I primi della tradizione romana: quali vini abbinare?

Da sempre definita povera, la cucina romana, unisce prodotti semplici che danno vita a grandi prelibatezze.

Basata su ingredienti semplici, di derivazione contadina, la tradizione dei piatti romani nasce dalla necessità di creare pietanze con quello che si aveva a disposizione nell’ambiente rurale, ma che riuscisse a conservarsi bene.

Alla semplicità dei piatti, si affianca anche la necessità di fornire il giusto sostegno per chi doveva affrontare lunghe giornate di lavoro.

Tra i piatti più famosi della cucina romana troviamo i primi piatti come: Amatriciana, Gricia, Cacio e Pepe e Carbonara.

Protagonisti principali di questi piatti sono il Pecorino DOP del territorio laziale, fatto con latte di pecora, dal gusto deciso e saporito, ed il guanciale che fornisce succulenza e profumo alle preparazioni.

Amatriciana: quale vino abbinare?

Il nome del piatto “Amatriciana” (o matriciana come viene spesso pronunciata in dialetto romanesco) ha origine dal paese a cui si attribuisce la sua origine, Amatrice, un piccolo paese del Lazio.

La versione storica è quella dei Bucatini alla Amatriciana. Pecorino, guanciale e pomodoro si uniscono alla pasta lunga, spessa e forata che consente così al condimento di essere trattenuto all’interno della pasta stessa.

Un bel piatto di Amatriciana accompagnato da un buon rosso

Si abbina bene ad un Campo Vecchio 2015 di Castel de Paolis. Un rosso rubino acceso con note di pepe, ciliegie e sensazioni vegetali. Morbido, sapido, con tannini presenti che lo rendono perfetto per questo piatto.

Gricia: quale vino abbinare?

Secondo alcuni, è la mamma della precedente “Amatriciana” poiché si compone gli stessi ingredienti ma senza l’utilizzo del pomodoro: si utilizza solo guanciale, Pecorino DOP e pepe, per dare vita ad un piatto semplice, ma succulento.

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La Gricia, la “mamma” dell’Amatriciana

Da abbinare ad un Frascati Superiore DOCG “Primo” di Merumalia, profumo intenso ed avvolgente con un’acidità ed una mineralità rinfrescanti e persistenti.

Se vogliamo oltrepassare il territorio laziale possiamo spingerci fino al Friuli con Colmello di Grotta, Sauvignon DOP Collio, di colore giallo paglierino e con un intenso profumo al naso. Ricco di corpo con una buona persistenza ed aromaticità.

Cacio e Pepe: quale vino abbinare?

Altro piatto principe del Lazio, ancora più semplice per gli ingredienti utilizzati è la Cacio e Pepe.

Un piatto composto solo da pasta, cacio e pepe, ma la vera abilità nel creare un piatto eccellente è nella capacità di dosare nel modo giusto gli ingredienti.

Cacio e Pepe - spaghetti with cheese and pepper
Il gusto “semplice” e unico della Cacio e Pepe

Piatto di grande sapidità che può essere abbinato ad un bianco di buon corpo in modo da creare armonia al palato, ad esempio un Gewürztraminer di Zanotelli. Le note calde dei frutti esotici, il palato morbido lo rendono un perfetto abbinamento con l’aromaticità e la piccantezza della cacio e pepe.

Ma se vogliamo rimanere nel territorio non possiamo che pensare ad un “Avao” Frascati DOCTenuta Pallotta. Di colore giallo paglierino carico con riflessi dorati. Intenso e persistente con una spiccata nota vulcanica espressione del territorio.

Carbonara: quale vino abbinare?

Ultima, ma solo nella lista, la Carbonara, così chiamata perché pare fosse il piatto tipico dei “carbonai”.

Piatto un po’ più ricco degli altri, dal punto di vista del gusto, in quanto prevede l’aggiunta dell’uovo a tutti gli altri ingredienti già più volte sopra citati come il guanciale ed il Pecorino DOP. Un piatto gustoso ed intenso e deciso nel sapore.

Spaghetti Carbonara with Garlic Bread

Si abbina bene ad un Langhe Nebbiolo  2017 Cà Brusà. Sapido, pieno e caldo al palato con un’ottima persistenza che bene affronta la presenza dell’uovo, protagonista di questa specialità.

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