i primi piatti saporiti a base di pesce, crostacei e carni bianche.

Per il Rosso Groppello e per il Rosso Superiore le carni grigliate, i salumi e i formaggi del territorio si sposano perfettamente alla sapidità e mineralità equilibrata dei nostri vini.

I chiaretti si abbinano sia col pesce di Lago (Luccio alla Portesina) che col pesce di mare ma la grande duttilità li rendono azzeccati anche con le carni bianche e le carni grigliate.

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Dieci Prese

Dieci Prese

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Dieci Prese

Due secoli di lavorazione del territorio e delle uve

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Il nostro è un lavoro di attenzione con una trasformazione rispettosa nell’intento di esaltare le caratteristiche pedoclimatiche di ciascun vigneto

Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

L’attività dell’Azienda Agricola X Prese inizia quasi due secoli fa e da allora è sempre stata nella conduzione diretta della famiglia Putti. A quest’epoca risale anche il nome dell’azienda stessa: i territori di bonifica venivano tradizionalmente divisi in “Prese”, vasti appezzamenti di terreno asserviti ad un’idrovora o facenti parte di forme consortili dedicate al coordinamento delle opere per il deflusso delle acque. La decima presa era il terreno dell’attuale azienda agricola.

L’attività viti-vinicola ha caratterizzato da sempre l’impegno aziendale. Scritture contabili testimoniano lavorazione di uve e vendita di vino fin dai primi del ‘900. La produzione si concentra fin da principio sul vitigno tipico della zona, il “FRIULARO”.

Dieci Prese

Quali sono i vini che producete?

La scelta aziendale è quella di creare tutte le possibili declinazioni del Friularo. Attualmente ne sono in vendita due:

  • LONGHIGNOLA: Merlot e Cabernet Sauvignon incontrano il Friularo (precedentemente appassito) tramite un antico metodo di vinificazione: il governo alla Toscana. L’invecchiamento in tonon amalgama i sapori fruttati maturi dell’uva in appassimento con le note erbacee del Merlot e Cabernet Sauvignon, risultando in un vino caldo e rotondo con una leggera nota acida.
  • PRESETTE: Rifermentato naturale rosato, 100% Friularo. Presette è un vino giocoso, con un colore che vira tra il rosa pastello e il rosa acceso. Al naso emergono note fragranti di arancia e melograno. L’acidità lo rende tagliente e austero al palato, ma viene controbilanciato da una persistente e divertente bollicina. Al sorso è fresco con una piacevole nota floreale.

Il nostro intento è di chiudere la nostra linea di vini con un metodo classico e un passito nel prossimo 2021.

Dieci Prese

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Sicuramente il Longhignola rappresenta la tradizione dell’azienda (si produce da parecchio tempo), ma il Presette è la novità di quest’anno, quindi è innovazione qui a X prese.

Questa domanda è difficile… come puoi scegliere tra due figli?

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Dieci Prese

Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Sicuramente la scelta di specializzarsi solo su il Friularo, che è l’uvaggio tipico del nostro territorio, è sinonimo di quanto noi ci teniamo alle nostre tradizioni.

Allo stesso tempo ci sentiamo innovatori, perché non perdiamo occasione per rivoluzionare e modernizzare tutti gli aspetti del nostro lavoro e della nostra amatissima azienda.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

Chi è che non ama un bel fritto misto di pesce in estate? Il Presette ha la bollicina perfetta da abbinare a tutti i piatti di pesce e crostacei.

Il Longhignola trova la sua massima espressione con tutta la carne rossa, o con un bel stufato, in una fredda serata invernale. Ti scalda il cuore.

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Aquila del Torre

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Aquila del Torre

L'attenzione alla natura per il vino migliore

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Il nostro è un lavoro di attenzione con una trasformazione rispettosa nell’intento di esaltare le caratteristiche pedoclimatiche di ciascun vigneto

Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

Aquila del Torre è un’azienda a vocazione familiare: Claudio Ciani acquistò la tenuta nel 1996 e oggi l’azienda è seguita dal figlio Michele, che è agronomo e ha deciso di fare l’esperienza di un’agricoltura “vivente” più sana, rispettosa dell’ambiente e delle persone, in grado di esprimere tutte le sfumature di un territorio dalle caratteristiche pedoclimatiche uniche.

Dal 2013 l’azienda Aquila del Torre ha messo in atto pratiche biodinamiche e ottenuto la certificazione da agricoltura biologica. Le piante hanno bisogno di un ambiente ricco nella sua biodiversità: un terreno vitale, gli animali e l’uomo collaborano attivamente all’equilibrio di questo sistema.

Quali sono i vini che producete?

La parte vitata della tenuta si estende per diciotto ettari in zona collinare all’interno di un bosco e i vigneti sono disposti su pendii molto scoscesi che formano uno splendido anfiteatro.

Per agevolare la coltivazione manuale, assicurare alle viti un’esposizione ottimale e gestire un perfetto drenaggio delle acque, il versante della collina è stato profilato con piccoli terrazzamenti, sui quali dimora un solo filare per banchina.

Le varietà rosse Merlot e Refosco dal peduncolo rosso, sono piantate nel cuore dell’anfiteatro e sul girapoggio della collina esposta a sud. Le esposizioni a est sono destinate alla varietà Sauvignon Blanc, quelle orientate a ovest per la varietà Friulano. Sulla cresta della collina troviamo il Picolit e il Riesling renano.

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Il Riesling occupa la parte più alta della collina, a 350 metri sul livello del mare. Il vigneto è stato messo a dimora nel 1999 e da questa posizione è possibile scorgere verso sud i riflessi della laguna dell’Alto Adriatico. Il suolo è composto da uno strato di roccia madre affiorante ed è in grado di influenzare notevolmente le qualità organolettiche del vino.

Inizialmente pensato per produrre un vino bianco frutto dell’assemblaggio di più varietà, oggi si distingue per il modo in cui è traduttore dell’alta collina di Savorgnano del Torre. Dalla vendemmia 2007 è vinificato in purezza e si contraddistingue per una forte personalità.

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

La lavorazione del terreno e il mantenimento della fertilità del suolo sono i capisaldi di tutta la gestione agronomica dell’azienda. L’utilizzo di attrezzature specifiche per l’arieggiamento del suolo e la buona pratica agronomica del sovescio permettono l’accrescimento radicale delle viti per intercettare gli strati di flysch più profondi. In vigna si semina a mano e si lavora con l’aiuto dei cavalli, che integrano l’utilizzo degli attrezzi meccanici.

Passeggiando nella tenuta è possibile scorgere due gruppi di arnie che sono posizionate sul confine tra vigneto e bosco. Le api danno un contributo straordinario in vigna: preservano l’acino cicatrizzando le parti rovinate dell’acino, fungono da vettore dei lieviti sulla buccia favorendo le fermentazioni in cantina e preservano biodiversità ambientale. Le uve, che adesso provengono da vigneti la cui età media è circa trent’anni (le vigne storiche di Friulano e Picolit risalgono agli anni ’60), vengono raccolte manualmente a seconda del grado di maturazione, operando una selezione minuziosa, e in seguito vinificate separatamente.

In cantina prosegue il lavoro di attenzione con una trasformazione rispettosa nell’intento di esaltare le caratteristiche pedoclimatiche di ciascun vigneto. In cantina si preferiscono contenitori di materiale poroso e con effetto neutrale sul contenuto per enfatizzare le differenze varietali e l’origine territoriale. Nel corso degli ultimi anni ai classici serbatoi di acciaio inox sono stati affiancati contenitori in rovere di più passaggi e vasi vinari in cemento a forma ovoidale. 

La vinificazione con lieviti indigeni, attraverso la tecnica del “pied de cuve”, e la permanenza prolungata sulle fecce fini sono i punti fermi nelle attività di cantina per la produzione dei vini bianchi. Invece, le uve rosse subiscono delicate macerazioni e la ricerca è rivolta verso l’estrazione delle caratteristiche più fini e i vini rossi rimangono per qualche anno in affinamento in bottiglia.

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

L’asparago bianco è un prodotto tipico della zona a nord di Udine, vicino a Savorgnano del Torre. I turioni bianchi vengono raccolti dalla fine di aprile ai primi giorni di giugno. Lo Sclopit, un’erba spontanea primaverile dal nome diverso a seconda della regione (sclopit, appunto, in Friuli Venezia Giulia, carletti in Veneto, erba del cucco, ecc. ecc.) il cui nome scientifico è Silene Rigonfia o Vulgaris, è uno degli ingredienti più particolari che si ritrova nella cucina friulana

Preparazione della ricetta: Prendete degli asparagi bianchi di prima qualità, meglio se biologici, mondateli e dimensionateli a piacimento. Imbustateli a 3 a 3 in dei sacchetti per sottovuoto per cottura. Aggiungete una noce di burro e un rametto di timo e chiudete i sacchetti. Cucinate in forno a vapore per 15 minuti. A parte preparate una maionese con dell’erba cipollina e dei germogli di sclopit. 

A cottura terminata componete il piatto con gusto decorativo, magari con uovo sodo a scaglie a lato. Assaggerete così degli ottimi asparagi abbinati a Riesling Aquila del Torre.

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Tutto il meglio del vino piemontese

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Produciamo vino utilizzando tecniche innovative quando manuali e poco interventiste: teniamo tutto quello che c’è di buono nelle vecchie pratiche del passato adattandole al contesto attuale.

Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

La storia della nostra azienda inizia con nonno Giuseppe e Nonna Maria che iniziano a lavorare come manovali in una cascina vicino all’attuale sede dell’ azienda, dopo qualche tempo ottengono un contratto da mezzadri a Cascina Sòt e poi nel 1975 riescono ad acquistare la proprietà.

Il figlio Leonardo e sua moglie Silvana espandono la superficie aziendale e nel 2008 Maurizio il nipote comincia a produrre il vino.

Dal 2016 anche Lorena (sorella di Maurizio) è impegnata direttamente nella conduzione della cantina e delle degustazioni. La nostra famiglia da sempre è impegnata nella viticoltura

Quali sono i vini che producete?

Produciamo nove tipologie di vino:

  • Barolo Classico: proveniente da una vigna di 26 anni esposta a Sud-Ovest, fermenta per 20gg per poi affinare 32 mesi in botte grande (rovere di slavonia)
  • Barolo Bricco San Pietro: proveniente da una vigna di 89 anni esposta a Sud-Ovest fermenta per 25 gg in tino di rovere per poi affinare in 60% tonneaux nuovi e 40% barriques di secondo passaggio per 28 mesi(rovere francese)
  • Langhe Nebbiolo: proveniente da una vigna di 26 anni esposta ad Ovest, fermenta per 10gg per poi affinare 6 mesi in barriques di secondo passaggio.
  • Barbera d’Alba: proveniente da due vigne, una esposta ad Est e una a Sud-Ovest, per 10gg per poi affinare 2 mesi in botte grande
  • Barbera d’Alba Superiore: proveniente da una vigna di 70 anni esposta a Sud fermenta per 20gg per poi affinare 11 mesi in tonneaux nuovi(rovere francese)
  • Dolcetto d’Alba: proveniente da una vigna di 35 anni esposta a Sud fa una piccola fermentazione carbonica per 3 gg e dopo la fermentazione prosegue in modo tradizionale .Affinamento in acciaio per 3 mesi
  • Vino Rosato Tramonto: prodotto con uve Nebbiolo e Barbera, l’uva viene pressata in modo soffice e poi il mosto fermenta per 20gg a temperatura molto bassa, non svolge la fermentazione malo-lattica e poi fa 2 mesi di battonage
  • Chardonnay: uve provenienti da una vigna esposta a Nord-Ovest l’ uva viene pressata in modo soffice e poi il mosto fermenta per 20gg a temperatura molto bassa, non svolge la fermentazione malo-lattica e poi fa 2 mesi di battonage
  • Nascetta: uve provenienti da una vigna esposta a Nord-Ovest, l’uva viene distapata e pigiata per fare una macerazione di 6-8 gg dopo viene svinata e la fementazione prosegue senza bucce per altri 15gg. Non svolge la fermentazione malo-lattica e fa 2 mesi di battonage

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Il nostro vino più rappresentativo è il Barolo Bricco San Pietro che viene prodotto dalla nostra vigna più vecchia di 89 anni

Siamo molto legati a questa vigna perché fa parte del corpo originale dell’azienda e mio nonno l’ha curata fino ai suoi ultimi giorni di vita

Scopri i vini di Cascina Sòt su Wineowine

Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

La parte della vinificazione è gestita da Maurizio (30 anni) che di certo non può considerarsi tradizionalista. Dopo aver finito gli studi alla Scuola Enologica di Alba e fatto esperienza in cantine della zona, insieme alla famiglia, ha deciso di iniziare a produrre vino utilizzando tecniche innovative quando manuali e poco interventiste. Quindi credo di poter dire che teniamo tutto quello che c’è di buono nelle vecchie pratiche del passato adattandole al contesto attuale

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

I nostri vini rossi bene si adattano alla tradizionale cucina di terra:

  • Formaggi stagionati
  • Brasato al Barolo
  • Tajarin al tartufo
  • Ravioli al plin
  • Vitello tonnato
  • Battuta al coltello

La Nascetta il nostro Orange Wine si adatta bene ai crostacei e formaggi di media stagionatura.

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Il rapporto fondamentale con storia e territorio

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Cerchiamo in ogni modo di far si che il territorio entri a pieno nelle bottiglie che produciamo, valorizzando i sentori e i profumi che questo ci regala.

Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

La nostra azienda nasce più di 40 anni fa, come azienda dedita alla coltivazione della vite e al successivo conferimento della stessa nella cantina sociale della zona; con il tempo abbiamo preso coscienza dell’importanza della trasformazione della materia prima direttamente in azienda, esaltando cosi le peculiarità delle varietà coltivate.

La passione nasce fin dai tempi dell’infanzia, passata nei vigneti del nonno imparando le varie lavorazioni da eseguire durante tutto l’anno, per arrivare all’apice della stagione quando tutta la famiglia era intenta nella vendemmia e le giornate passavano tra canti, risate e ceste piene di uva.

Quali sono i vini che producete?

In azienda coltiviamo e vinifichiamo 6 varietà differenti, 3 a bacca bianca e 3 a bacca rossa.

Le varietà a bacca bianca sono: La Glera, dal quale, si ottiene in nostro Prosecco Doc Treviso Millennium; il Pinot Bianco e il Verduzzo.

Tutti vinificati in acciaio, per il Pinot Bianco e il Verduzzo da qualche anno adottiamo la tecnica della macerazione sulle bucce del mosto prima di iniziare la fermentazione alcolica, questa tecnica conferisce ai vini profumi e sentori caratteristi della varietà aumentando la persistenza.

Le varietà a bacca rossa vengono tutte trasformate in tank di acciaio, con fermentazioni sulle bucce di circa 10-15 giorni; per il Cabernet Sauvignon viene selezionata una piccola partita che viene affinata in barrique di 220 Lt. per 12 mesi e successivamente riposa per 3 mesi in bottiglia prima di entrare in commercio.

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

In tutti i nostri vini c’è una componente importante della nostra passione e del nostro lavoro, che passa dalla Vigna alla bottiglia, ma quelli che di cui siamo maggiormente orgogliosi sono: il PiNoCheSi, derivante dall’affinamento in barrique per 4 mesi e 1 di bottiglia del Pinot Bianco, vino di recente nascita ma che ci sta dando tante soddisfazioni, altro vino che ci riempie di soddisfazioni è il Prosecco Doc Treviso Millennium  che riscontra sempre un grande successo e richiesta nella nostra affezionata clientela.

Scopri i vini di Da Ponte su Wineowine

Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Il rapporto con il territorio, che ci ospita, è per noi un fattore fondamentale; cerchiamo in ogni modo di far si che il territorio entri a pieno nelle bottiglie che produciamo, valorizzando i sentori e i profumi che questo ci regala.

Geograficamente parlando la nostra Azienda è situata fra le colline del Prosecco di Valdobbiadene e Conegliano e la Pianura Padana, siamo nella Pedemontana Veneta ed è per questo che coltiviamo varietà storiche di queste zone, che spaziano fra vini rossi di struttura più tipici della zona pianeggiante e i vini bianchi, come la Glera tipica della zona collinare.

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Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

I nostri vini posso essere impiegati per un ampio abbinamento con il cibo, può spaziare dall’aperitivo abbinando il Millennium Prosecco Doc Treviso Extra Dry, passando a secondi a base di carni rosse come la tagliata a cui si sposa perfettamente il nostro Cabernet Franc. La ricetta che più ci piace suggerire ai nostri clienti è il Risotto con il Prosecco e rosmarino.

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