Le interviste di Wineowine

Podere Sabbioni

Territorio, vitigni e sostenibilità nei vini delle Marche

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Abbiamo fondato la nostra interpretazione su tre pilastri: territorio, vitigni e sostenibilità. Non mi sento di dire se siamo innovativi o conservatori, lascio agli altri la valutazione. Spero piuttosto di essere credibile nel tempo.

Come nasce la vostra passione per la produzione di vino?

Sono appassionato di vino, ma soprattutto sono appassionato della storia e della cultura del vino. Appartengo ad una famiglia di tradizione ed ho cominciato con mio nonno da piccolo a produrre vino. Purtroppo mio nonno è mancato quando avevo solo 13 anni ed i suoi insegnamenti sono andati in parte dispersi.

La vita mi ha portato su altre strade, ma il vino è sempre stato un compagno di viaggio. Per ragioni di lavoro ho vissuto a lungo in Francia. In qualche maniera questo ha “contaminato” il mio gusto per il vino.

Sono italiano e sono orgoglioso di esserlo, credo che il nostro patrimonio ampelografico sia ineguagliabile e sono convinto che i nostri vini non sono secondi a nessuno. Però apprezzo lo stile dritto ed austero dei vini francesi, in particolare dei vini di Borgogna. Ho deciso con mia moglie di produrre vino per mestiere per dare la mia interpretazione di vino.

Credo nel coraggio di interpretare e ritengo anche che questo sia indispensabile nel mondo del vino. Un mondo affascinante, dove però essere interessanti è molto difficile. Spero a tendere di arrivare ad esserlo.

Quali sono i vini che producete?

Produciamo tre vini:

  • Podere Sabbioni Colli Maceratesi Ribona DOC, il nostro vino bianco base da uva Maceratino [almeno 90%] con una saltuaria presenza di Chardonnay [max 10%]. Pressiamo l’uva con una parte dei raspi, per avere maggiore struttura ed un certo nerbo. Dopo la decantazione statica, il mosto viene fatto fermentare in acciaio. Terminata la fermentazione il vino viene affinato in acciaio per un periodo variabile da 3 a 9 mesi
  • Podere Sabbioni Ribona Riserva della Famiglia DOC, vino bianco di punta della nostra cantina 100% Maceratino Ribona. Il solo mosto “di sgrondo” del vigneto migliore viene inviato ad una vasca in acciaio dedicata, dove dopo decantazione statica viene fatto fermentare lentamente a bassa temperatura [20-22 giorni]. Completata la fermentazione, il vino e le sue fecce fini [importantissime!] vengono inviati ad una vasca in cemento, per un affinamento di circa 12 mesi [che porteremo appena possibile a 18, oggi non riusciamo perché la produzione è limitata in relazione alle richieste]
  • Podere Sabbioni Piceno DOC, il nostro rosso da uve Montepulciano [85%, il massimo consentito dal disciplinare] e Sangiovese [15%]. Vendemmiamo il Sangiovese stramaturo ed il Montepulciano non a completa maturazione, per avere un’acidità importante dal Montepulciano e limitare i problemi di tannino del Sangiovese. Dopo la diraspatura, il mosto con le bucce viene fatto fermentare senza controllo della temperatura in acciaio e cemento. Considerando che la vendemmia viene effettuata normalmente nella seconda-terza decade di ottobre, che vengono effettuati quotidianamente diversi rimontaggi e follature e che spesso utilizziamo la tecnica del déléstage non abbiamo bisogno del frigorifero. Lasciamo il mosto-vino sulle bucce per qualche giorno dopo la fine della fermentazione, per favorire la reazione malo-lattica. Quindi pressiamo e spostiamo il vino in contenitori di rovere francese da 230l con diversi passaggi alle spalle. Dopo un affinamento di 18-20 mesi il vino viene imbottigliato per un ulteriore affinamento in bottiglia oggi breve, a tendere di almeno 6-8 mesi.

Qual è il vostro 'vino del cuore'?

Un vignaiolo vede i suoi vini come proprie creature, per cui sono tutti egualmente rappresentativi. Voglio bene a tutti. E poi vorrei che più che il vino nel tempo venga riconosciuta la “mano” di Podere Sabbioni. Non ho quindi un vino del cuore. 

D’altra parte, però, è vero che il vino che in qualche maniera ci sta portando maggiori soddisfazioni è il Podere Sabbioni Ribona Riserva della Famiglia, notato l’anno scorso da Paolo Massobrio ed eletto miglior bianco d’Italia per il 2020 tra i 100 top della guida “Il Golosario”. 

Si tratta di un bianco da Maceratino Ribona, come ho accennato sopra, un vitigno antichissimo e raro – dico sempre che siamo solo in 19 in tutto il mondo a produrre questo vino – che si distingue per la sapidità importante e la grande longevità.

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Tradizione o innovazione: qual è il vostro leitmotiv?

Abbiamo fondato la nostra interpretazione su tre pilastri:

  • il territorio: siamo a Petriolo, nelle Marche, nella Riserva Naturale dell’Abbadia di Fiastra, un’abbazia cistercense del basso medioevo. I vigneti sono in un canalone adiecente ad un bosco immenso [mi pare 1.700 ettari], a poca distanza da un torrente, il Fiastra, appoggiati sulle colline, in un posto magico che i monaci del passato considererebbero ideale per la coltivazione della vite
  • i vitigni: tutti autoctoni, con primus inter pares il Maceratino, coltivato solo nella nostra provincia e straordinariamente identitario
  • la sostenibilità: ci sentiamo custodi della terra, sentiamo la responsabilità di preservare la bellezza che ci è stata affidata. Per questo motivo, oltre ad essere in conduzione biologica da sempre, abbiamo deciso di aderire al protocollo di certificazione volontaria VIVA del Ministero dell’Ambiente. Siamo in compagnia di grandi nomi del vino italiano e la sola cantina certificata per le Marche.

VIVA ed il biologico sono certificazioni ufficiali basate su standard europei [agricoltura biologica] ed internazionali [VIVA], che ci permettono di offrire al consumatore una garanzia sul nostro modo di condurre il vigneto

Non mi sento di dire se siamo innovativi o conservatori, lascio agli altri la valutazione. Spero piuttosto di essere credibile nel tempo

Come possiamo abbinare i vostri vini in tavola?

I nostri vini privilegiano la snellezza, la freschezza e la bevibilità, piuttosto che la forza. Ma hanno struttura, per cui possono essere utilizzati a tutto pasto.

Per quanto riguarda i bianchi, la sapidità si abbina bene con i cibi a tendenza dolce, come pesce, crostacei in particolare, uova [carbonara, ad esempio], pomodoro, formaggi freschi e mediamente stagionati, il nostro ciauscolo! tra i salumi. Un nostro cliente sostiene che l’abbinamento ideale è con il vitello tonnato. A me piace molto con il coniglio in padella. Lo scorso sabato abbiamo fatto una degustazione di prova con un panettone gastronomico farcito con pomodori secchi e pistacchi, un successo!

Il rosso si sposa con cibi con maggiore complessità, direi carni rosse con cottura breve o media, formaggi mediamente stagionati, salumi. L’intensità aromatica regge bene anche con cibi dal profumo intenso, come tartufo od erborinati.

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