I gusti floreali e fruttati di Alemat

Il profondo amore per il vino , l’amicizia con uno dei più validi produttori vinicoli delle Langhe sono i due presupposti da cui, nella mente e nel cuore di Savio Dominici, ha preso forma il progetto di realizzare personalmente selezionati prodotti enologici.

Il Piemonte, da sempre considerata una regione ottimale per la viticoltura, rappresenta lo sfondo ideale per la concretizzazione di un sogno, che, nel 2012, diventa realtà in seguito alla collaborazione con un esperto vignaiolo monferrino.

Nasce così un’azienda a conduzione famigliare il cui obiettivo rimane quello di produrre vini pregiati, derivanti da una scrupolosa selezione delle materie prime, avvalendosi della consulenza di uno dei più competenti enologi piemontesi.

La passione che ha permesso di realizzare un’idea, unita alla possibilità di coltivare vitigni su territori dotati dei migliori requisiti è stata in grado di portare alla nascita di Alemat.

Il termine Alemat deriva dalla locuzione piemontese “A l’è mat”, ma racchiude anche le iniziali dei due figli del titolare dell’azienda, che si chiamano appunto Alessandro e Matteo.

La locuzione “a l’è mat” si riferisce al giudizio che Savio Dominici ispirava come conseguenza della scelta particolarmente azzardata di abbandonare una solida attività lavorativa per dedicarsi completamente alla campagna.

Inoltre il periodo a cavallo del primo decennio del duemila era un momento in cui l’enologia non godeva di buona salute e che sconsigliava di impiantare un’azienda vinicola.

La vicinanza della moglie Elisabetta e dei figli Alessandro e Matteo è stata di fondamentale rilevanza per consentire a Savio Dominici di affrontare una realtà piena di interrogativi.

Per questo motivo la denominazione Alemat assume un particolare valore simbolico che, in un unico vocabolo, racconta tutta la storia che sta alle spalle di questa ditta.

Animata da un particolare slancio organizzativo, Alemat sta progettando un ampliamento del terreno per la coltivazione delle viti, per incentivare progressivamente lo sfruttamento dei molti potenziali della cantina.

La filosofia che anima i proprietari di Alemat è incentrata sul rispetto dei ritmi della natura, che non devono venire alterati né tantomeno forzati, allo scopo di ottenere il meglio dalle terre coltivate.

Il continuo confronto con Mario Ronco, un apprezzato esperto piemontese di enologia, ed un profondo coinvolgimento con le tradizioni locali, contribuiscono a creare le condizioni ideali per una produzione sempre maggiormente perfezionata di vini.

Alemat: produzione e localizzazione

La cantina si trova a Ponzano e tra le vigne di Penango, presso la zona più famosa del Monferrato dove viene coltivata la vite.

Il Monferrato (dal latino: Mons Ferratus) è una regione quasi esclusivamente collinare del Piemonte, compresa all’interno delle provincie di Asti ed Alessandria, estesa dalla destra del bacino del Po fino ai piedi dell’Appennino Ligure.

Il Monferrato, per la sua particolare conformazione idrogeologica, è una delle più importanti regioni vinicole Italiane nel mondo, in particolare per quanto riguarda la produzione degli spumanti e dei vini rossi.

Il clima secco e di tipo continentale, caratterizzato da estati calde con tendenza alla siccità e da inverni molto freddi, ha condizionato la sempre maggiore diffusione dei vitigni autoctoni che consentono la produzione di una molteplice varietà di vini.

Le dolci e verdi colline delle Langhe: le zone dell’Alemat

Principi ispiratori di Alemat

Rispettando i principi ispiratori del proprietario di Alemat, la vendemmia viene effettuata manualmente, secondo l’antica tradizione vinicola.

Tra la fine di settembre e la metà di ottobre, periodo ideale per tale operazione, le uve sono accuratamente selezionate unicamente dopo aver raggiunto un perfetto grado di maturazione, per ottenere un mosto di eccellente qualità.

Solitamente durante il mese d’agosto viene attuata una potatura verde, allo scopo di equilibrare perfettamente il carico produttivo delle viti.
La vinificazione si concretizza con differenti modalità a seconda del prodotto finale.

Tipi di vinificazione

Barbera d’Asti
Questo prodotto viene vinificato in maniera tradizionale, distinguendo due tipologie di vitigno; quelli localizzati nella posizione più alta del vigneto sono destinati alla produzione del Barbera Superiore, che affina dentro a grandi botti di legno. Quelli posizionati più in basso vengono utilizzati per ottenere un Barbera vinificato in acciaio.

Grignolino
Frutto di un minuzioso lavoro sia in vigna che soprattutto durante la vinificazione, il Grignolino viene giustamente considerato come un prodotto di punta di Alemat.
Derivante da un antico vitigno autoctono, già conosciuto nel Cinquecento, particolarmente apprezzato presso la Corte dei Savoia, questo vino ha bisogno di molte attente cure per essere in grado di offrire le migliori caratteristiche organolettiche.

Croatina
Selezionata per la produzione di Monferrato Rosso, consente di realizzare un vino corposo, intenso e dal sapore estremamente strutturato.

Affinamento

L’affinamento ha una durata compresa tra cinque mesi e due anni, a seconda della differente tipologia di vino, e comprende due fasi: delle quali la prima si realizza in legno oppure in acciaio e la seconda avviene in bottiglia.

Per il Grignolino d’Asti ed il Barbera d’Asti l’affinamento si verifica in acciaio, per ottenere un vino particolarmente fresco e giovane; per il Monferrato Rosso ed il Barbera d’Asti Superiore il procedimento si concretizza in botti di rovere, che contribuiscono alla produzione di vini corposi e nobili.

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